Cominciano a delinearsi varie situazioni in vista delle politiche del prossimo anno. In particolare c’è da decidere il leader del centro-sinistra.
Le elezioni politiche del 2027 si fanno sempre più vicine e ci saranno quasi sicuramente 2 schieramenti ben distinti: una coalizione di centro-destra e una di centro-sinistra. A destra la situazione sembra già abbastanza delineata, il leader dovrebbe confermarsi il presidente uscente Meloni, anche se pure lì ci sono alcune incognite. Vannacci non si capisce ancora bene dove potrebbe piazzarsi e Forza Italia potrebbe essere vittima di qualche cambio al vertice voluto dalla famiglia Berlusconi.
Più intricata la situazione a sinistra dove un vero leader unico non c’è ancora. Sicuramente Conte e Schlein possono rappresentare 2 volti appetibili, ma allo stesso tempo ci sono anche altri nomi che si fanno con insistenza come quello di Silvia Salis, De Caro o anche Gentiloni. Eppure per il momento tutto tace, nessuna presa di posizione e nessuna scelta, perché?
Per prima cosa l’attuale Governo in questi giorni sta discutendo della nuova legge elettorale, questa potrebbe seriamente cambiare le carte in tavola anche per il centro-sinistra. Per questo motivo c’è attesa per capire con quale legge andremo a votare così da muoversi poi di conseguenza nella scelta del nuovo leader del centro-sinistra.
Quale sarà il futuro del centro-sinistra?
C’è poi un’altra situazione da monitorare e riguarda le modalità di scelta. Nelle scorse settimane si è spesso parlato di primarie, ma conviene davvero a tutti e tutti lo vogliono fare? Tra i vari possibili candidati ad eventuali primarie del centro-sinistro, i nomi più forti sembrano essere quelli si Schlein e Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle però sembra poter avere una marcia in più su tutti gli altri. L’ex Premier, infatti, riscontra da sempre un buon consenso nel nostro Paese e quindi potrebbe essere decisamente avvantaggiato in caso di primarie.
Stessa cosa invece non si può dire qualora si decidesse di scegliere il premier post elezioni, in base al partito che le vince, come fatto da Meloni nel 2022. Lì, infatti, ad avere un vantaggio importante sarebbe sicuramente Schlein forte di un PD che nei sondaggi sembra essere ampiamente la prima forza della coalizione. Insomma in base alla modalità prescelta potrebbe essere avvantaggiato l’uno o l’altro leader. Sembrano fuori dai giochi invece i vari De Caro, Salis e Gentiloni, che non hanno i numeri per diventare Premier a meno che non si decida di “incoronarli” d’ufficio.
La sensazione quindi è che la partita si giocherà tra Conte e Schlein, con il primo forse in vantaggio sulla seconda per una serie di questioni legate anche al suo passato che lo rendono il candidato più forte per contrastare la leadership della Meloni.




