La questione microplastiche nell’acqua interessa sempre più persone. Cerchiamo di capire come eliminarle in modo rapido e casalingo.
Con il progredire della tecnologia abbiamo capito che non tutto ciò che mangiamo o beviamo può essere salutare. Inoltre l’ambiente circostante è stato inevitabilmente influenzato in maniera negativa dall’uomo che con rifiuti vari ha inquinato terra e acque. Fortunatamente le nuove generazioni sembrano più votate all’ecologia e vari sforzi si stanno facendo a tal proposito.
Uno dei timori più forti degli ultimi anni è quello legato alla presenza delle microplastiche nell’acqua. Parliamo di minuscole particelle, di dimensioni inferiori ai 5 millimetri. Queste derivano dall’usura e dalla frammentazione di rifiuti plastici. Purtroppo, ormai, sono diffuse in tutti gli ambienti acquatici e nel ciclo idrico.
Per quanto concerne l’acqua del rubinetto, la loro presenza ha concentrazioni molto basse, si stima che ci siano 5 particelle per ogni litro, grazie ai rigorosi controlli e trattamenti che la nostra acqua potabile subisce. Paradossalmente invece la concentrazione di microplastiche può essere molto più alta nell’acqua in bottiglia. Questo perché i frammenti vengono rilasciati a volte direttamente dal contenitore.
Come eliminare le microplastiche
Stando ad una ricerca condotta dalla Jinan University di Guangzhou, in Cina, esiste un metodo semplice e casalingo per poter ridurre il quantitativo di microplastiche all’interno dell’acqua che beviamo. Basta, infatti, bollirla, così si crea un precipitato in cui vengono intrappolate non solo le microplastiche, ma anche le nano più piccole, con diametri inferiori al micron.
Quando le acque sono più “dure” e quindi più calcaree il procedimento in questione funziona meglio. In un’acqua con il carbonato di calcio pari a 80 milligrammi per litro l’efficienza è del 34%, una con 300 milligrammi ha un’efficienza del 90%. Quando c’è più carbonato di calcio nell’acqua, si riesce meglio ad inglobare le microplastiche con questo metodo. Infine si può filtrare l’acqua con un comune colino metallico per il tè, così da trattenere sia il calcare che le particelle in plastica.
In generale si consiglia di conservare l’acqua sempre in contenitori di vetro o d’acciaio inox. La plastica, infatti, soprattutto se esposta a fonti di calore può deteriorarsi rilasciando ulteriori microplastiche. Questo consiglio è ancora più valido in questo periodo dell’anno in cui comincia a fare sempre più caldo e diventa vitale riuscire a dissetarsi nella maniera più corretta possibile.




