Lo scudetto dell’Inter riaccende le polemiche per un vecchio video che inchioda Marotta in un certo modo ad una sorta di gaffe postuma.
Nella giornata di ieri l’Inter ha festeggiato il suo 21° scudetto dopo la vittoria sul Parma, il primo con Chivu in panchina, che quest’anno è arrivato per sostituire il partente Simone Inzaghi. Per la squadra nerazzurra è stato un campionato molto intenso vissuto da capolista quasi per tutta l’annata. Dopo un inizio con qualche problema e un Napoli arrembante, complice i tanti infortuni dei partenopei, la squadra di Milano ha preso letteralmente il volo distanziando la concorrenza.
Ieri, grazie alla sconfitta del Milan e al pareggio del Napoli a Como, l’Inter ha potuto festeggiare lo scudetto vinto. Tra i grandi protagonisti di questa cavalcata naturalmente c’è stato anche Giuseppe Marotta, dirigente di lungo corso, che dopo aver guidato la Juventus al vertice, ha portato anche l’Inter stabilmente in lotta per lo scudetto.
In particolare, con questo successo, con l’Inter sono dal 2018 ad oggi: 3 scudetti, 2 Coppa Italia, 3 Supercoppa italiana, più diversi risultati importanti in Europa come la finale di Europa League nel 19-20, e le 2 finali di Champions League (22-23 e 24-25). Siamo nel 2026 però e come sappiamo bene, è praticamente impossibile nascondere il proprio passato.
La clip che inchioda Marotta
L’euforia per la festa di ieri con tanto di cravatte e maglie commemorative con il numero 21 hanno fatto storcere il naso ai tifosi della Juventus in particolare, che da sempre rivendicano il famoso scudetto del 2005-2006, vinto sul campo dai bianconeri e assegnato poi d’ufficio all’Inter dopo lo scandalo Calciopoli. Molti ricorderanno perfettamente le varie maglie con la scritta “30 sul campo”, quando la Vecchia Signora conquistò il suo 29° titolo.
Ebbene all’epoca Marotta era proprio uno dei massimi dirigenti dei bianconeri e intervistato sull’argomento si lasciò subito andare: “Questo è lo scudetto numero 30, abbiamo messo le bottiglie 30 perché sono 30 gli scudetti guadagnati”. Parole dette con forza che oggi lasciano a tutti un sorriso e c’è qualcuno che grida allo scandalo. Naturalmente c’è un problema matematico di fondo per il buon Marotta: o sono 21 quelli dell’Inter o erano 29 all’epoca quelli della Juve altrimenti i conti non tornano. La clip sta facendo il giro dei social ed è già diventata un meme. Cosa ci insegna tutto questo? Semplicemente è inutile sventolare vessilli e bandiere in un mondo nomade come quello del calcio dove tutto cambia velocemente. Oggi sei lì a dire le peggio cose sugli avversari e domani indossi la loro maglia.


