La Prima Repubblica non si scorda mai: chi vincerebbe oggi alle elezioni

Cosa voterebbero oggi gli italiani con i vecchi partiti? Cerchiamo di capire nello specifico i numeri che avrebbero fatto.

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Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Cosa voterebbero oggi gli italiani con i vecchi partiti? Cerchiamo di capire nello specifico i numeri che avrebbero fatto.

Quando si parla di Prima Repubblica ci si riferisce a quel sistema politico che c’era in Italia tra il 1946 e il 1994. Un periodo storico interessante per l’Italia che muoveva i primi passi come Repubblica. Quasi 50 anni di dominio ininterrotto della Democrazia Cristiana, senza ombra di dubbio il partito più potente che ci sia mai stato nella storia italiana nel secondo dopo-guerra.

Per capire quegli anni però bisogna fare un ragionamento storico, sociologico e geografico. L’Italia post Seconda Guerra Mondiale, usciva dal conflitto sulle stampelle offerte dagli Stati Uniti e si trovava in una posizione strategica a livello europeo, tanto che gli USA misero subito le proprie basi NATO sul nostro territorio.

Tornando alla DC, il suo dominio era favorito da vari fattori, avevano l’appoggio della Chiesa in un periodo storico in cui l’influenza cattolica nel nostro Paese era ancora ai massimi storici. C’era poi l’anticomunismo e gli elettori moderati votavano DC per evitare che l’Italia finisce in orbita sovietica. Per quest’ultimo motivo, gli stessi Stati Uniti appoggiavano la Democrazia Cristiana. Dall’altro lato della barricata invece l’Italia usciva da un ventennio fascista, quindi c’era la paura concreta del popolo di spostarsi di nuovo troppo a destra. Tutti questi fattori messi insieme resero la DC invincibile per quasi 50 anni.

Cosa voterebbero oggi gli italiani?

La fine della Prima Repubblica viene fatto coincidere con lo scandalo Mani Pulite e l’arrivo sulla scena politica di Silvio Berlusconi, che porterà con il suo Forza Italia a ridisegnare completamente la scena politica italiana. Gli analisti di YouTrend, però, hanno provato a chiedere agli elettori cosa voterebbero oggi qualora ci fossero ancora quei partiti della Prima Repubblica.

Il risultato finale dice che il Partito Comunista Italiano oggi vincerebbe le elezioni con il 25,4% di voti, seconda piazza per la Democrazia Cristiana con il 20,1% e podio per il Movimento Sociale Italiano che segna il 14,3%. Dietro di loro ci sono poi il Partito Socialista Italiano (11,9%), il Partito Liberale Italiano (9,5%), il Partito Radicale (6,6%), il Partito Repubblicano Italiano (5,4%), il Partito Socialista Democratico Italiano (3,8%) e infine la Democrazia Proletaria (3%).

Abbiamo deciso di fare un raffronto con quelle che furono le ultime elezioni della Prima Repubblica, quelle del 1992. Stando ai voti raccolti dai vari partiti per la camera dei deputati, emerge, che la DC in questi anni ha perso oltre il 9% visto che all’epoca fece segnare il 29,66%. Guadagna invece il Partito Comunista, che nel 1992, con la nuova denominazione PDS, portò a casa solo il 16,11% (nel 1987, ultima volta che si presentò come PCI fece segnare il 26,57%). Balzo in avanti invece dell’MSI, che 34 anni fa si doveva accontentare del 5,37%. I numeri fatti registrare da YouTrend su quest’ultimo partito però sono molto vicini a quelli ottenuti nel 1994 dal suo erede Alleanza Nazionale, che chiuse con il 13,47 alla camera.

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