Il caos del derby di Roma finalmente si risolve, ma il problema resta: il nostro calcio è presuntuoso e disorganizzato.
A Roma da giorni è il caos più totale a causa della concomitanza di due eventi importantissimi per la città: da un lato ci sono gli Internazionali di tennis, dall’altro il derby capitolino di calcio. Subito è cominciata la diatriba tra la Lega Serie A e la Federazione Tennis. Il discorso è molto semplice: la Serie A voleva giocare la partita alle 12:30, ma è più o meno lo stesso orario in cui c’è la finale degli Internazionali. Per chi non fosse esperto di Roma, lo stadio della finale di tennis e quello della partita tra Roma e Lazio si trovano praticamente nello stesso impianto.
Per questo motivo la prefettura ha disposto di far giocare il derby lunedì sera alle 20:45. C’è infatti paura per gestire 2 eventi così importanti praticamente nello stesso luogo e durante lo stesso momento. Inoltre la partita Roma-Lazio è da anni una gara ad alto rischio, teatro di scontri ed incidenti vari. Per questa ragione si è preferito distanziare i due eventi. La Lega però non ci sta e sgomita per lasciare il vecchio orario e la vecchia data chiedendo di giocare in contemporanea al tennis o addirittura di spostare la finale degli Internazionali.
Questa storia è lo specchio di un Paese totalmente disorganizzato e che non sa più riconoscere le priorità. Per prima cosa bisogna dire che la Lega di Serie A sa che gli Internazionali di Roma hanno la propria finale fissata per domenica 17 maggio praticamente da 1 anno, eppure si è riusciti a piazzare la partita lo stesso giorno e allo stesso orario. E non è nemmeno la prima volta, già a novembre scorso avevano messo durante gli ATP Finals il derby di Torino, poi anticipato al giorno precedente. Questo non fa altro che dimostrare una certa disorganizzazione del nostro calcio.
La decisione è arrivata, ma non cambia la sostanza
Pochi minuti fa è arrivata la notizia che alla fine il derby si giocherà domenica alle 12 dopo giorni di tira e molla, ma ciò non toglie la figuraccia fatta dal nostro movimento calcistico, l’ennesima di un anno nero. Il calcio non accetta di non essere più il centro del mondo in Italia, soprattutto oggi dove c’è un Sinner che trascina le folle e una Federazione tennis che dopo anni di duro lavoro ha portato al battesimo tantissimi ottimi tennis. Jannik è sola la punta dell’iceberg di un movimento che danni ormai sta diventando pian piano padrone del mondo con tantissimi giovani che nei tornei fanno ottime figure e sono in buone posizioni nella classifica ATP.
Dall’altro lato invece abbiamo un calcio morente, che perde consensi e abbonati ogni giorno e soprattutto che non disputa un Mondiale da ben 3 edizioni consecutive. Uno smacco enorme per un Paese che viveva di solo calcio sino a pochi anni fa. In Serie A ormai arrivano solo giocatori in là con gli anni e i club italiani ogni volta che si affacciano in Europa rimediano solo brutte figure, al punto che non si alza una Champions League da ormai 16 anni. La situazione però potrebbe addirittura peggiorare. Con la crescita di fenomeni in altri sport come Kimi Antonelli, il calcio potrebbe ritrovarsi sempre con meno frecce nel proprio arco.
L’intero movimento purtroppo si è seduto sugli allori del passato e sulla sicurezza di essere il riferimento sportivo dell’intero Paese, non capendo che restando fermi, con il tempo, si rischia di perdere tantissimo. Vedremo cosa succederà nei prossimi anni e se il futuro presidente della FIGC saprà risollevare il movimento.




