Occhiuto, la Procura di Roma chiede il processo per truffa sull’indennità per l’auto da 3.893 euro al mese

Un'indennità di 3.893 euro al mese per l'auto privata, oltre all'auto di servizio: le accuse della Procura a Occhiuto, la sua difesa e cosa prevede la legge.

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La Procura di Roma vuole processare Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, per truffa aggravata ai danni della Regione. La notizia è uscita il 4 novembre 2026. Secondo l’accusa, dal novembre 2021 al giugno 2025 Occhiuto avrebbe incassato un’indennità di 3.893 euro al mese per usare la sua auto privata, mentre aveva già a disposizione un’auto pagata dalla Regione. Lui dice di non aver ancora ricevuto nessun atto.

La Procura di Roma contesta un’indennità per l’auto privata pagata insieme all’auto di servizio

I pubblici ministeri di Roma contestano a Roberto Occhiuto la truffa aggravata per ottenere soldi pubblici. È il reato previsto dall’articolo 640-bis del codice penale, punito con la reclusione da due a sette anni. Al centro c’è l’indennità mensile di 3.893 euro che la Regione riconosce al presidente quando usa un’auto privata per lavoro.

Il problema, per l’accusa, è che quell’auto privata non serviva. Il governatore avrebbe avuto anche una seconda vettura, sempre pagata con fondi regionali. La ricostruzione dell’accusa, pubblicata dal Fatto Quotidiano, parla di circa 179 mila euro incassati in tutto il periodo. Per dare un’idea: sono più di quattro anni di stipendio di un operaio calabrese. Tutto questo resta un’accusa, e soltanto un giudice potrà stabilire se la legge sia stata violata.

Infografica TuttoNotizie. Occhiuto, le cifre dell'accusa sull'indennità per l'auto. Indennità al mese (euro): 3.893; Totale contestato (euro): 179.000; Anni di reclusione massimi per l'art. 640-bis: 7. Fonte: Ricostruzione dell'accusa, Procura di Roma, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Ricostruzione dell'accusa, Procura di Roma, 2026

Il fascicolo sull’auto è nato a Catanzaro, dalle intercettazioni di un ex socio

Il fascicolo sull’auto si è aperto a Catanzaro, dentro un’altra inchiesta della Procura, quella per corruzione, ed è poi passato a Roma per competenza territoriale. Secondo gli investigatori della Guardia di finanza, tutto parte dal telefono intercettato di Paolo Posteraro, manager pubblico ed ex socio del presidente, che in una conversazione parlava di una vettura.

Il trasferimento a Roma si spiega con il tipo di reato. Secondo i magistrati, la truffa si consuma nel momento e nel luogo in cui arriva l’incasso. Il resto della storia l’ha raccontato Occhiuto stesso, video dopo video. L’11 giugno 2025 ha annunciato sui social di aver ricevuto un avviso di garanzia per corruzione dai pm di Catanzaro. Il 23 luglio 2025 è stato interrogato per quasi quattro ore. Poi, nel luglio 2026, la Procura di Roma ha chiuso le indagini sui rimborsi dell’auto.

La storia fin qui

Le inchieste su Roberto Occhiuto, dalla corruzione all'auto

  1. Roberto Occhiuto annuncia di aver ricevuto un avviso di garanzia per corruzione dalla Procura di Catanzaro
  2. Occhiuto viene interrogato per quasi quattro ore dai pm di Catanzaro
  3. La Procura di Roma chiude le indagini su Occhiuto per i rimborsi dell'auto
  4. Si viene a sapere che la Procura di Roma chiede il processo per truffa aggravata

Chi è Roberto Occhiuto, il presidente rieletto dopo le dimissioni del 2025

Roberto Occhiuto, di Forza Italia, guida la Regione Calabria dal 2021 ed è stato anche commissario per la sanità calabrese. In passato è stato deputato e capogruppo del suo partito alla Camera. Nell’estate del 2025, già indagato a Catanzaro, si è dimesso. In autunno si è ricandidato ed è stato rieletto per un secondo mandato.

Gli elettori, quindi, sapevano dell’inchiesta per corruzione quando l’hanno rieletto. Questa è un’altra vicenda, con un’accusa precisa e più facile da capire per chiunque. Qui non ci sono quote societarie o patti presunti. C’è da rispondere a una sola domanda: si può incassare un’indennità per l’auto privata quando la Regione ti ha già dato un’auto?

Il governatore risponde con un video: «Io non ho ricevuto nulla»

Roberto Occhiuto ha risposto dopo la mezzanotte con un video su Facebook. Dice di non aver ricevuto nessuna richiesta di rinvio a giudizio e che chiarirà tutto davanti al giudice. Spiega di averlo saputo da un giornalista del Fatto Quotidiano, aggiunge che si sente «torturato da un anno e mezzo» e avverte: «Sbaglia chi pensa di farmi fuori».

Nel merito, la difesa sostiene due cose. Durante i colloqui con i magistrati, il presidente avrebbe detto che l’indennità gli spettava anche dopo l’arrivo dell’auto regionale. E avrebbe detto che le due cose si sono sovrapposte solo per pochi mesi. La seconda frase pesa più della prima. Anche se fosse vera, vuol dire che per un certo periodo la Regione ha pagato due volte per lo stesso servizio.

Pochi mesi, quando i soldi sono pubblici, non sono un dettaglio.

Occhiuto ha diritto alla presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva, e noi la difendiamo. Non ha però il diritto di trasformare un’accusa sui conti della Regione in un complotto contro di lui. Parlare di qualcuno che vuole farlo fuori non risponde alla domanda sull’auto. Un presidente che rispetta le istituzioni avrebbe due strade più semplici. Pubblicare le delibere sull’indennità e i contratti delle auto. Poi restituire subito le somme del periodo in cui, per sua stessa difesa, i due benefici si sono sovrapposti. E il Consiglio regionale, che ha scritto le regole sulle indennità, deve riscriverle in modo che indennità e auto di servizio non possano più andare insieme.

Con una condanna in primo grado il presidente non decadrebbe in automatico

Se Roberto Occhiuto venisse condannato in primo grado, non perderebbe il posto in automatico. La legge Severino, il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, sospende il presidente di una Regione condannato in via non definitiva solo per alcuni reati, elencati all’articolo 7.

In quell’elenco ci sono i reati più gravi contro la pubblica amministrazione, come peculato e corruzione. La truffa non c’è. La sospensione potrebbe scattare solo se il giudice ritenesse che il reato sia stato commesso abusando dei poteri o violando i doveri della carica, con una pena sopra i sei mesi. In quel caso la sospensione dura diciotto mesi. È già successo: la Presidenza del Consiglio ha sospeso un consigliere regionale della Sardegna, Antonello Peru, dopo la sua condanna in primo grado. Lo dice il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 giugno 2022. La decadenza dalla carica arriva solo con una condanna definitiva. Chi chiede il carcere oggi corre troppo: Occhiuto non è nemmeno imputato finché un giudice non accoglie la richiesta dei pm.

Il primo passaggio sarà l’udienza preliminare davanti al giudice di Roma

Quando la richiesta dei pm sarà notificata, la decisione passerà al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Roma. Questo giudice valuta se le prove reggono un processo e può mandare Occhiuto a giudizio oppure prosciogliere il presidente. Occhiuto ha già detto che lì spiegherà la sua versione.

Infografica TuttoNotizie. Occhiuto e il caso dell'auto: cosa succede adesso. 1. Notifica della richiesta di rinvio a giudizio; 2. Udienza preliminare; 3. Processo o proscioglimento; 4. Effetti sulla carica solo in casi previsti. Fonte: Codice di procedura penale; d.lgs. 235/2012.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Codice di procedura penale; d.lgs. 235/2012

Prima dell’udienza bisogna aspettare la notifica dell’atto e la data che fisserà il giudice. Per i calabresi la domanda resta sempre quella: quante volte hanno pagato l’auto del loro presidente. A questa domanda il governatore può rispondere anche subito, senza aspettare il tribunale.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato 2 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026, ore 08:37.

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