Non sei diventato pazzo, qualcosa sta cambiando nei prodotti che compri: la shrinkflation è la moda del momento

Cos'è la shrinkflation, cerchiamo di capire i dettagli di questa curiosa pratica commerciale e come ci difende in tal senso la Legge.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Cos’è la shrinkflation, cerchiamo di capire i dettagli di questa curiosa pratica commerciale e come ci difende in tal senso la Legge.

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Diciamoci la verità, quante volte vi siete ritrovati al supermercato ad osservare straniti il prodotto che avete sempre comprato chiedendovi: ma prima non era più grande? Il fenomeno si percepisce maggiormente su quegli alimenti che magari esistono da decine di anni e che mangiavamo già da piccoli. Lì, infatti, la differenza è davvero netta. Cominciamo con il dirvi che no, non state diventando pazzi, si tratta, infatti di un fenomeno comune, chiamato shrinkflation.

Cosa significa questa bella parola inglese? Diciamo che fondamentalmente sta per “sgrammatura”. Si tratta di una pratica commerciale molto in voga tra i grossi colossi della grande distribuzione alimentare. I produttori riducono la quantità o il peso di un prodotto mantenendo inalterato il prezzo di vendita, o in alcuni casi addirittura aumentandolo leggermente.

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Cosa dice la Legge in Italia

Si tratta di una forma di inflazione occulta per mascherare i rincari e mantenere così inalterati i margini di guadagno. Finché però si tratta di limature piccole il consumatore non se ne accorge, a meno che non va a controllare il peso scritto sulla confezione. L’utente che va a fare la spesa difficilmente si ricorda il peso di un prodotto, piuttosto però memorizza il prezzo, quindi involontariamente si dà a quest’ultimo la percezione, che nulla sia cambiato. In realtà però l’azienda produttrice riesce così a tenere invariati i propri guadagni.

In Italia è stata approvata una legge che prevede l’inserimento di un’etichetta ben visibile per 6 mesi che indica appunto la riduzione di peso del prodotto. Insomma quando fate la spesa vi conviene dare un occhio in più anche alla quantità di ciò che state comprando perché potrebbe variare. La cosa migliore, infatti, è sempre fare un calcolo del prezzo al chilo o al litro per capire se effettivamente ci conviene o meno. Bisogna tenere presente, che da questo punto di vista a volte i marchi proprietari dei supermercati offrono formati più sostanziosi a prezzi più competitivi.

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