L’astensionismo è un problema sempre più diffuso in Italia, come confermato dalle recenti elezioni amministrative, con un calo di circa il 5% rispetto alle precedenti. Alessandro Di Battista propone una nuova legge.
Le elezioni comunali che si sono tenute tra domenica e lunedì hanno confermato il crescente problema dell’astensionismo in Italia, che ad ogni tornata elettorale risulta essere più ampio. L’affluenza definitiva, secondo i dati ufficiali, non è andata oltre il 60,1%; in calo di quasi il 5% rispetto alla tornata precedente, nella quale si era raggiunto il 64,9% di votanti. Al voto si sono recati i cittadini quasi 750 comuni italiani, compresi 18 capoluoghi. L’Umbria è quella che ha fatto registrare il maggior numero di votanti, attestandosi al 70,7% di affluenza.

La regione nella quale, viceversa, l’astensionismo è stato più marcato è stata il Molise, dove non si è andati oltre il 47,7% di affluenza. In buona sostanza, gli italiani si fidano sempre meno della classe politica e risultano ormai rassegnati, preferendo non far valere il loro diritto al voto. Alessandro Di Battista ha avanzato pubblicamente una proposta di legge, affermando che il sistema debba essere cambiato, così come i volti in campo nel corso delle varie tipologie di elezioni.
Di Battista, proposta una novità in caso di astensionismo
Nella puntata di “DiMartedì“, programma su LA7 condotto da Giovanni Floris, il deputato del Movimento 5 Stelle, Giovanni Di Battista, ha trattato la problematica dell’astensionismo crescente in Italia, confermato anche dalle recenti elezioni amministrative : “Voi avete sentito un solo politico che si è scandalizzato per il 5% di votanti in meno che si è registrato a queste elezioni comunali? Si è passati dal 65% dei votanti a solo il 60%, ne avete sentito uno? Uno in grado di fare una sola proposta avendo capito che qui la situazione è drammatica e che la gente ha smesso di votare. Dobbiamo trovare una soluzione in Italia“.
Di Battista ha poi avanzato la sua proposta, che ha scatenato l’applauso dei presenti in studio: “Dato che, banalmente, in caso di referendum se non vota almeno il 50% + 1 degli italiani il referendum viene cancellato e le proposte non vengono approvate, servirebbe una legge molto semplice. Se non si supera il 50% alle elezioni comunali, regionali o politiche, si devono annullare le elezioni, così che i partiti politici si ritrovino costretti a candidare delle facce del tutto nuove“.



