Sindaco di Trieste Dipiazza: «Gli sparo in testa». La frase dopo la bomba carta sul vicario della questura

Tre agenti feriti, un vicario colpito da una bomba carta e la frase del sindaco di Trieste Dipiazza: chi è, cosa ha detto, quando si vota.

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Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza di Forza Italia, ha detto: «Se lanciano bombe carta nella mia città, allora io gli sparo in testa». La frase è uscita domenica 8 novembre 2026 in un’intervista al quotidiano Il Piccolo, due giorni dopo gli scontri di venerdì 6 novembre fra polizia e manifestanti, con tre agenti feriti. Pd, Movimento 5 Stelle e Azione chiedono che la ritiri o si dimetta.

Dopo gli scontri del 6 novembre arriva la frase «gli sparo in testa»

Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, ha commentato gli scontri del 6 novembre dicendo che, se qualcuno lancia bombe carta nella sua città, «allora io gli sparo in testa». La frase intera parte da un principio giusto e finisce altrove: «La Costituzione prevede il diritto a manifestare, ma le manifestazioni devono essere pacifiche, se questi continuano a usare la violenza allora ci comporteremo di conseguenza: non possono pensare di occupare casa mia».

La prima metà è inattaccabile. L’articolo 17 della Costituzione protegge chi si riunisce «pacificamente e senza armi», e chi lancia un ordigno contro un poliziotto è fuori da quella tutela. Il guaio comincia con «casa mia». Trieste non è la casa del sindaco, è una città di cittadini con le stesse regole per tutti, e in quelle regole a sparare non è mai il primo cittadino: la forza la usano polizia e carabinieri, sotto il controllo di un giudice.

Un sindaco non spara, governa una città.

Tre agenti feriti e una bomba carta sul vicario della questura

Negli scontri di venerdì 6 novembre 2026 a Trieste sono rimasti feriti tre agenti della Polizia di Stato: il più colpito è Leonardo Boido, funzionario vicario della questura, raggiunto alla testa dallo scoppio di una bomba carta o di un grosso petardo. È stato portato all’ospedale di Cattinara e dimesso la mattina dopo.

La manifestazione era nata per ricordare due giovani morti soffocati dal fumo di un incendio nell’Hangar 18 del Porto Vecchio, l’area dei vecchi magazzini sul mare. Poi una parte del corteo ha tentato di entrare nell’ex mercato di via Flavio Gioia, vicino alla stazione: secondo la prima ricostruzione della Digos, l’ufficio della polizia che indaga sui reati politici, qualcuno ha tagliato un lucchetto per aprire una porta. Una giovane manifestante è stata portata in questura e denunciata per resistenza, e circa 150 persone si sono radunate davanti agli uffici di via del Teatro romano per chiederne il rilascio.

Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp, ha ricordato che nel contratto di chi porta la divisa non c’è scritto di fare «da bersaglio a bombe carta, mazze, bastoni o sampietrini». Ha ragione. La Digos ha già mandato un’informativa alla Procura e sta esaminando i filmati delle telecamere: chi ha lanciato quell’ordigno contro un funzionario dello Stato va identificato e deve risponderne davanti a un giudice.

Infografica TuttoNotizie. Scontri di Trieste e sindaco Dipiazza: le cifre della vicenda. Agenti feriti negli scontri: 3; Giovani morti nell'incendio dell'Hangar 18: 2; Persone al presidio davanti alla questura: 150; Elezioni comunali vinte da Dipiazza: 4. Fonte: Questura di Trieste; Comune di Trieste, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Questura di Trieste; Comune di Trieste, 2026

Chi è Roberto Dipiazza, sindaco di Forza Italia dal 2001

Roberto Dipiazza, imprenditore nato il 1° febbraio 1953, è il sindaco di Trieste per Forza Italia: ha guidato la città dal 2001 al 2011, dopo Riccardo Illy, ed è tornato in municipio nel 2016, rieletto nell’ottobre 2021. In tutto ha vinto quattro elezioni comunali.

Fra i due periodi, dal 2011 al 2016, il sindaco è stato Roberto Cosolini del Pd, mentre Dipiazza sedeva in Consiglio regionale. Chi lo difende dicendo che i triestini lo eleggono da 25 anni di fila sbaglia di cinque anni, anche se il consenso personale resta un fatto. Proprio quel consenso pesa sulle sue parole: chi rappresenta una città da tanto tempo sa che una sua frase viene presa sul serio.

Nel suo stesso schieramento la linea era un’altra. Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, aveva invitato a fermare l’escalation dopo gli incidenti, mentre l’assessore regionale Pierpaolo Roberti se l’era presa con chi, a suo dire, aveva attaccato Prefettura e Questura che si erano limitate ad applicare la legge.

Pd, M5s e Azione chiedono il ritiro della frase o le dimissioni

Debora Serracchiani, deputata del Partito democratico ed ex presidente della Regione, ha chiesto a Dipiazza di fare un passo indietro: «È gravissimo che un’istituzione evochi l’esecuzione sommaria contro chiunque, fossero pure gli antagonisti in piazza». Per Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, le parole del sindaco sono di «una gravità inaudita». Carlo Calenda, leader di Azione, gli ha chiesto di ritirarle o di dimettersi; Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, vuole le sue scuse alla città.

Serracchiani parla di istigazione: è la sua lettura, e un’eventuale qualificazione penale spetterebbe solo a un magistrato. Sul piano politico, però, l’opposizione ha ragione. E chi sostiene che la deputata difenda chi lancia bombe carta non trova appoggio nelle sue dichiarazioni, che riguardano le parole del sindaco e non giustificano la violenza.

La frase va ritirata da chi l’ha pronunciata, in pubblico e senza giri di parole. Le dimissioni, a pochi mesi dalla fine del mandato, sarebbero un gesto quasi simbolico; il ritiro della frase invece è il minimo per chi porta la fascia tricolore. E tocca a Forza Italia, partito che si dice liberale e garantista, far sapere se quella frase la rappresenta.

Trieste sceglierà il nuovo sindaco nella primavera del 2027

Le prossime elezioni comunali di Trieste sono attese nella primavera del 2027: il calendario delle elezioni comunali 2026 della Regione Friuli Venezia Giulia riguarda solo 11 comuni, tutti sotto i 15.000 abitanti, e il capoluogo non c’è.

Infografica TuttoNotizie. Dopo gli scontri di Trieste: indagini e voto per il nuovo sindaco. 1. Informativa sugli scontri inviata alla Procura; 2. Identificazione dai filmati di chi ha lanciato oggetti; 3. Valutazione delle denunce; 4. Elezioni del nuovo sindaco. Fonte: Questura di Trieste; Regione Friuli Venezia Giulia, 2026.
Infografica TuttoNotizie. Fonte: Questura di Trieste; Regione Friuli Venezia Giulia, 2026

La corsa è già partita. Nel centrosinistra il 21 ottobre 2026 ha offerto la sua candidatura Mitja Gialuz, docente universitario e presidente della Barcolana, mentre una parte del Pd guarda al consigliere regionale Francesco Russo. Il centrodestra non ha ancora scelto il suo nome.

I lettori di TuttoNotizie si dividono sulla frase delle bombe carta

Sotto il nostro post la reazione più diffusa è la condanna: il 42% dei commenti chiede che il sindaco lasci. Ma quasi tre lettori su dieci pensano che abbia ragione, perché chi lancia bombe carta si è cercato la reazione.

Studio TuttoNotizie

Cosa pensano i lettori: La frase del sindaco Dipiazza sugli scontri di Trieste

Abbiamo letto e classificato uno per uno 24 commenti pubblici. Ogni commento conta una volta sola.

24commenti letti
3testate su Facebook

  • Il sindaco è indegno, dimettersi42%
  • Giusto il sindaco, difendeva la città25%
  • Colpa di chi l'ha votato8%
  • Serracchiani difende i violenti8%
  • Fuori tema o senza opinione17%

Le tesi più sostenute

  • 29%Il sindaco ha ragione, chi lancia bombe carta merita la reazione
  • 21%Un sindaco non può parlare così: istiga alla violenza e deve dimettersi
  • 8%Questo governo ha sdoganato personaggi del genere ed è il peggiore di sempre

Le convinzioni dei lettori, verificate

  • In parte veroIl sindaco di Trieste è stato eletto ininterrottamente per 25 anni

    Dipiazza è stato sindaco dal 2001 al 2011 e lo è di nuovo dal 2016. Fra il 2011 e il 2016 il sindaco era Roberto Cosolini del Pd.

    Fonte: Comune di Trieste, cronologia dei sindaci

  • Non verificabileIl sindaco ha l'appoggio del 95% dei cittadini

    Non risulta alcuna rilevazione pubblica che attribuisca al sindaco un consenso di quella misura. Le prossime elezioni comunali a Trieste sono attese nel 2027.

    Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia, Elezioni comunali 2026

Come abbiamo fatto lo studio

Commenti pubblici sotto i post Facebook di ANSA.it, Corriere della Sera, la Repubblica. Un sistema di intelligenza artificiale ha assegnato ogni commento a una sola categoria; le percentuali le calcoliamo noi sul totale. Nessun commento è citato o attribuito.

Quella rabbia contro la violenza di piazza è fondata, e la condividiamo: un funzionario colpito alla testa mentre fa il suo lavoro è un fatto grave. Le due cose però non si annullano. Il lancio della bomba carta è un reato che la Procura deve perseguire; la frase del sindaco è il fallimento di chi dovrebbe rappresentare la legge, non sostituirla con la minaccia. La sicurezza di una città la garantiscono le indagini, le denunce e le condanne, non le promesse di sparare.

Adesso la palla passa alla Procura di Trieste, che deve valutare l’informativa della Digos e le denunce, mentre la polizia prosegue con l’identificazione di chi ha lanciato oggetti contro gli agenti. Il sindaco ha ancora il tempo di ritirare quelle parole prima che la città vada al voto nel 2027. Chi indossa la fascia tricolore difende la legge con la legge.

Come abbiamo lavorato

  • Abbiamo consultato un documento ufficiale, citato in fondo all’articolo.
  • Abbiamo letto e classificato 24 commenti pubblici dei lettori per capire dubbi e domande a cui rispondere.
  • Distinguiamo i fatti accertati da quello che è solo sostenuto dalle parti, e lo diciamo nel testo.
  • Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2026, ore 18:07.

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Fonti

Tag:Trieste