Mario Draghi lancia l’allarme, sarà un’Europa diversa: il futuro sembra molto lontano dal passato

L'Europa dovrà affrontare sfide mai viste prima nel prossimo futuro. Stavolta a lanciare l'allarme ci ha pensato anche Mario Draghi.

L’Europa dovrà affrontare sfide mai viste prima nel prossimo futuro. Stavolta a lanciare l’allarme ci ha pensato anche Mario Draghi.

C’era una volta l’Unione Europea, scudata dall’America e in buoni rapporti con mezzo mondo. Oggi però la situazione è molto diversa e quello status quo creato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale sembra essersi definitivamente rotto. Per anni, l’Europa è stata amica degli Stati Uniti e in rapporti buoni con la Russia, le due superpotenze uscite vincitrici dal conflitto mondiale.

Con il tempo naturalmente si sono affacciate altre forze sul mercato come quelle cinesi, indiane e arabe. L’Europa però ha sempre saputo dialogare su più fronti facendo spesso anche da ponte tra Paesi che la pensavano in maniera diametralmente opposta. A dimostrazione di ciò nel 2012 arrivò addirittura il Nobel per la Pace a celebrare la riconciliazione, la democrazia e i diritti umani portati in Ue.

Ora però il quadro geopolitico mondiale si sta decisamente complicando. La guerra tra Russia e Ucraina ha portato ad una rottura tra l’Europa e Putin e allo stesso tempo tra dazi e mancato appoggio nelle guerre di Trump, c’è decisamente maretta anche con gli USA. Gli Stati Uniti in particolare, come espresso anche dal loro presidente, non sembrano più intenzionati ad essere alleati e “protettori” dell’Ue. Piuttosto si va verso un futuro dove ognuno andrà un po’ per la sua strada.

Mario Draghi traccia la strada per il futuro

Negli ultimi anni l’Europa non ha saputo reagire a tutto ciò che le è accaduto intorno, subendo le decisioni altrui e soprattutto diventando progressivamente irrilevante sul piano politico mondiale. A pesare è stata anche la mancanza di unione tra i vari Paesi che hanno inseguito ognuno il credo politico del partito in carica, vedi la Meloni in Italia che ha appoggiato Trump, mentre questi si scontrava con altri paesi europei.

Il grido d’allarme stavolta è arrivato anche dall’italiano che più di tutti è amato in Europa: Mario Draghi. In occasione di un premio ricevuto ad Aachen in Germania, il Karlspreis (premio Carlo Magno), l’ex Premier ha rimarcato che per la prima volta nella nostra storia siamo da soli. Allo stesso tempo Draghi ha anche invitato l’Ue a rivedere le proprie politiche e il proprio modello rispondendo in maniera diversa a chi ha reso la partnership meno equa. Naturalmente in questo passaggio il riferimento a Trump è apparso piuttosto chiaro, anche se non l’ha mai citato direttamente. Ha parlato poi di “federalismo pragmatico” e di permettere ai Paesi che vogliono avanzare di farlo, ma soprattutto ha chiesto all’Europa maggiore capacità di decisione politica.