Fabrizio Corona denunciato a Milano: ignora l’alt dei carabinieri e viene bloccato dopo 700 metri senza patente

Fabrizio Corona denunciato a Milano: non si ferma all'alt dei carabinieri in corso Sempione, era senza patente e su un Suv in fermo. Cosa rischia ora.

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Fabrizio Corona denunciato a Milano dai carabinieri del Nucleo radiomobile. Nella notte tra mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre 2026, secondo i militari, il 52enne ex fotografo dei vip non si è fermato all’alt all’angolo tra corso Sempione e via Moscati. È stato bloccato dopo circa 700 metri. Era senza patente e il suo Range Rover Velar risultava già sotto fermo amministrativo: il Suv è stato sequestrato.

Questa non è una notizia di gossip e non la trattiamo come tale. Chi tira dritto davanti a una pattuglia e accelera in un viale pieno di gente mette in pericolo pedoni, ciclisti e automobilisti. Dal dicembre 2024 la legge lo considera un reato, non una semplice multa. La nostra posizione è semplice: Corona va trattato come qualunque altro cittadino, senza sconti per la fama e senza gogna per l’antipatia. La Procura di Milano valuti il fascicolo in fretta e applichi tutte le norme, confisca compresa.

Cosa è successo in corso Sempione secondo i carabinieri

La ricostruzione arriva dai carabinieri di Milano. Una pattuglia del Nucleo radiomobile ha notato un Suv compiere una manovra azzardata e gli ha intimato di fermarsi, all’incrocio tra corso Sempione e via Pietro Moscati, a poche centinaia di metri dall’Arco della Pace. Il conducente non ha obbedito e ha proseguito. I militari lo hanno seguito per circa 700 metri, più o meno la lunghezza di sette campi da calcio messi in fila, e lo hanno bloccato.

Solo a quel punto hanno scoperto chi era al volante. Dai controlli, sempre secondo i carabinieri, sono emersi due altri problemi: Corona guidava senza patente e la vettura era già sottoposta a fermo amministrativo. Un veicolo sotto fermo non può circolare, per legge. Il Range Rover è stato sequestrato e Corona è stato denunciato a piede libero per guida senza patente e per non essersi fermato all’alt con manovre pericolose. Non è stato arrestato.

Denunciato non vuol dire condannato: il percorso giudiziario

Una denuncia è una segnalazione alla Procura: i carabinieri raccontano ai magistrati quello che hanno visto. Da lì parte un’indagine. Il pubblico ministero può chiedere l’archiviazione, se ritiene che il fatto non regga, oppure il rinvio a giudizio. Solo un processo e una sentenza possono stabilire una responsabilità penale. Oggi Corona è una persona denunciata, non un imputato e non un condannato per questi fatti. Lo diciamo con chiarezza perché la differenza non è una formalità: è la base dello Stato di diritto.

Corona non ha ancora commentato pubblicamente la vicenda, né risulta una sua versione dei fatti. Quando arriverà, la riporteremo.

Le tre regole violate secondo l’accusa e cosa prevede la legge

La prima regola è l’articolo 192 del Codice della strada: chi circola deve fermarsi all’invito degli agenti in divisa o con la paletta. Fino a due anni fa chi non lo faceva rischiava una sanzione amministrativa da 1.365 a 5.467 euro. La riforma del Codice entrata in vigore il 14 dicembre 2024 ha aggiunto il comma 7-bis: chi non si ferma per sottrarsi al controllo e compie manovre pericolose commette un reato punito con la reclusione fino a un anno. È proprio la contestazione che, secondo i militari, riguarda Corona.

La seconda regola è l’articolo 116. Guidare senza aver mai preso la patente, o con la patente revocata, costa una sanzione da 5.100 a 30.599 euro, cioè tra il prezzo di uno scooter e quello di un’auto nuova di fascia media, più il fermo del veicolo per 3 mesi. Dal 2016 questa violazione non è più un reato, ma lo ridiventa se si ripete entro due anni: in quel caso scatta l’arresto fino a un anno. Se invece la patente è solo sospesa, si applica l’articolo 218 con una multa più bassa e la revoca. Non sappiamo ancora in quale di queste situazioni si trovasse Corona: lo stabiliranno gli atti.

La terza regola è l’articolo 214: chi circola con un veicolo sotto fermo amministrativo paga una multa e perde la macchina, perché la legge prevede la confisca. Il sequestro di ieri notte è il primo passo in quella direzione.

Perché una fuga di 700 metri non è una bravata: il precedente di Ramy Elgaml

Milano conosce bene il prezzo di una fuga dai controlli. Il 24 novembre 2024, nel quartiere Corvetto, è morto Ramy Elgaml, 19 anni. Viaggiava su uno scooter che non si era fermato all’alt dei carabinieri. L’inseguimento è durato circa 8 chilometri, da un capo all’altro della città. Le responsabilità di quella notte sono ancora al vaglio dei giudici e non le anticipiamo. Un dato però è certo: ogni inseguimento in città è un rischio per chi scappa, per chi insegue e per chi passa di lì per caso.

Non è un caso che il legislatore abbia scritto il nuovo comma 7-bis poche settimane dopo. La norma serve esattamente a scoraggiare chi pensa che accelerare davanti a una paletta sia una soluzione. Corso Sempione alle ore serali è pieno di locali, dehors e attraversamenti pedonali. Settecento metri a velocità sostenuta, con manovre che i carabinieri definiscono azzardate, bastano per travolgere qualcuno.

Il precedente penale di Corona e il principio di uguaglianza

Fabrizio Corona ha già scontato anni di carcere per condanne definitive, tra cui quella per estorsione legata alle foto del calciatore David Trezeguet. Quel passato non c’entra con i fatti di corso Sempione e non può pesare sul giudizio di oggi: ogni episodio si giudica da solo. Vale però anche il contrario. L’articolo 3 della Costituzione dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Nessuno sconto per la notorietà, nessun trattamento speciale perché il personaggio divide.

C’è un aspetto che riguarda noi tutti, giornali compresi. Ogni guaio giudiziario di Corona si trasforma in ospitate, dirette e titoli. Quella visibilità ha un valore economico per lui. Chiediamo alle televisioni di non trasformare questa denuncia in un salotto: le domande sulla fuga di corso Sempione le farà un magistrato, non un conduttore.

Cosa succede adesso e cosa chiediamo

La denuncia è ora sul tavolo della Procura di Milano. I passaggi previsti sono tre: l’iscrizione nel registro degli indagati, gli accertamenti sulla patente e sul fermo del veicolo, e la decisione tra archiviazione e processo. Per la violazione sul fermo amministrativo la strada è quella della confisca del Range Rover, che passa per la Prefettura.

Chiediamo alla Procura tempi rapidi e l’applicazione di tutte le norme, comprese quelle introdotte nel 2024. Chiediamo ai carabinieri di mettere a verbale ogni dettaglio della manovra, perché su quello si giocherà la differenza tra multa e reato. E chiediamo a Corona di presentarsi davanti ai magistrati e di rispondere, invece di commentare la vicenda sui social.

All’alt ci si ferma. Vale per chi ha 52 anni e un milione di follower come per chi ne ha 18 e nessuno.

Fonti

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