Chivasso, 700 studenti in piazza per calcinacci, ratti e bagni guasti: la scuola ha già avuto 1 milione dal Pnrr

Protesta degli studenti di Chivasso all'Europa Unita: calcinacci, ratti e bagni guasti. La Città metropolitana ha già speso 1 milione di Pnrr: cosa resta da fare.

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Giovedì 15 e venerdì 16 ottobre 2026 gli studenti dell’Istituto superiore Europa Unita di Chivasso, nel Torinese, hanno scioperato davanti alla sede di via Marconi 6 e alla succursale di via Paleologi. La protesta degli studenti di Chivasso denuncia bagni inagibili, ascensori fermi, calcinacci e ratti. Il secondo giorno, secondo gli organizzatori, in strada c’erano circa 700 ragazzi. L’edificio appartiene alla Città metropolitana di Torino.

La notizia non è il video dei due ragazzi vestiti da Spider-Man e Miles Morales che si sfidano a colpi di pose davanti ai cancelli. La notizia è un’altra: la Città metropolitana ha speso 1 milione di euro del Pnrr su questa scuola e dichiara i lavori «ultimati e collaudati» da marzo 2026. Sette mesi dopo gli studenti fotografano pannelli del controsoffitto bucati e finestre che non chiudono. Delle due l’una: o quel milione ha coperto solo una parte dell’edificio, e allora l’ente deve dire quale parte e cosa resta da fare, oppure i lavori non hanno risolto i problemi. In entrambi i casi la responsabilità ha un indirizzo preciso, e non è quello dei ragazzi.

Cosa è successo il 15 e il 16 ottobre davanti alla scuola

La mobilitazione era stata annunciata con foto e video pubblicati dagli studenti nei giorni precedenti. Giovedì 15 ottobre centinaia di ragazzi si sono radunati fin dal mattino davanti all’ingresso di via Marconi. Sul posto sono arrivati i carabinieri per seguire il presidio. Sulla cancellata sono comparsi i cartelli: «Buchi nei muri, crolla il soffitto. La sicurezza è un nostro diritto», «Roditori presenti, provvedimenti assenti» e la citazione dantesca «Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate all’EU».

Venerdì 16 la protesta è raddoppiata. Gli organizzatori parlano di circa 700 studenti in strada, con l’arrivo anche di ragazzi dell’istituto Newton. È stato il giorno della cosiddetta aura battle, una sfida di pose nata su TikTok, messa in scena da due studenti in costume. Il video ha fatto il giro dei social in poche ore. I rappresentanti degli studenti, tra cui Rebecca Santoro, hanno insistito su un punto: la scelta di non occupare l’edificio e di restare fuori dai cancelli con una protesta pacifica.

La protesta di Chivasso si inserisce in una settimana di agitazioni studentesche nel Torinese. Il 9 ottobre oltre 200 studenti si erano presentati davanti alla sede della Città metropolitana a Torino per chiedere garanzie sugli edifici scolastici. Il 14 ottobre il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Donato Cafagna, ha discusso delle occupazioni e delle mobilitazioni nelle scuole.

Le denunce degli studenti: bagni, ascensori, soffitti e ratti

L’elenco che i ragazzi hanno documentato con fotografie è lungo. Bagni guasti o chiusi, ascensori fuori servizio con problemi per chi ha difficoltà a muoversi, finestre che non si chiudono, pareti danneggiate e pannelli del controsoffitto bucati. Gli studenti riferiscono anche episodi in cui pezzi di intonaco si sarebbero staccati nei corridoi, arrivando a colpire qualcuno. Questo episodio è una loro testimonianza, non un fatto accertato da un atto ufficiale.

A questo si aggiungono rifiuti abbandonati nelle intercapedini esterne e la segnalazione della presenza di ratti, finita sui cartelli. I ragazzi lamentano infine materiali didattici mancanti e progetti formativi a rischio per i tagli. Sulla cancellata campeggiava anche lo striscione «Fondi alle scuole, non alle armi», che allarga la protesta alla politica nazionale. Su quel punto non ci pronunciamo: la nostra inchiesta riguarda l’edificio.

Il milione di euro del Pnrr e i lavori dichiarati collaudati

Sul sito dedicato al Pnrr la Città metropolitana di Torino pubblica la scheda dell’intervento su via Marconi 6. Titolo: «interventi di messa in sicurezza facciate di adeguamento normativo e funzionale». Investimento: 1.000.000 di euro, Missione 4 del Pnrr, Investimento 3.3. Stato dell’intervento: «Concluso», con la dicitura «Lavoro ultimato e collaudato». Data dell’ultimo aggiornamento: 27 marzo 2026.

La scheda descrive cosa è stato fatto. I vecchi serramenti in ferro sono stati sostituiti con serramenti in alluminio, in parte fissi e in parte apribili a vasistas con apertura motorizzata. Nel locale officine è stato posato un pavimento sopraelevato. Sono state realizzate nuove tramezzature e impianti antisfondellamento, cioè reti metalliche che impediscono ai pezzi di solaio di cadere sulle teste delle persone. L’appalto, secondo una determinazione dirigenziale del 14 febbraio 2025, era stato aggiudicato il 31 maggio 2023 alla società Magnetti srl.

Il 10 ottobre 2023 la Città metropolitana aveva inaugurato i nuovi laboratori con la consigliera delegata Caterina Greco e il dirigente scolastico di allora, Claudio Ferrero. Nel comunicato di settembre 2023 l’ente precisava che la rete antisfondellamento era stata posata «al secondo piano della palazzina aule denominata US1». La scuola, costruita dalla Provincia all’inizio degli anni Settanta, è divisa in 6 unità strutturali. Qui sta il punto: il milione ha riguardato le officine, un piano di una palazzina e le finestre. Il resto dell’edificio, a quanto risulta dagli atti pubblicati, non rientrava in quell’intervento.

C’è un secondo progetto. Nel Documento unico di programmazione pubblicato sul sito della trasparenza della Città metropolitana compare la voce «Istituto Europa Unita di Chivasso, messa in sicurezza solai e interventi di manutenzione straordinaria», numero 371/2023, per 140.000 euro. Stato: consegna lavori. Somme pagate alla data del documento: zero. Un intervento sui solai da 140.000 euro è un decimo del primo. Se quei solai sono gli stessi da cui, secondo i ragazzi, cadono i calcinacci, la domanda è a che punto sia quel cantiere.

I precedenti: palestra nel 2018, occupazione nel 2022, allagamento nel 2023

Le denunce di oggi non sono nuove. All’inizio del 2018 la caduta di calcinacci dal soffitto della palestra lasciò circa 800 studenti senza educazione fisica per settimane. Il 24 e 25 febbraio 2022 gli studenti occuparono l’istituto per due giorni con lo slogan «Vogliamo più sicurezza», lamentando intonaco che si sgretola, bagni in cattive condizioni, topi e cavi elettrici scoperti. Il dirigente di allora parlava di quasi 1.400 iscritti in 60 aule, al limite della capienza.

Nel febbraio 2023 un rubinetto rimasto aperto in un locale dei bidelli allagò una manica della scuola e rese inutilizzabili 15 aule tra seminterrato e primo piano. La Città metropolitana intervenne in pochi giorni, e lo rivendicò in un comunicato. Significa che l’ente sa muoversi in fretta quando vuole. La manutenzione ordinaria, invece, è quella che per quattro anni e mezzo ha prodotto lo stesso elenco di guasti.

Chi deve fare la manutenzione: la legge è chiara

La legge 23 del 1996 affida gli edifici delle scuole superiori alle Province, che nelle aree metropolitane sono diventate Città metropolitane con la legge 56 del 2014. La stessa legge stabilisce che il sindaco metropolitano è, di diritto, il sindaco del comune capoluogo. A Torino la Città metropolitana ha un consigliere delegato all’edilizia scolastica. Il decreto legislativo 81 del 2008, all’articolo 18, comma 3, dice che gli interventi strutturali e di manutenzione restano a carico dell’ente proprietario. Il dirigente scolastico assolve il suo obbligo chiedendo l’intervento. Tradotto: il preside segnala, la Città metropolitana ripara. Se non ripara, la responsabilità è sua.

Nel Torinese nessuno può dire di non sapere cosa significa un controsoffitto trascurato. Il 22 novembre 2008, al liceo Darwin di Rivoli, a poche decine di chilometri da Chivasso, il crollo di un controsoffitto uccise lo studente Vito Scafidi, 17 anni. Da allora la legge 107 del 2015 ha fissato al 22 novembre la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. Non diciamo che l’Europa Unita sia nelle stesse condizioni: le foto non bastano a stabilire un rischio strutturale. Diciamo che un pannello bucato si controlla prima, con una verifica tecnica, non dopo.

Uova, petardi e fumogeni: l’errore e il rimedio

Venerdì 16 ottobre alcuni manifestanti hanno lanciato uova e rotoli di carta igienica contro la scuola e nell’area davanti all’ingresso, con petardi e fumogeni. Sul posto era presente la polizia locale. È stato un errore: sporca un edificio già malandato e regala un alibi a chi preferisce parlare dei ragazzi invece che dei soffitti. Nel pomeriggio, però, gli stessi studenti hanno preso le scope e ripulito la strada. Chi protesta e poi pulisce ha capito la differenza tra denuncia e vandalismo. Chi ride solo del video in costume, invece, non ha ancora guardato le foto dei bagni.

Cosa chiediamo alla Città metropolitana di Torino

Chiediamo tre cose concrete al sindaco metropolitano e al consigliere delegato all’edilizia scolastica. Primo: una verifica tecnica dei controsoffitti e dei solai di tutte le 6 unità strutturali entro il 22 novembre, Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, con esito pubblicato. Secondo: la pubblicazione di tutte le segnalazioni di guasto inviate dalla scuola dal febbraio 2022 a oggi, con la data della risposta. Terzo: un calendario dei lavori sui bagni, sugli ascensori e sui solai, con importi e scadenze, consultabile da famiglie e studenti, compreso lo stato reale del cantiere da 140.000 euro.

Il milione di euro del Pnrr era un buon inizio, non un certificato di fine problemi. Un edificio pubblico dove i ratti finiscono sui cartelli di protesta non è una curiosità da social: è un’amministrazione che deve rispondere.

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