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La cantautrice Elisa Toffoli, in arte Elisa, ha raccontato a Walter Veltroni di aver subito una violenza sessuale quando aveva otto anni. Lo ha fatto nell’intervista uscita il 3 novembre 2026 sul Corriere della Sera: «Avevo otto anni. Non piccola abbastanza da poterlo dimenticare, ammesso sia mai possibile». Oggi ha 48 anni ed è la prima volta che ne parla in pubblico.
Non ha fatto nomi, non ha indicato luoghi né circostanze, e non tocca a nessuno chiederglieli. Ha scelto invece di dire la frase che molte vittime aspettano di sentire da anni: «Una persona violentata non ha mai nessuna colpa». E ha aggiunto che l’abuso subito da bambina «mi ha segnata per sempre».
Elisa ha deciso di parlare per togliere il senso di colpa alle vittime
Elisa ha spiegato a Veltroni di aver raccontato l’abuso per aiutare chi ha subito violenza sessuale a liberarsi dal senso di colpa, un lavoro che lei chiama «una missione collettiva» e che rivolge alle donne, alle ragazze e anche ai ragazzi. Ha detto di seguire da qualche tempo un percorso di terapia psicologica e di stare «imparando a non colpevolizzarmi».
La cantante lega questa scelta all’impegno con Una Nessuna Centomila, il movimento contro la violenza sulle donne che dice di aver contribuito a fondare. Nato dal concerto dell’11 giugno 2022 all’Arena di Campovolo, a Reggio Emilia, nel 2023 è diventato una fondazione che raccoglie fondi per centri antiviolenza e case rifugio. Elisa ha ragione su tutta la linea. E i dati pubblici le danno ragione due volte: sul silenzio e sul senso di colpa.
L’intervista è firmata dall’ex sindaco di Roma e primo segretario del Pd
Walter Veltroni, romano, classe 1955, è stato vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali nel primo governo Prodi, sindaco di Roma dal 2001 al 2008 e primo segretario del Partito democratico. Lasciata la politica attiva, scrive romanzi, firma lunghe interviste sui giornali e dirige documentari.
Tra i suoi libri ci sono i gialli del commissario Buonvino; tra i film, Quando c’era Berlinguer del 2014 e I bambini sanno del 2015, dedicato proprio a come i più piccoli guardano il mondo degli adulti. Il formato del colloquio lungo, senza fretta, ha permesso alla cantante di scegliere da sola le parole e i limiti del proprio racconto. Per una vittima non è un dettaglio.
Quasi sei vittime su dieci non ne parlano con nessuno, secondo l’Istat
Il 58,4% delle italiane che hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni non ne ha parlato con nessuno al momento dei fatti: lo rileva il rapporto dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta, pubblicato il 16 settembre 2026.
L’indagine, condotta tra marzo 2025 e gennaio 2026 su donne fra i 16 e i 75 anni, conta l’8,2% di italiane abusate prima dei 16 anni: poco meno di un milione e 650mila persone, più degli abitanti di Milano. Il 45,4% di loro colloca il primo episodio prima degli 11 anni, l’8,2% addirittura prima dei 6. Solo il 2,6% ne ha parlato con un insegnante. Il ricorso a polizia, servizi sanitari o sociali, scrive l’Istat, resta «molto limitato».
Chi liquida confessioni come quella di Elisa come una moda sbaglia i conti. Il fenomeno non cresce, cala: le donne fra i 16 e i 70 anni che dichiarano una violenza sessuale prima dei 16 anni sono passate dal 10,6% del 2014 al 7,8% del 2025. Quello che non cambia è il silenzio, che spesso dura anni.

Gli abusi sui minori arrivano quasi sempre da persone conosciute
Secondo l’Istat, il 13,5% delle italiane ha subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni da una persona conosciuta, familiari e parenti compresi, mentre solo il 2,1% indica uno sconosciuto. Il rapporto cita tra gli autori anche insegnanti, personale sanitario e religiosi, con quote più basse.
Per la forma più grave, il rapporto sessuale imposto, le vittime italiane indicano un conoscente nel 29,1% dei casi, un amico, un amico di famiglia o un compagno di scuola nel 24,9%, un altro parente nel 18,4%. Lo sconosciuto si ferma al 9%. L’idea che il pericolo per una bambina sia soprattutto l’estraneo incontrato per strada, magari straniero, non regge ai numeri: il pericolo, quasi sempre, ha le chiavi di casa o siede alla stessa tavola. Per questo il silenzio è così lungo. Denunciare vuol dire spesso accusare qualcuno che la famiglia ama.

La prescrizione degli abusi sui minori parte dai 18 anni solo dal 2017
Dal 2017 l’articolo 158 del codice penale stabilisce che, per gli abusi sessuali commessi su un minore, la prescrizione decorre dal giorno in cui la vittima compie 18 anni, salvo che l’azione penale sia già partita. La regola, introdotta dalla riforma della giustizia penale di quell’anno, vale per i fatti successivi.
Per chi è stato abusato prima, il tempo ha cominciato a correre il giorno stesso della violenza, quando la vittima non aveva nemmeno le parole per raccontarla. Quando una vittima trova la forza di parlare dopo trent’anni, con quella regola il reato può essere già estinto: l’autore resta impunito per il semplice passare del tempo.
Il silenzio di una bambina non può diventare un’assoluzione.
Il Parlamento italiano dovrebbe rendere imprescrittibili le violenze sessuali sui bambini più piccoli. Non è una scorciatoia giustizialista: l’onere della prova resta tutto all’accusa, e un processo senza prove solide finisce comunque con un’assoluzione. Si toglie soltanto all’autore il vantaggio di aver scelto una vittima troppo piccola per parlare in tempo.
Elisa ha fatto la sua parte, con il suo nome e la sua faccia. Fra tre settimane, il 25 novembre, cade la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ed è la scadenza naturale per mettere la prescrizione degli abusi sui bambini nell’agenda di governo e Parlamento. Chi ha subito violenza può chiamare il 1522, il numero antiviolenza gratuito attivo 24 ore su 24; per i minori c’è il 114 Emergenza Infanzia.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 4 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026, ore 13:09.
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Fonti
- Istat (2026). Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025, report.
- Istat (2026). Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – Anno 2025, comunicato stampa.
- Gazzetta Ufficiale. Codice penale, articolo 158: decorrenza del termine della prescrizione.
- Sapienza Università di Roma. Sapienza e Fondazione Una nessuna centomila: insieme per il cambiamento culturale.





