L’Italia usa l’IA contro gli evasori fiscali? Niente è come sembra, c’è la risposta ufficiale

L'Agenzia delle Entrate ci ha tenuto a smentire l'utilizzo di IA e social per la lotta contro gli evasori fiscali. Ecco i dettagli.

Redattore senior

Laureato in scienze della comunicazione, sono giornalista pubblicista dal 2022, mi occupo di diverse tematiche e credo profondamente nel potere della comunicazione e del giornalismo.

Si fa sempre più un gran parlare di intelligenza artificiale, che ora potrebbe anche essere usata da enti e governi per vari scopi. L’Agenzia delle Entrate ha voluto fare chiarezza su un tema molto delicato.

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Viviamo nell’epoca in cui tutto ci sembra fatto e dominato dall’IA, tanto da chiederci quasi sempre se ciò che stiamo vedendo sul nostro smartphone sia reale o generato dall’intelligenza artificiale. Ebbene, anche i vari paesi e gli enti potrebbero presto iniziare ad utilizzare queste nuove tecnologie per i nuovi scopi, ma quel giorno, almeno per l’Agenzia delle Entrate, sembra non essere ancora arrivato.

Agenzia entrate arriva la smentita
Agenzia entrate la verità sull’IA

L’Agenzia ha infatti smentito l’utilizzo della tecnica del data scraping per il controllo dei dati dei contribuenti, dopo esserne stata accusata negli scorsi giorni. I dati ufficiali e le informazioni prese dai social non vengono incrociate tra di loro come si era insinuato di recente, e la smentita è arrivata mediante un comunicato stampa ufficiale diramato dal Fisco: “Si tratta di ricostruzioni fantasiose, che niente hanno a che vedere con la realtà dei fatti“.

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Agenzia delle Entrate, smentito l’utilizzo del data scraping

Per chi non lo conoscesse, il fenomeno del data scraping è l’estrazione dei dati che provengono dal mondo del web, passando al setaccio i siti internet ed i social network, così da estrapolare dei dati e da metterli a confronto tra di loro. Secondo le ipotesi circolate in questi giorni, l’Agenzia delle Entrate avrebbe raccolto ed analizzato informazioni derivate proprio da questo sistema di ricerca, sfruttando le tracce che gli utenti lasciano online, come foto e contenuti sui social, ma anche acquisti su sito di commercio virtuale.

In questo modo, il Fisco avrebbe avuto la possibilità di costruire un’identità più precisa dei suoi contribuenti, scoprendo anche maggiori informazioni sulle varie capacità economiche degli italiani. Tuttavia, l’Agenzia stessa ha ricordato che tale pratica non è prevista in Italia, e che per questo non è stata adottata. Inoltre, nel comunicato stampa è stato seccamente smentito anche l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei controlli fiscali.

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Poteva essere diverso il discorso del Ve.R.A., ovvero la Verifica dei rapporti addestrata, un sistema di IA che riesce ad elaborare milioni di dati in una manciata di secondi, accedendo all’Archivio dei rapporti finanziari, così come alle dichiarazioni dei redditi, al registro del Catasto ed alla fatturazione elettronica. Anche in questo caso, il Fisco ci ha tenuto a smentire il tutto, citando la legge n. 132/2025, che vieta l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per provvedimenti amministrativi.

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