Donald Trump continua a promettere di un conflitto ormai agli sgoccioli, ma la verità sembra decisamente diversa.
Donald Trump continua a far parlare di sé in tutto il mondo. Durante il Congressional Picnic, infatti, ha rivelato che la situazione in Iran verrà chiusa rapidamente e che soprattutto si arriverà ad una soluzione che prevede l’impossibilità per Teheran di dotarsi di armi nucleari. Il tycoon ha dichiarato che si chiuderà tutto in modo molto piacevole.
Allo stesso tempo Axios, ha fatto presente che il presidente degli Stati Uniti prenderà parte al prossimo G7 in programma a giugno in Francia. Qui i leader del mondo parleranno di AI, commercio e lotta alla criminalità. Nelle scorse ore la presenza di Trump a questo evento sembrava in dubbio viste le accuse di quest’ultimo nei confronti di alcuni Paesi del G7, ma a quanto pare sembra tutto rientrato.
In America arriva il dissenso per l’operato di Trump
In ogni caso l’impressione diffusa riguardo la guerra in Iran è che ci troviamo in una fase di stallo, nonostante le parole di Trump. Il Wall Street Journal, infatti, riporta, citando alcuni mediatori regionali, che in realtà al momento non ci sarebbero grosse novità nei negoziati. A quanto pare, infatti, l’Iran non avrebbe poi cambiato di molto la propria posizione nei confronti de gli Stati Uniti.
Intanto però sempre dall’America arriva un’altra batosta per Donald Trump. Stando all’agenzia di stampa Reuters, il Senato degli Stati Uniti avrebbe approvato una risoluzione sui poteri di guerra che metterebbe fine al conflitto in Iran. A quanto pare le votazioni avrebbero visto 50 voti a favore e 47 contro. Tra questi ben 4 repubblicani avrebbero votato con tutti i democratici, segno evidente che in patria anche qualcuno in casa di Donald vuole scaricarlo. Tre repubblicani invece erano assenti al voto. Nell’atto pratico questa votazione ha poco valore visto che si è tenuta oltre i 60 giorni dopo l’inizio del conflitto. Simbolicamente però rappresenta una netta condanna da parte dei democratici all’operato di Trump in questa guerra e parzialmente un dissenso anche da parte dei suoi.




