Silvia Salis firma «Pma per tutte» a Genova: la proposta della Coscioni ha già superato le 50mila firme

Oltre 50mila firme raccolte e una data di deposito ancora da fissare: cosa chiede la proposta firmata da Silvia Salis e cosa ha detto la Consulta.

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Silvia Salis, sindaca di Genova, ha firmato sabato 31 ottobre 2026 ai Giardini Luzzati la proposta di legge di iniziativa popolare «Pma per tutte», promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Il testo chiede di aprire la procreazione medicalmente assistita, cioè la gravidanza ottenuta con l’aiuto dei medici, anche alle donne single e alle coppie di donne. La raccolta, partita l’11 giugno 2026, ha già superato le 50mila firme richieste per il deposito in Parlamento.

La sindaca ha fatto bene. Ora però la questione non riguarda più lei. Riguarda le Camere, che su questo tema hanno lasciato decidere i giudici per vent’anni.

La sindaca ha firmato richiamando la propria esperienza con la fecondazione assistita

Silvia Salis ha raggiunto nel pomeriggio di sabato i volontari della Cellula Coscioni di Genova e ha firmato richiamando il proprio percorso di Pma, già raccontato nel suo libro «È già domani». Ha descritto quel percorso come un’esperienza fatta di «attese, speranze, paure e, talvolta, sofferenza». Poi ha aggiunto la frase che riassume la sua adesione: «La fecondazione assistita deve essere realmente accessibile e sostenuta dal servizio sanitario pubblico, senza diventare mai un privilegio per pochi né essere negata sulla base di un modello unico di famiglia».

Non è la sua prima scelta su questo terreno. Nel giugno 2025, poco dopo l’insediamento a Palazzo Tursi, la sindaca ha avviato la registrazione all’anagrafe dei bambini nati all’estero con la Pma come figli di entrambe le madri. In questo modo il Comune ha riconosciuto anche la madre non biologica. La firma di sabato completa quella scelta: dopo i bambini già nati, Salis chiede che le loro madri possano fare lo stesso percorso in Italia.

Cosa prevede l’articolo 5 della legge 40 e cosa cambierebbe

L’articolo 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 riserva la procreazione medicalmente assistita alle coppie maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi. La proposta della Coscioni modifica proprio quell’articolo, per togliere il requisito della coppia eterosessuale. Le tecniche, compresa la fecondazione con donatore, restano le stesse già consentite alle altre coppie.

Oggi la conseguenza pratica è semplice e ingiusta. Chi ha i soldi va in Spagna, dove una legge del 1988 consente la Pma alle donne sole, o in Francia, che l’ha aperta a tutte le donne nel 2021. Chi non li ha rinuncia. Un divieto che dipende dal conto in banca non protegge la famiglia: crea un privilegio per chi può pagare il viaggio.

La raccolta ha superato le 50mila firme e attende la data del deposito

L’Associazione Luca Coscioni ha annunciato che «Pma per tutte» ha superato le 50.000 firme, tra online e cartacee, la soglia che l’articolo 71 della Costituzione fissa per presentare una legge di iniziativa popolare. Nel comunicato sul raggiungimento delle 50mila firme l’associazione ha indicato le iniziative nelle città fino al 31 ottobre e una data di deposito ancora da comunicare. La firma della sindaca è arrivata nell’ultimo giorno di quella mobilitazione.

Alla campagna hanno aderito oltre 50 associazioni. Il deposito sarà alla Camera dei deputati. E qui c’è un precedente che deve preoccupare: il 19 maggio 2025 la stessa associazione aveva consegnato al Senato una petizione sullo stesso tema, sostenuta da oltre 43mila persone. Quella petizione non ha prodotto alcuna legge.

La Corte costituzionale ha lasciato la scelta al Parlamento

Con la sentenza n. 69 del 22 maggio 2025 la Corte costituzionale ha giudicato legittima l’esclusione delle donne single dalla Pma, ma ha chiarito che non ci sono impedimenti costituzionali se il legislatore decide di allargare l’accesso. Lo stesso giorno, con la sentenza n. 68, la Consulta ha riconosciuto come madri entrambe le donne di una coppia che aveva fatto la Pma all’estero.

Lo Stato, quindi, registra figli che la sua legge vieta di concepire in Italia. Non è un caso isolato. La legge 40 l’hanno corretta i giudici, non le Camere: nel 2009 la Consulta ha cancellato il limite dei tre embrioni, nel 2014 il divieto di fecondazione eterologa. Sul fine vita è andata allo stesso modo, con la proposta popolare della Coscioni del 2013 rimasta senza voto e la Corte costretta a decidere nel 2019.

La storia fin qui

Pma per tutte: dalla legge 40 alla firma di Silvia Salis

  1. Il Parlamento vara la legge 40, che riserva la Pma alle coppie di sesso diverso
  2. L'Associazione Luca Coscioni deposita al Senato una petizione con oltre 43mila firme
  3. La Corte costituzionale con la sentenza 69 lascia al Parlamento la scelta sulle donne single
  4. La Coscioni avvia la raccolta firme per la legge popolare «Pma per tutte»
  5. La sindaca di Genova Silvia Salis firma la proposta ai Giardini Luzzati

Le nascite in Italia sono scese a 369.944 nel 2024

Secondo l’Istat, nel 2024 in Italia sono nati 369.944 bambini, il dato più basso mai registrato, con 1,18 figli per donna. Sono meno degli abitanti di Bologna. I dati del rapporto Istat sulle nascite in calo anche nel 2024 descrivono un calo che va avanti da oltre quindici anni.

Infografica TuttoNotizie. «Pma per tutte»: le firme raccolte e le nascite in Italia. Firme necessarie per il deposito: 50.000; Firme della petizione al Senato 2025: 43.000; Bambini nati in Italia nel 2024: 369.944; Figli per donna nel 2024: 1,2. Fonte: Associazione Luca Coscioni 2025-2026; Istat 2025.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Associazione Luca Coscioni 2025-2026; Istat 2025

Dall’ottobre 2022 il governo Meloni ha un ministero dedicato alla famiglia, alla natalità e alle pari opportunità, guidato da Eugenia Roccella. Eppure la legge continua a dire di no alle donne che un figlio lo vogliono e chiedono aiuto a un medico. Una politica per la natalità che respinge chi vuole partorire contraddice sé stessa.

Le culle non si riempiono con i divieti.

Sul benessere dei bambini, i dati ci sono. Nel 2016 il gruppo di Susan Golombok, dell’Università di Cambridge, ha studiato le famiglie delle madri single per scelta e non ha trovato differenze nell’adattamento dei figli rispetto a quelli cresciuti da due genitori. Chi teme la fine della famiglia confonde poi due cose diverse: la Pma non è la maternità surrogata, che con la legge 4 novembre 2024, n. 169 è diventata reato anche se commessa all’estero.

Chi è Silvia Salis, sindaca civica sostenuta dal centrosinistra

Silvia Salis è nata a Genova nel 1985, ha gareggiato nel lancio del martello alle Olimpiadi di Pechino 2008 e di Londra 2012 ed è stata vicepresidente vicaria del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni). Si è candidata da civica, sostenuta dal campo largo di Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

A fine maggio 2025 ha vinto al primo turno con il 51,48 per cento, pari a 124.720 voti, contro il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi. Con l’eurodeputata Ilaria Salis condivide solo il cognome: non sono parenti. Le critiche alla sua firma sono legittime quando contestano le idee. Quelle che prendono di mira il suo aspetto non sono critiche, sono insulti.

L’Associazione Luca Coscioni, dal testamento biologico alla legge 40

L’Associazione Luca Coscioni porta il nome dell’economista malato di Sla morto nel 2006 e si occupa di libertà di ricerca scientifica e diritti civili, dal testamento biologico al fine vita fino alla fecondazione assistita. La segretaria nazionale è l’avvocata Filomena Gallo; la campagna «Pma per tutte» è coordinata da Francesca Re.

Sulla legge 40 l’associazione lavora da oltre vent’anni, soprattutto nei tribunali. Gallo lo ha rivendicato così: la storia di quella legge dimostra che i diritti sono avanzati grazie a chi si è rivolto ai giudici e alla Corte costituzionale. È un merito per chi ha fatto causa. È una colpa per un Parlamento che non ha mai voluto decidere.

Adesso i promotori devono fissare la data del deposito alla Camera. Dopo il deposito la proposta passerà a una commissione. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha il potere di farla arrivare in calendario senza lasciarla in un cassetto, come è successo alla petizione del 2025. Il governo deve dire con un voto in aula se la sua battaglia per la natalità vale anche per una donna sola.

Infografica TuttoNotizie. «Pma per tutte»: cosa succede adesso alla proposta di legge. 1. Avvio della raccolta firme; 2. Superata la soglia di 50mila firme; 3. Ultimo giorno di mobilitazione e firma di Salis; 4. Deposito alla Camera; 5. Esame in commissione e voto. Fonte: Associazione Luca Coscioni 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Associazione Luca Coscioni 2026

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  • Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2026, ore 20:11.

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