Perché Vannacci non si riconosce in questa destra: si nasconde lì il segreto del suo successo

Il Generale Vannacci potrebbe seriamente spaccare la destra, ma allo stesso tempo punta ad essere la vera sorpresa delle elezioni 2027.

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Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Il Generale Vannacci potrebbe seriamente spaccare la destra, ma allo stesso tempo punta ad essere la vera sorpresa delle elezioni 2027.

Roberto Vannacci è sicuramente il personaggio politico in ascesa in questo momento in Italia. In sondaggi lo danno ad oltre il 4% e sembra crescere a vista d’occhio, allo stesso tempo però sta erodendo voti alla coalizione di centro-destra e questo per Meloni potrebbe rappresentare un bel problema. D’altronde il Generale è stato abbastanza chiaro nelle diverse interviste rilasciate sinora: o Lega, FDI e FI si allineano alle sue posizioni oppure lui andrà da solo.

Una scelta quest’ultima che metterebbe in crisi seriamente la coalizione di centro-destra, che a quel punto potrebbe non avere più i numeri per battere il centro-sinistra. Vannacci da mesi accusa la destra di non rappresentare più quegli ideali tipici di quel lato dello schieramento politico. Meloni ad esempio ha intrapreso da tempo un percorso più moderato nei confronti dell’Europa, mentre il Generale rifiuta ogni compromesso con l’Ue.

Allo stesso tempo il Premier sul piano dei migranti propone una linea ferma, ma basata sul controllo dei flussi, mentre Vannacci vorrebbe la remigrazione, concetto espresso a più riprese. Anche con Salvini ci sono delle divisioni, a partire dalle scelte europee, che pongono il Generale nel gruppo di estrema destra Europa delle Nazioni Sovrane. Con la Lega però parte del programma combacia, ma la linea più netta e dura di Vannacci sta spingendo tanti ad abbandonare il Carroccio proprio in suo favore.

Le divisioni più nette ci sono poi soprattutto con Forza Italia, che si è sempre proposto come il partito più moderato ed europeista, sin dai tempi di Berlusconi. Con quest’ultimo partito la distanza con Vannacci sembra davvero abissale. I dolori più grossi per il centro-destra però arrivano quando parliamo di geopolitica. Meloni ha fatto dell’Alleanza Atlantica un baluardo della propria politica estera, mentre il leader di Futuro Nazionale sposa posizioni filo-russe. Con Salvini poi su questo tema c’è da sempre uno scontro. Anche in questo caso, infatti, la Lega in teoria ha posizioni più vicine a quelle di Vannacci, ma per questioni di governo ha sempre appoggiato l’Ucraina in questa guerra, per questo motivo il Carroccio è stato accusato di aver tradito i propri ideali da parte del Generale.

Perché Vannacci può essere la vera sorpresa alle prossime elezioni

In questo momento Vannacci ha tutto da guadagnare e Lega, FDI e FI hanno tutto da perdere. La storia recente dell’Italia, quella della Seconda Repubblica, ci dice che l’italiano sembra avere un rigetto verso la politica e chi “nasce politico” e strizza l’occhio all’underdog arrivato dall’esterno, l’anti-partito, l’anti-sistema.

Pensiamo per un attimo agli ultimi 30 anni della nostra Repubblica. Berlusconi, imprenditore che non aveva niente a che vedere con la politica, arriva e diventa in poco tempo uno degli uomini più votati d’Italia. Il “fenomeno” successivo è arrivato con il Movimento 5 Stelle, un partito che non era un partito, un movimento nato da fuori il palazzo che prova ad entrare nel palazzo per sovvertire le vecchie gerarchie. Anche in questo caso l’exploit è stato clamoroso in poche tornate elettorali.

Infine Giorgia Meloni, pur incarnando tutti gli aspetti della politica di professione, si è dimostrata anti-sistema quando si chiamò fuori dal governo di larghe intese con Draghi Premier. Questa cosa, infatti, le permise di fare quell’ascesa che l’ha portata poi a Palazzo Chigi. Il fatto che Vannacci sia un Generale, quindi un uomo fuori dagli schemi politici e che si posizioni con il proprio partito all’esterno del quadro governativo attuale, in contrapposizione al sistema, potrebbe rappresentare il vero punto di forza di Futuro Nazionale alle prossime elezioni. Vedremo come andrà a finire, ma per ora la partita a scacchi la sta vincendo il Generale.

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