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A Valeriano, frazione di Vezzano Ligure in provincia della Spezia, una casa vacanze occupata da un ospite con la prenotazione scaduta il 27 giugno 2026 è ancora nelle sue mani. Marco Rebecchi, gestore di affitti brevi e proprietario dell’appartamento, non può entrare, non può cambiare la serratura e continua a pagare luce e acqua. Il caso è arrivato al Senato con un emendamento, reso noto il 14 ottobre.
La notizia conta perché mostra una regola rovesciata. Lo Stato chiede al gestore un codice nazionale, la registrazione dell’ospite in Questura e la cedolare secca sugli incassi: lo tratta come un’impresa. Quando l’ospite non restituisce le chiavi, però, lo stesso Stato lo rimanda a una causa civile che dura mesi. Per noi la posizione è netta: Rebecchi ha ragione, e chi incassa le tasse su quella casa ha il dovere di restituirgliela in giorni, non in anni.
Cosa è successo nella casa di Valeriano
Secondo il racconto di Rebecchi, l’ospite era già stato nell’appartamento in passato ed è entrato con una prenotazione regolare. Alla scadenza, il 27 giugno, non ha lasciato l’alloggio. Da allora sono passati più di 110 giorni, quasi quattro mesi, cioè un’intera stagione estiva di prenotazioni perdute.
Il gestore ha chiamato i carabinieri convinto di risolvere tutto in giornata. In un’intervista del 14 ottobre ha raccontato la risposta ricevuta: «i Carabinieri non hanno potuto far altro che applicare le leggi vigenti, spiegandomi che l’occupante era tutelato e che era persino vietato staccargli le utenze». A fine luglio il suo avvocato, Tommaso Trapasso, ha depositato una denuncia al Tribunale della Spezia e ha avviato la strada giudiziaria per riavere l’immobile.
Il conto, sempre secondo la stima di Rebecchi, è già di almeno 10.000 euro tra incassi mancati, spese legali e bollette. Una sola bolletta dell’acqua, ha riferito ad agosto, è arrivata a 150 euro. La versione dell’ospite non è nota e nessun giudice si è ancora pronunciato sul caso.
Perché i carabinieri non potevano intervenire
I militari hanno applicato la legge, e su questo non ci sono dubbi. Chi entra in una casa con un accordo non è un occupante con effrazione. Il decreto-legge 48 del 2025, convertito dalla legge 80 del 9 giugno 2025, ha creato l’articolo 634-bis del codice penale: fino a 7 anni di carcere e sgombero rapido ordinato dalla polizia giudiziaria. Ma vale per chi occupa con violenza, minaccia o inganno un immobile che è il domicilio di qualcuno. Una casa vacanze vuota, con un ospite entrato con le chiavi in mano, resta fuori.
Staccare luce o acqua per costringerlo a uscire, poi, espone il proprietario al reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, previsto dall’articolo 392 del codice penale. In parole semplici: in Italia non puoi farti giustizia da solo, nemmeno su casa tua. Per questo Rebecchi paga le bollette e aspetta il tribunale.
Le regole che lo Stato impone a chi affitta per brevi periodi
Qui sta la contraddizione. Per il fisco e per il Ministero del Turismo quella casa è un’attività economica a tutti gli effetti. Dal 1° gennaio 2025 ogni immobile dato in locazione breve o turistica deve avere il CIN, il codice identificativo nazionale. Il termine finale lo ha fissato il Ministero del Turismo con l’ultima proroga. Il gestore deve inoltre comunicare alla Questura i dati di ogni ospite entro 24 ore, attraverso il portale Alloggiati Web.
Sul lato delle tasse, la legge di bilancio 2024 ha alzato la cedolare secca sugli affitti brevi dal 21% al 26% dal secondo immobile affittato. L’Agenzia delle Entrate lo ha confermato nel comunicato del 10 maggio 2024: l’aliquota più alta vale sui redditi maturati dal 1° gennaio 2024. Lo Stato conosce la casa, conosce l’ospite e incassa su ogni notte. Quando l’ospite non esce, però, la stessa casa diventa una lite tra privati.
Quanto dura una causa in Italia: i numeri
I tempi della giustizia civile sono il cuore del problema. Nel rapporto Doing Business 2020 la Banca mondiale ha misurato in 1.120 giorni il tempo medio per far valere un contratto in Italia davanti a un tribunale di primo grado. Sono più di tre anni, con un costo pari al 27,6% del valore della lite. Su 190 Paesi, l’Italia era al 122° posto per questo indicatore.
Per chi vive di soggiorni settimanali, tre anni di causa equivalgono a perdere l’immobile senza alcun indennizzo. Un albergo non accetterebbe mai che un cliente restasse in camera dopo il check-out pagandogli la luce. Eppure per una casa vacanze la legge oggi prevede esattamente questo.
Gli emendamenti al Senato e il disegno di legge 1896
Dal caso spezzino sono nate due iniziative parlamentari. La prima, riferita dallo stesso Rebecchi, è un emendamento a prima firma del senatore della Lega Gian Marco Centinaio, sottoscritto dalla senatrice spezzina Stefania Pucciarelli. Riguarda chi gestisce strutture ricettive, B&B e case vacanze. L’obiettivo dichiarato è il rilascio dell’immobile entro 90 giorni, con una estensione anche agli affitti residenziali a lungo termine.
La seconda è stata annunciata il 10 ottobre da Fratelli d’Italia: la deputata Maria Grazia Frijia, vicesindaca della Spezia, e il senatore Gianni Berrino hanno dichiarato di voler presentare un emendamento al decreto sicurezza in discussione. Frijia ha spiegato così lo scopo: «Non possiamo lasciare soli i proprietari che investono e lavorano onestamente, rischiando di non poter rientrare in possesso dei propri immobili».
Intanto in commissione Giustizia del Senato è in esame dal 28 luglio il disegno di legge 1896 sul rilascio degli immobili. Il governo lo ha approvato il 30 aprile 2026 e lo ha trasmesso al Senato il 12 maggio. Il testo introduce un’ingiunzione di rilascio per fine locazione con termine tra 30 e 60 giorni. Rende il rogito notarile titolo esecutivo per lo sfratto e prevede una penale dell’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo. Tra gli emendamenti depositati c’è anche la possibilità, per l’ufficiale giudiziario, di farsi aiutare da istituti di vigilanza privata. Confedilizia ha aperto il ciclo di audizioni in commissione a settembre.
Il punto debole: 90 giorni sono ancora un’estate intera
Un termine di 90 giorni è un passo avanti rispetto ai tre anni medi di una causa. Ma per una casa vacanze 90 giorni sono tutta la stagione da giugno a settembre. Nel caso di Valeriano, la scadenza del 27 giugno si sarebbe chiusa a fine settembre: l’estate sarebbe comunque persa. E il disegno di legge 1896, così come è scritto, riguarda soprattutto locazioni e sfratti per morosità, non la prenotazione turistica scaduta.
C’è poi un dato che la maggioranza non può ignorare. Il governo ha fatto della casa una bandiera e ha scritto norme severe contro le occupazioni con violenza. Ha lasciato però scoperta la situazione più semplice da provare: una struttura con CIN, un ospite registrato in Questura e una data di fine soggiorno scritta nera su bianco. Un soggiorno turistico scaduto non è una locazione abitativa, e la legge dovrebbe dirlo.
Cosa deve succedere adesso
La richiesta è precisa. Il Senato approvi l’emendamento sulle strutture ricettive e lo rafforzi: per gli immobili con CIN e ospite comunicato alla Questura, la scadenza della prenotazione deve consentire alle forze dell’ordine di intervenire entro pochi giorni, non entro 90. Il governo porti in aula il disegno di legge 1896 senza altri rinvii. Chiarisca anche in quale testo finiranno le proposte di Centinaio e di Berrino: due emendamenti su due leggi diverse rischiano di non arrivare mai al voto.
A chi è arrabbiato per questa storia diciamo che ha ragione sui fatti: oggi la legge protegge più chi non rispetta un accordo di chi lo ha rispettato. A chi pensa che bastasse staccare la corrente diciamo invece che quello è un reato, e che Rebecchi ha fatto bene a non commetterlo. Lo Stato che incassa su ogni notte ha un solo modo per essere credibile: restituire la casa.
Fonti
- Ministero del Turismo (2024). CIN: termine per l’acquisizione posticipato al 1° gennaio 2025.
- Agenzia delle Entrate (2024). Comunicato stampa del 10 maggio 2024: locazioni brevi, novità per la cedolare secca.
- Agenzia delle Entrate, FiscoOggi (2024). Bilancio 2024 in pillole: cedolare secca sugli affitti brevi.
- Banca mondiale (2020). Doing Business 2020, Economy Profile Italy.
- Confedilizia (2026). Confedilizia Notizie n. 9, ottobre 2026: ddl rilascio degli immobili, audizione al Senato.
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