Il deepfake è la nuova frontiera dei contenuti vietati ai minori che sta mettendo in grande apprensione i genitori. Scopriamo perché.
L’arrivo prepotente delle nuove AI ha creato sicuramente degli squarci nella società che saranno difficili da sanare. Ora però a spaventare soprattutto i genitori è l’utilizzo che se ne fa nel campo del porno. Siamo passati, infatti ad una situazione che in futuro potrebbe portare a conseguenze gravissime per i nostri ragazzi. Oggi, infatti, grazie alle intelligenze artificiali, anche i giovanissimi riescono a confezionarsi contenuti inappropriati da sé.
Certo molte AI hanno dei filtri contro questo genere di cose, ma in rete esistono altre intelligenze artificiali che permettono la realizzazione di qualsiasi cosa. Si sta diffondendo, infatti, sempre con maggiore frequenza il fenomeno del deepfake. Parola coniata nel 2017, indica una tecnica di sintesi dell’immagine umana creata sull’AI.
Se in un primo momento questa tecnica era stata usata da alcuni utenti della rete quasi per gioco, per creare magari il proprio cantante preferito che fa gli auguri ad un amico. Con il passare del tempo il deepfake ha preso sempre più piede anche nel campo del porno con conseguenze davvero terribili. Vengono infatti realizzati dei video o delle foto hot con il volto di personaggi noti o in alcuni casi semplici conoscenti. Questo ha scatenato delle porno vendette da parte di fidanzati lasciati e molti casi di cyberbullismo.
A Pontedera 15 ragazzini accusati di produzione e diffusione di materiale pedopornografico
Grazie all’AI, infatti, è possibile fare di tutto: si può spogliare completamente una persona (naturalmente l’intelligenza artificiale semplicemente sostituisce gli indumenti con una ricostruzione anatomica affidabile), si possono realizzare video e audio con viso e voce di persone che conosciamo e si possono anche confezionare false notizie.
Ad esempio è proprio di queste ore la notizia che a Pontedera, in provincia di Pisa, ben 15 ragazzini tra i 13 e i 14 anni, sarebbero stati accusati di produzione e diffusione di materiale pedopornografico. I giovanissimi, infatti, avrebbero usato l’AI per spogliare alcune coetanee e scambiarsi poi le foto in chat. Quando i genitori delle vittime se ne sono accorti hanno subito denunciato la cosa. I ragazzi che hanno già compiuto 14 anni avrebbero responsabilità diretta per il reato contestato, mentre i minori di 14 anni non sono imputabili.




