Le elezioni 2027 sono già alle porte. Cerchiamo di capire quali fattori potrebbero portare a cambiamenti sostanziali a livello di voti.
Nel 2027 ci saranno le elezioni politiche e si deciderà se confermare nuovamente il centro-destra alla guida del Paese o affidarsi alla coalizione di sinistra. Per il momento, nelle rilevazioni risultano abbastanza equilibrate le cose e l’impressione è che si vada verso delle elezioni con un’eventuale maggioranza poco stabile. Cosa potrebbe però spostare le intenzioni di voto attuali? Sicuramente tutti i partiti politici hanno un serbatoio di voti da cui poter attingere ed è quello di chi si astiene.
In Italia, infatti, stando ai dati delle ultime elezioni, gli astenuti sarebbero il “primo partito” d’Italia con il 36%. Riuscire quindi a mettere le mani su una parte di quel pacchetto di voti potrebbe risultare fondamentale per entrambi gli schieramenti. Da questo punto di vista potrebbe essere avvantaggiato Vannacci. Visto come il nuovo che avanza, un po’ come i 5 Stelle anni fa, potrebbe prendersi una fetta di quei voti e modificare gli equilibri all’interno del centro destra. Per il momento ha già superato il 4% e se dovesse crescere ancora allora a quel punto potrebbe seriamente fare la voce grossa.
A sinistra il leader può spostare voti
Un’altra situazione che ancora potrebbe modificare le intenzioni di voto potrebbe essere la decisione del centro-sinistra di indicare un leader. In base al nome che verrà fuori, infatti, da quella parte dello schieramento politico potrebbero cambiare le percentuali di coalizione, non solo per la campagna elettorale che questa persona potrebbe condurre, ma anche e soprattutto per le sfumature politiche che ogni singolo leader rappresenta.
Naturalmente la situazione è tutta in divenire visto che non si è ancora deciso nemmeno come verrà scelto questo ipotetico leader e a questo punto non è nemmeno da escludere che si vada avanti così, premiando magari il segretario del partito che alla fine prenderà più voti (probabilmente la Schlein quindi). Questa scelta potrebbe indubbiamente aiutare i singoli partiti a non disperdere le proprie “anime” e quindi pacchetti di voti appiattendosi sulle posizioni di un leader piuttosto che di un altro.
Staremo a vedere, la partita però si giocherà (almeno così sembra), davvero voto su voto. Naturalmente c’è da tenere conto anche di possibili fattori esterni che potrebbero minare o meno la credibilità di uno schieramento piuttosto che un altro. Sicuramente in questo momento chi ha tutto da perdere è il centro-destra, che stando al Governo è maggiormente sotto i riflettori, d’altronde è sempre più facile criticare che fare, e lo sa benissimo proprio la Meloni, che mettendosi all’opposizione nel Governo Draghi, ha visto il suo consenso crescere a dismisura, tanto da prendere poi le redini del Paese alla prima tornata utile.




