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Davide Tamburella, lo chef italiano licenziato il 20 maggio 2026 dal ristorante La Costa di Brisbane, in Australia, ha perso il ricorso davanti alla Fair Work Commission, l’autorità australiana che decide sui licenziamenti. Con la decisione resa pubblica martedì 3 novembre 2026, la commissaria Jennifer Hunt ha respinto la domanda perché presentata fuori tempo. Del rifiuto di cucinare la pizza con l’ananas, quindi, la Commissione non ha giudicato il merito.
In Italia la storia è arrivata come la favola del cuoco patriota cacciato per una fetta di frutta tropicale. Ma la decisione dice un’altra cosa, e noi pensiamo che lo chef abbia sbagliato due volte: quando ha trasformato la richiesta di un cliente in una questione d’onore nazionale, e quando ha lasciato scadere i termini per difendersi.
Chi è Davide Tamburella, lo chef italiano di La Costa a Brisbane
Davide Tamburella è un cuoco italiano che lavorava nella cucina di La Costa Restaurant and Bar, un locale di Fortitude Valley, il quartiere della movida di Brisbane, che si presentava come un angolo della Riviera italiana. Oggi lavora come chef in un altro ristorante italiano della stessa città.
Il ristorante non c’è più. La Costa ha chiuso a luglio, alla scadenza del contratto d’affitto: la proprietà ha indicato come motivo i costi troppo alti del quartiere. Lo chef non ha commentato pubblicamente la decisione della Commissione.
La pizza con prosciutto e ananas era il terzo rifiuto in quattro anni
Secondo la decisione della Commissione, durante un evento privato alcuni ospiti avevano chiesto una pizza con prosciutto e ananas, la cosiddetta pizza Hawaii, e Tamburella si era rifiutato di prepararla. Non era la prima volta: il provvedimento registra che era il terzo rifiuto dello stesso tipo in quattro anni.
Il cuoco ha spiegato la sua scelta senza giri di parole. Nella decisione si legge che, da italiano, considera l’ananas sulla pizza un insulto alla sua cultura, e che a suo giudizio un ordine della direzione «non deve essere seguito quando offende la sua cultura» (la traduzione è nostra). Al titolare aveva perfino suggerito di informarsi su quanto conti, per gli italiani, tenere l’ananas lontano dalla pizza.
Il gusto è libero. Il ristorante, però, non era suo. E un cliente che paga una pizza legale, in un locale australiano, non sta offendendo nessuno.
La tradizione si difende in cucina, non contro il cliente.
La pizza italiana ha già i suoi strumenti di tutela, e sono strumenti seri: l’arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio immateriale dell’Unesco dal 2017. Il successo della cucina italiana nel mondo lo hanno costruito cuochi che hanno saputo servire i clienti degli altri Paesi senza perdere la propria qualità, non chi ha rifiutato le comande.
Il titolare del ristorante parla di più contestazioni oltre al menu
Elliot Ingram, amministratore delegato di La Costa, sostiene che il licenziamento non sia dipeso da un solo ingrediente: in dichiarazioni alla stampa australiana ha detto che nella vicenda c’è «più di un condimento per pizza». Il rifiuto, secondo lui, fu una delle varie questioni sollevate nel procedimento disciplinare.
La decisione elenca infatti le altre contestazioni mosse dalla direzione nel colloquio di inizio maggio, circa due settimane prima del licenziamento: il linguaggio inappropriato, il modo di comunicare e l’aumento delle tensioni durante il servizio. Sono addebiti del datore di lavoro, non fatti accertati: la Commissione non li ha esaminati nel merito, proprio come non ha esaminato il rifiuto dell’ananas. Proprio per questo raccontare il caso come un licenziamento per l’ananas è sbagliato, in un senso e nell’altro.
La Commissione ha respinto il ricorso perché presentato oltre i 21 giorni
La Fair Work Commission ha dichiarato tardiva la domanda di Tamburella, presentata come violazione delle tutele generali previste dalla legge australiana sul lavoro, perché depositata oltre il termine e senza circostanze eccezionali che giustificassero il ritardo.
Le regole australiane sono chiare e pubbliche. La pagina ufficiale sulle scadenze della Fair Work Commission spiega che un ricorso contro un licenziamento va presentato entro 21 giorni da quando il licenziamento ha effetto: tre settimane, meno di un mese di stipendio. Si può ottenere una proroga solo in casi eccezionali, come una malattia grave, un lutto in famiglia o l’errore di un avvocato.
Tutto il resto non basta. La guida della Commissione sul licenziamento ingiusto avverte che di solito non contano il fatto di non conoscere il termine, la dimenticanza, lo stress o un errore sulla data del licenziamento, e che la maggior parte delle richieste di proroga viene respinta.

Il licenziamento ha chiuso anche la strada del visto
Con il posto di lavoro, Tamburella ha perso anche il percorso verso la residenza in Australia: secondo la decisione, sperava che il ristorante gli facesse da sponsor per un visto utile alla residenza permanente, e il locale ha interrotto la procedura dopo il licenziamento.
Questo è il dettaglio che pesa davvero, molto più dell’ananas. Per un lavoratore straniero sponsorizzato dal datore, un licenziamento non è solo una busta paga che sparisce, è un progetto di vita che si ferma. Chi parte dall’Italia per lavorare in cucina all’estero deve sapere che la legge del Paese ospitante lo protegge, ma solo se la usa nei tempi giusti.
Più della metà dei lettori sta con lo chef
Sulla nostra pagina la vicenda ha diviso, ma non a metà: il 56% dei commenti che abbiamo analizzato dà ragione al cuoco e ne fa un difensore della tradizione. Una parte più piccola ricorda che il locale era del titolare, un’altra che all’estero ci si adatta alle abitudini del posto.
Cosa pensano i lettori: Lo chef licenziato a Brisbane
Abbiamo letto e classificato uno per uno 27 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Ha fatto bene, difende la tradizione56%
- Il datore decide, doveva obbedire11%
- Esagerato: l'ananas non è un reato11%
- All'estero ci si adegua11%
- Fuori tema o senza opinione11%
Le tesi più sostenute
- 22%La pizza all'ananas offende la cucina italiana, quindi ha fatto bene a rifiutare
- 11%Il ristorante non era suo: se il titolare lo chiede, si fa
- 11%Se in Australia si fa così, deve adattarsi al paese ospitante
Le convinzioni dei lettori, verificate
- In parte vero
Lo chef è stato licenziato solo perché ha rifiutato di mettere l'ananas sulla pizza.
Il rifiuto compare tra le contestazioni, ma la direzione ha sollevato anche linguaggio inappropriato e tensioni durante il servizio. La Commissione ha respinto il ricorso per il ritardo, senza giudicare i motivi.
Fonte: Fair Work Commission, decisione della commissaria Jennifer Hunt, novembre 2026
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di Fanpage.it, RaiNews, Tgcom24. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Capiamo l’orgoglio, ed è un orgoglio legittimo. Ma chi pensa che lo chef sia stato cacciato soltanto per l’ananas crede a una versione incompleta: la decisione mette quel rifiuto accanto ad altre contestazioni, e nessuna di queste è stata giudicata. Difendere la cucina italiana non vuol dire difendere chiunque la invochi.
La pratica, per ora, è chiusa. La Commissione non ha esaminato il merito, il ristorante non esiste più e lo chef lavora altrove a Brisbane. Ricorsi contro la decisione non sono stati annunciati: senza un ricorso, resta la regola dei 21 giorni, che non cambia per nessuno.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 3 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 27 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026, ore 14:05.
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Fonti
- Fair Work Commission (2026). Deadlines: dismissals, apply within 21 days.
- Fair Work Commission (2026). Unfair dismissal: can you apply?
- Fair Work Commission. Unfair dismissals benchbook: extension of time for lodging an application.





