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Domenica 8 novembre 2026 Pierluigi Diaco, conduttore di BellaMa’ su Rai 2, si è scusato con Alberto Ravagnani con una nota alle agenzie di stampa. Sul camerino ha confermato di aver convocato lui l’ex sacerdote prima dell’intervista del 3 novembre, «anche senza attendere con pazienza l’autorizzazione aziendale». Nella stessa nota annuncia querele contro chi scrive di avance che, secondo lui, non sono mai avvenute.
Due giorni prima, il 6 novembre, lo stesso Diaco diceva: «Non sono dispiaciuto, quello che ho fatto si chiama giornalismo». Adesso scrive: «Come la Rai giustamente mi ha fatto notare avrei potuto condurre l’intervista ad Alberto Ravagnani con toni diversi e meno incalzanti». Il conduttore ha cambiato idea, ma la spinta a cambiarla è arrivata dall’azienda: è lui stesso a dirlo nella prima riga.
Ravagnani a Ballando ha parlato di parole dette in camerino, senza mai usare la parola avance
Sabato 7 novembre, nella sesta puntata di Ballando con le stelle su Rai 1, Alberto Ravagnani ha detto di essere arrivato all’intervista già turbato per alcune parole sentite in camerino. Non ha spiegato quali parole e non ha mai parlato di avance. Le sue parole testuali, rivolte alla conduttrice Milly Carlucci: «Prima di andare in onda già sono partito turbato per alcune parole in camerino che non mi hanno permesso di stare davanti alle telecamere accese davanti al pubblico in una maniera serena».
Nella clip girata in sala prove con la maestra Erica Martinelli, l’ex prete ha detto di aver percepito «un po’ di violenza nel tentativo di forzare la mia privacy». Ha aggiunto di aver rinunciato a Domenica In «perché sono ancora a disagio». Il giurato Ivan Zazzaroni gli ha dato ragione: «Nel 2026 l’orientamento sessuale non può essere né una domanda, né una risposta».
La parola avance non è di Ravagnani. È arrivata dopo, con i commenti e i titoli. Ed è proprio contro chi la usa che si rivolgono le querele annunciate dal conduttore.
Pierluigi Diaco conferma la convocazione e dà mandato ai suoi avvocati
Nella nota dell’8 novembre Pierluigi Diaco conferma di aver chiamato Ravagnani nel suo camerino prima della diretta. Racconta di averlo fatto perché gli avevano riferito che l’ospite non sapeva a quale trasmissione stesse partecipando. Scrive di averlo fatto «esclusivamente per anticipargli con correttezza gli ingredienti dell’intervista». Lo aveva già raccontato a Le Iene, aggiungendo che è una cosa che non fa mai con gli ospiti.
Nella nota il conduttore aggiunge che non avrebbe dovuto rispondere in diretta a Milly Carlucci e che gli dispiace se in camerino ha detto qualcosa che ha messo a disagio l’ospite. Poi arriva il passaggio legale: «ho dato mandato ai miei avvocati di querelare chiunque abbia scritto o scriverà insinuazioni relative ad avance o approcci mai avvenuti». Con le querele, dice, difende «la mia famiglia, i miei affetti, la mia biografia e la Rai».
Il dettaglio che pesa di più lo ha scritto lui stesso. Un incontro a porte chiuse con un ospite, prima di un’intervista su temi intimi, fatto senza aspettare il via libera dell’azienda. Ora la Direzione Intrattenimento Day Time deve dire se quella autorizzazione era obbligatoria e che cosa comporta averla scavalcata.
Chi è Alberto Ravagnani, l’ex prete in gara su Rai 1
Alberto Ravagnani è un ex sacerdote. Quando era prete era molto seguito sui social. Ha lasciato il sacerdozio, ha raccontato la sua scelta in un libro e oggi è in gara a Ballando con le stelle in coppia con Erica Martinelli. Per questo, il 3 novembre, era ospite di BellaMa’.
In quella puntata Diaco gli ha chiesto della castità e dei suoi desideri. A Le Iene il conduttore ha difeso due domande: perché non fosse stato casto e se fosse attratto da un uomo o da una donna. In diretta gli aveva detto: «Non pensi che dopo le cose profonde di cui hai tenuto a renderci partecipi, tu meriti domande dirette al limite della maleducazione?». Ravagnani aveva risposto: «Tu mi stai mettendo in difficoltà portandomi su un terreno sul quale chiunque sarebbe in difficoltà». Il giorno dopo ha parlato di «un attacco violento e scorretto» e ha ricordato che nel 2017 Diaco definiva la sessualità «un dettaglio».
La Rai si è scusata il 6 novembre, due giorni prima del conduttore
Il 6 novembre 2026 la Direzione Intrattenimento Day Time della Rai, diretta da Angelo Mellone, ha chiesto scusa a Ravagnani e al pubblico. Ha definito alcuni passaggi dell’intervista «non adeguati ed eccessivi rispetto ai principi di garbo, equilibrio e rispetto dell’interlocutore». Quel giorno la Rai si è scusata, mentre il conduttore difendeva l’intervista come «giornalismo».
Il caso Diaco-Ravagnani, da BellaMa' alle querele
- Pierluigi Diaco intervista Alberto Ravagnani a BellaMa' su Rai 2, con domande su castità e attrazione
- Alberto Ravagnani definisce l'intervista di Diaco «un attacco violento e scorretto»
- La Direzione Day Time Rai si scusa per i toni, Diaco replica: «si chiama giornalismo»
- A Ballando con le stelle Ravagnani dice di essere arrivato turbato per parole sentite in camerino
- Diaco si scusa per i toni, conferma la convocazione in camerino e annuncia querele
Tra l’intervista e le scuse di Diaco sono passati cinque giorni. E le scuse sono arrivate solo due giorni dopo quel «non sono dispiaciuto». Sui toni la Rai ha già deciso, e non è un dettaglio da ufficio: il contratto nazionale di servizio Rai 2023-2028, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2024, è il patto con lo Stato che regola il servizio pubblico pagato anche con il canone.

Diaco tiene molto alla sua «onorabilità di uomo e di giornalista», e allora valgono anche le regole della sua professione. Il Testo unico dei doveri del giornalista, in vigore dal 1° gennaio 2021, all’articolo 2 chiede di rispettare «i diritti fondamentali delle persone». All’articolo 9 chiede di correggere gli errori «con tempestività e appropriato rilievo». Un errore commesso in diretta tv merita una correzione con lo stesso spazio, non una nota alle agenzie che il pubblico di Rai 2 non leggerà.
Le scuse si fanno in onda, non in agenzia.
I nostri lettori la pensano allo stesso modo. Un commento su tre di quelli che abbiamo analizzato dice che queste non sono vere scuse. Molti contestano le domande sulla vita privata dell’ospite.
Cosa pensano i lettori: Le scuse di Diaco a Ravagnani
Abbiamo letto e classificato uno per uno 27 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Non sono vere scuse, si fa vittima33%
- Diaco ha fatto un'intervista indecente26%
- Diaco è antipatico e raccomandato15%
- La Rai deve allontanare Diaco11%
- Fuori tema o senza opinione15%
Le tesi più sostenute
- 22%Quelle di Diaco non sono vere scuse, ribalta la frittata
- 19%Diaco insinuava e ha fatto domande morbose e inaccettabili a Ravagnani
- 11%La Rai dovrebbe licenziare o allontanare Diaco
Le convinzioni dei lettori, verificate
- Falso
Ravagnani ha accusato Diaco di avance in camerino
A Ballando con le stelle del 7 novembre 2026 Ravagnani ha parlato di «alcune parole in camerino» che lo hanno turbato, senza dire quali. Non ha mai parlato di avance o di approcci.
Fonte: Rai 1, Ballando con le stelle, puntata del 7 novembre 2026
- Non verificabile
Diaco è un raccomandato e il suo compenso è pagato con il canone
La Rai è finanziata anche con il canone e svolge il servizio pubblico in base al contratto di servizio con lo Stato. Non ci sono documenti pubblici su come è stato scelto il conduttore né sul suo compenso.
Fonte: Ministero delle imprese e del made in Italy, Contratto di servizio Rai 2023-2028
- Vero
Nell'intervista Diaco ha fatto domande sulla sessualità di Ravagnani
Lo stesso Diaco ha difeso le domande sulla castità e sull'attrazione per uomini o donne. La Rai ha definito alcuni passaggi «non adeguati ed eccessivi».
Fonte: Rai, Direzione Intrattenimento Day Time, nota del 6 novembre 2026
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di ANSA.it, Fanpage.it, Il Fatto Quotidiano. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Cosa rischia chi scrive di avance senza prove
Chi attribuisce a Pierluigi Diaco avance di cui non esiste alcuna prova rischia una querela per diffamazione. È il reato previsto dall’articolo 595 del codice penale, che diventa più grave quando l’offesa passa da un mezzo pubblico, compresi i social. La querela va presentata entro tre mesi da quando si viene a sapere dell’offesa.
Su questo il conduttore ha ragione, e lo diciamo senza giri di parole. Nessuna dichiarazione di Ravagnani e nessun atto parla di approcci. Criticare i toni di un’intervista trasmessa dalla tv pubblica è un diritto, e lo stesso Diaco scrive di accettare le critiche, anche feroci. Attribuirgli una condotta che nessuno ha raccontato è un’altra cosa, ed è un reato.
Cosa succede adesso tra BellaMa’, Ballando e gli avvocati
Adesso i legali di Diaco hanno tre mesi per presentare le querele annunciate. Ravagnani torna in pista con Erica Martinelli nelle prossime puntate di Ballando con le stelle. Diaco, invece, ritrova il suo pubblico ogni pomeriggio su Rai 2. Rimane da chiarire che cosa sia stato detto davvero in quel camerino. Lo sanno solo i due protagonisti.
Le scuse vere hanno un posto preciso, ed è lo studio di BellaMa’, davanti allo stesso pubblico che ha visto l’intervista. Il conduttore deve rivolgerle a Ravagnani a voce, con parole sue. La Direzione Day Time, che ha già riconosciuto lo sbaglio sui toni, deve rendere pubblico che cosa ha contestato al suo conduttore e che cosa prevedono le regole sugli incontri con gli ospiti fuori onda. La difesa dalle accuse non provate è legittima, ma non chiude il caso dell’intervista.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 27 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2026, ore 16:14.
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Fonti
- Ordine dei giornalisti (2021). Testo unico dei doveri del giornalista.
- Ministero delle imprese e del made in Italy (2024). Contratto nazionale di servizio Rai 2023-2028.
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