Post con la foto falsa di Tajani, Meloni contro Bonaccini. Dal 2 agosto l’Ue chiede di dichiarare i deepfake

Cancellato il meme, resta il falso: cosa ha scritto Meloni sul post di Bonaccini, cosa chiede l'AI Act sui deepfake e cosa prevede la legge italiana.

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Il 7 novembre 2026 la premier Giorgia Meloni ha condannato con una nota di Palazzo Chigi le «immagini false, diffuse anche da esponenti dell’opposizione». Si riferiva al post di Stefano Bonaccini, presidente del Partito democratico ed eurodeputato, che aveva pubblicato su X una foto falsa del ministro degli Esteri Antonio Tajani con il cappellino Maga in testa. In giornata Bonaccini ha tolto il post e lo ha definito un «meme ironico».

Il cappellino rosso con la scritta Make America Great Again, cioè «rendiamo l’America di nuovo grande», è il simbolo dei sostenitori di Donald Trump. Il fotomontaggio arriva tre giorni dopo che il vicepremier, commentando il voto americano di metà mandato, aveva detto che il governo non è mai stato trumpiano: un passaggio che avevamo ricostruito raccontando le parole di Tajani su Trump e Meloni, «mai stati trumpiani», e il Nobel che a gennaio la premier sperava per il presidente americano. La foto voleva smentire quella frase. Ha finito per spostare l’attenzione sulla foto.

La storia fin qui

Tajani, Trump e la foto falsa col cappellino Maga

  1. Tajani, dopo il voto di metà mandato negli Usa, dice che il governo non è mai stato trumpiano
  2. I dati personali di Tajani compaiono sul dark web nella lista degli hacker filorussi NoName057(16)
  3. Meloni condanna le immagini false su Tajani, Bonaccini rimuove il post: «meme ironico»

La nota di Meloni lega la foto falsa agli attacchi degli hacker filorussi

Nella sua dichiarazione del 7 novembre 2026, Giorgia Meloni mette nello stesso testo la solidarietà a Tajani per i dati personali diffusi sul dark web da hacker filorussi e la condanna delle immagini false sul suo conto. Il testo è pubblicato sul sito del Governo.

La dichiarazione della presidente del Consiglio parte dalle informazioni sul vicepremier emerse nelle stesse ore, cioè i dati di Tajani messi sul dark web nella lista di NoName057(16), insieme a quelli di procuratori e poliziotti. Poi aggiunge: «Altrettanto preoccupante è la circolazione di immagini false, diffuse anche da esponenti dell’opposizione. La libertà di espressione non può mai diventare terreno di disinformazione». Il nome di Bonaccini nella nota non c’è, ma tutti hanno capito a chi si rivolgeva.

Mettere sullo stesso piano un attacco informatico e un meme è una scelta politica della premier, e la forzatura si vede. Ma su un punto Meloni ha ragione. Una foto falsa di un ministro degli Esteri non è uno scherzo tra amici. Se la pubblica il presidente del primo partito di opposizione, diventa materiale che chiunque può far girare come vero.

Bonaccini rimuove il post e parla di «meme ironico»

Stefano Bonaccini ha spiegato in una nota di aver rimosso il post «vista la richiesta di Forza Italia e per non ingenerare equivoci», definendolo un «meme ironico» su Tajani che indossava il cappellino Maga, «che pur aveva tenuto in mano in occasioni pubbliche, come ampiamente documentato».

La spiegazione non regge. L’ex presidente dell’Emilia-Romagna, che ha guidato la Regione dal 2014 al 2024, ha tolto il post perché glielo hanno chiesto, non perché fosse sbagliato. Nella nota non ci sono scuse, e non si dice chi abbia creato l’immagine né con quale strumento. Un’ironia che si riconosce non ha bisogno di essere spiegata dopo la rimozione. Se poteva creare «equivoci», vuol dire che molti potevano prenderla per vera.

Per criticare un ministro bastano i fatti veri.

Forza Italia chiede le scuse e Barachini ricorda il suo appello sui volti modificati

Forza Italia ha chiesto a Bonaccini di togliere la foto e di scusarsi con Tajani, con le note del portavoce Raffaele Nevi, del sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini e del presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri.

Gasparri sostiene che l’immagine sia stata realizzata con l’intelligenza artificiale e, dopo la rimozione, ha accusato Bonaccini di non essersi scusato. Sui suoi canali social il partito ha chiesto se questa sia la nuova linea di Elly Schlein, segretaria del Pd. Barachini ha ricordato di aver lanciato un appello a tutte le forze politiche perché non usino voci e volti modificati digitalmente nella comunicazione politica in campagna elettorale. Il problema è che un appello non obbliga nessuno. Il caso di oggi dimostra che non basta.

L’AI Act europeo chiede di dichiarare i deepfake dal 2 agosto 2026

Il regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale, l’AI Act, all’articolo 50 obbliga chi usa un sistema di intelligenza artificiale per creare o modificare un deepfake a dichiarare che il contenuto è artificiale. L’obbligo si applica dal 2 agosto 2026.

Il deepfake è un’immagine, un audio o un video che riproduce persone o fatti reali e può sembrare autentico. Per le opere chiaramente satiriche o creative il regolamento rende l’obbligo più leggero: basta segnalare il falso in un modo che non rovini lo scherzo. La regola quindi copre anche i meme. Bonaccini non ha detto come è nata quella foto, e non spetta a noi stabilirlo. Ma il principio dell’Unione europea è semplice: un falso si dichiara. Un presidente di partito che parla agli elettori non sta facendo un uso privato dei social.

In Italia la legge 132 del 2025 punisce i falsi con l’IA che causano un danno

La legge 23 settembre 2025, n. 132, in vigore dal 10 ottobre 2025, ha aggiunto al codice penale l’articolo 612-quater. Prevede da uno a cinque anni di carcere per chi provoca un danno ingiusto a una persona diffondendo senza il suo consenso immagini, video o voci falsificati con l’intelligenza artificiale e capaci di ingannare.

Infografica TuttoNotizie. Foto falsa di Tajani: cosa prevedono le regole sui falsi con l'IA. Anni minimi di carcere per un falso con l'IA: 1; Anni massimi di carcere per un falso con l'IA: 5; Articolo dell'AI Act che impone di dichiarare i deepfake: 50. Fonte: Legge 23 settembre 2025, n. 132; Regolamento (UE) 2024/1689.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Legge 23 settembre 2025, n. 132; Regolamento (UE) 2024/1689

Nelle dichiarazioni di oggi nessuno ha parlato di denunce. Saranno eventualmente i giudici a dire se un caso rientra in quel reato. La legge, però, dice una cosa chiara: anche il Parlamento considera un falso fatto con l’intelligenza artificiale un fatto serio. Tra il carcere previsto per i casi gravi e il niente di oggi manca una regola semplice per la politica: ogni immagine manipolata pubblicata da un partito o da un suo dirigente va segnalata come tale.

Chi è Antonio Tajani, il vicepremier finito nel fotomontaggio

Antonio Tajani, nato a Roma nel 1953, è vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri dall’ottobre 2022 e guida Forza Italia dopo la morte di Silvio Berlusconi. È stato commissario europeo e presidente del Parlamento europeo dal 2017 al 2019.

A chi si chiede se sia di destra o di sinistra rispondono la sua storia e il suo partito. Tajani è tra i fondatori di Forza Italia, nata nel 1994. Il partito sta nel centrodestra e in Europa aderisce al Partito popolare europeo, la famiglia dei moderati. Proprio per questo il cappellino Maga in testa era un’accusa politica precisa: lo dipingeva come un seguace di Trump, cosa che il ministro ha sempre negato.

Il cappellino Maga, secondo Bonaccini, Tajani lo aveva tenuto in mano

Nella sua nota Bonaccini sostiene che Tajani il cappellino Maga lo abbia tenuto in mano in occasioni pubbliche. È la stessa obiezione che hanno fatto molti nostri lettori.

Studio TuttoNotizie

Cosa pensano i lettori: La foto falsa di Tajani col cappellino Maga

Abbiamo letto e classificato uno per uno 32 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.

32commenti letti
3testate su Facebook
3commenti su Reddit

  • Meme pessimo, Bonaccini meschino e ridicolo31%
  • Cappello in mano: Tajani comunque servile31%
  • Governo e Tajani sono trumpiani13%
  • Foto ironica, centrodestra esagera6%
  • Fuori tema o senza opinione19%

Le tesi più sostenute

  • 34%Tajani non aveva il cappello in testa ma in mano, ed è peggio
  • 19%Bonaccini ha fatto una figuraccia con un falso creato con l'IA
  • 6%Governo Meloni e Tajani sono sempre stati allineati a Trump

Le convinzioni dei lettori, verificate

  • Non verificabileTajani ha partecipato alla presentazione del Board of Peace di Trump e nessun altro grande Paese europeo ha mandato premier o ministri

    Non abbiamo trovato atti ufficiali che documentino la composizione delle delegazioni europee. Senza quei documenti non possiamo confermare né smentire.

    Fonte: Nessuna fonte ufficiale disponibile

  • Non verificabileI cappellini Maga venivano distribuiti a tutti i presenti come gadget

    Lo sostiene un lettore, e Bonaccini afferma che Tajani tenne il cappellino in mano in occasioni pubbliche. Nessuna fonte ufficiale che abbiamo consultato lo documenta.

    Fonte: Nessuna fonte ufficiale disponibile

Come abbiamo fatto lo studio

Commenti pubblici sotto i post Facebook di ANSA.it, Corriere della Sera, Today.it e nelle discussioni Reddit di r/Italia. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.

Fra i commenti che abbiamo analizzato, il 34% sostiene proprio questo: Tajani non lo aveva in testa ma in mano, ed è anche peggio. Non abbiamo trovato una fonte ufficiale che documenti l’episodio. Ma il ragionamento dei lettori è giusto. Se quella foto esiste, era quella da pubblicare: avrebbe pesato di più e nessuno avrebbe potuto contestarla. Il rapporto fra il governo e Trump è un tema serio, che l’opposizione ha tutto il diritto di incalzare, a partire dai dazi al 15% sull’export italiano. Con un falso, Bonaccini ha regalato a Meloni e a Tajani l’occasione di parlare dell’immagine invece che della sostanza.

Il torto qui è di Bonaccini, e togliere il post non lo cancella. Dovrebbe scusarsi con Tajani in modo visibile quanto il post. Il Pd dovrebbe scrivere per i propri profili una regola che obblighi a segnalare ogni immagine manipolata. Il governo, che con Barachini ha lanciato l’appello, ha i numeri in Parlamento per trasformarlo in una norma valida per tutti i partiti, compreso quello della premier. Il primo passo atteso adesso è la risposta di Elly Schlein, chiamata in causa direttamente da Forza Italia.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 3 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Abbiamo letto e classificato 32 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2026, ore 15:15.

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Fonti

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