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A Napoli Centro, nella serata del 24 ottobre 2026, i carabinieri della compagnia Napoli Centro hanno denunciato per truffa un uomo di 36 anni. Secondo i carabinieri, aveva venduto a un turista tedesco una bustina di polvere bianca spacciata per cocaina. Il turista l’aveva pagata 40 euro, ma il narcotest ha dato esito negativo: nella bustina c’era sale da cucina.
La storia fa sorridere, ed è giusto ammetterlo. Però chi l’ha liquidata come una barzelletta ha guardato il dito. Un uomo ha preso dei soldi a un’altra persona con un inganno, in una delle zone più frequentate della città. La legge italiana questo lo chiama con un nome preciso, e i carabinieri hanno fatto bene ad applicarla.
Napoli centro: il turista tedesco e la bustina di sale da 40 euro
Nel centro di Napoli un turista tedesco ha pagato 40 euro a un 36enne per una bustina che credeva fosse cocaina, e invece conteneva sale da cucina, come hanno accertato i carabinieri con il narcotest sul posto. Il fatto è avvenuto durante i controlli serali nelle zone della movida.
I militari lavoravano in abiti civili, mescolati a chi esce la sera. Hanno notato il 36enne mentre consegnava la bustina e intascava le banconote, e soprattutto mentre continuava a guardarsi intorno dopo lo scambio. Quel gesto, ripetuto, è bastato. Hanno fermato venditore e compratore e hanno analizzato la polvere con il narcotest, il kit che in pochi minuti rivela se una sostanza è uno stupefacente. Il risultato ha cambiato la storia: niente droga, solo sale. Quaranta euro, per qualcosa che al supermercato costa meno di un euro al chilo.
Carabinieri Napoli Centro: il 36enne è stato denunciato o arrestato
Il resoconto dei carabinieri della compagnia Napoli Centro parla di un 36enne denunciato per truffa, mentre alcuni titoli diffusi in mattinata hanno scritto che era stato arrestato. Non è un dettaglio. Con la denuncia la persona resta libera e il fascicolo passa alla Procura della Repubblica di Napoli; un arresto, invece, deve essere convalidato da un giudice entro pochi giorni.
Il racconto dell’operazione indica la denuncia, e su questo ci basiamo. Chiediamo al Comando provinciale dei carabinieri di Napoli di chiarirlo in modo ufficiale, perché su un caso così letto e commentato le parole devono essere esatte.
Truffa a Napoli: cosa prevede l’articolo 640 del codice penale
L’articolo 640 del codice penale punisce chi, con artifizi o raggiri, inganna qualcuno e ottiene un ingiusto profitto con danno altrui: la pena è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 51 a 1.032 euro. Vendere sale presentandolo come cocaina è, nei fatti, esattamente questo schema.
La norma non contiene eccezioni per chi paga con uno scopo illecito, e la Corte di Cassazione da tempo ritiene che le intenzioni sbagliate della vittima non cancellino il reato di chi la inganna. Se fosse il contrario, ogni affare in nero diventerebbe una zona franca dove vince chi raggira meglio. La legge serve proprio a evitare che nei vicoli valga la regola del più furbo.
Una truffa resta truffa anche in un vicolo della movida.
C’è un passaggio che deciderà come finisce. La truffa semplice si persegue solo se la persona offesa presenta querela, cioè chiede formalmente che si proceda. Non sappiamo ancora se il turista tedesco lo abbia fatto. Senza quella firma, il caso rischia di fermarsi.

Cosa rischia il turista tedesco che voleva comprare cocaina
Il turista tedesco non rischia sanzioni, perché l’articolo 75 del Testo unico sugli stupefacenti, il decreto del Presidente della Repubblica 309 del 1990, colpisce chi acquista o detiene sostanze stupefacenti per uso personale, e in questa bustina di stupefacente non ce n’era.
Per chi viene trovato con droga per uso personale, la legge non prevede il carcere ma sanzioni amministrative: la convocazione in Prefettura per un colloquio e misure come la sospensione della patente o del passaporto. La Prefettura lo scrive chiaramente nelle sue indicazioni ai cittadini: detenere droga, anche in quantità minima, non è mai consentito. Il turista l’ha scampata per un motivo che non dipende da lui. Voleva comprare cocaina, e i suoi 40 euro erano destinati allo spaccio di strada. Non è una vittima da compatire, anche se resta la persona offesa di un reato.
Napoli centro storico: cocaina di strada e sostanze da taglio
Chi compra droga in strada nel centro storico di Napoli, come in qualsiasi altra città europea, non sa mai cosa sta comprando: stavolta era sale, altre volte sono sostanze da taglio pericolose per la salute.
L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, oggi Agenzia dell’Unione europea sulle droghe, insieme a Europol segnala da anni nella cocaina il levamisolo, un farmaco antiparassitario usato in veterinaria. Può provocare l’agranulocitosi, un crollo dei globuli bianchi che lascia il corpo senza difese contro le infezioni. Per questo chi nei commenti ha scritto che il finto pusher ha fatto un favore al cliente ha colto, senza volerlo, una verità amara. Al turista è andata bene. Non è una regola.
Movida nel centro di Napoli: i controlli in borghese dei carabinieri
Il 36enne è stato individuato perché c’erano carabinieri in abiti civili tra i frequentatori della movida nel centro di Napoli: senza quella presenza discreta, lo scambio sarebbe passato inosservato come tanti altri.
Fra i nostri lettori, il 26 per cento dei commenti analizzati giudica assurda la denuncia per truffa, e molti si chiedono perché lo Stato insegua un venditore di sale invece degli spacciatori veri. La risposta sta nei fatti di quella sera. I carabinieri sono intervenuti perché sospettavano uno spaccio di cocaina, e solo dopo il narcotest hanno scoperto che era sale. Se nella bustina ci fosse stata droga vera, il 36enne avrebbe rischiato molto di più, per spaccio. L’indignazione verso chi lascia le piazze di spaccio aperte è legittima, ma questo caso dimostra l’opposto: qualcuno quelle piazze le stava controllando.
Cosa pensano i lettori: Il finto pusher del sale a Napoli
Abbiamo letto e classificato uno per uno 23 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.
- Denuncia per truffa è assurda26%
- Furbizia napoletana, simpatica e divertente22%
- Bravo, ha fatto un favore13%
- Compratore stupido, se l'è cercata4%
- Fuori tema o senza opinione35%
Le tesi più sostenute
- 22%Vendere sale non è reato, la denuncia per truffa non ha senso
Le convinzioni dei lettori, verificate
- Falso
Chi vende sale spacciandolo per droga non commette truffa, al massimo un illecito fiscale per il mancato scontrino
L'art. 640 del codice penale punisce chiunque con artifizi o raggiri procuri a sé un ingiusto profitto con altrui danno, senza eccezioni per lo scopo di chi paga. La pena va da sei mesi a tre anni di reclusione e da 51 a 1.032 euro di multa.
Fonte: Codice penale, art. 640 (Dipartimento Affari europei)
- Falso
Il venditore è stato fermato perché vendeva sale, mentre con cocaina vera non sarebbe stato perseguito
I carabinieri sono intervenuti sospettando uno spaccio, prima di sapere cosa contenesse la bustina: il sale è emerso solo con il narcotest. Con cocaina vera sarebbe scattata l'accusa di spaccio prevista dal DPR 309/1990, molto più grave.
Fonte: DPR 309/1990, Testo unico sugli stupefacenti (Gazzetta Ufficiale)
Come abbiamo fatto lo studio
Commenti pubblici sotto i post Facebook di ANSA.it, Sky tg24, Tgcom24. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.
Quello che chiediamo è semplice. La Procura di Napoli tratti il fascicolo come un reato contro il patrimonio, non come un aneddoto da social. Il Comando provinciale dei carabinieri chiarisca se il 36enne è stato arrestato o soltanto denunciato. La Prefettura di Napoli renda stabili i servizi in borghese nelle zone della movida, perché funzionano.

Ridere di questa storia si può. Dimenticare che in mezzo c’erano un inganno, dei soldi passati di mano e un mercato della droga che non perdona no. Quaranta euro di sale ci ricordano che le regole valgono anche dove si pensa di poterne fare a meno.
Come abbiamo lavorato
- Abbiamo consultato 4 documenti e fonti ufficiali, elencati in fondo all’articolo.
- Abbiamo letto e classificato 23 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
- Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
- Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2026, ore 13:16.
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Fonti
- Dipartimento per gli Affari europei, Presidenza del Consiglio. Codice penale, art. 640: Truffa.
- Gazzetta Ufficiale (1990). DPR 309/1990, art. 75: Sanzioni amministrative.
- Prefettura, Ministero dell’Interno (2024). La legge sugli stupefacenti: l’articolo 75 del DPR 309/90.
- EMCDDA ed Europol (2010). Cocaine: a European Union perspective in the global context.
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