Il Giro d’Italia in 117 anni ha tante storie da raccontare. Proviamo a scoprire tutti i suoi segreti e le curiosità che nasconde.
Oggi è il compleanno del Giro d’Italia e compie esattamente 117 anni. Il 13 maggio del 1909, infatti, prendeva il via la prima edizione di questa gloriosa corsa a tappe con la promessa di un premio di 5.300 lire per il vincitore e un montepremi totale di 25.000 lire. La prima edizione scattò da Piazzale Loreto a Milano e vide 127 ciclisti al via. La prima tappa vide trionfare Dario Beni, mentre il primo giro fu vinto da Luigi Ganna.
A livello statistico l’Italia è il Paese che ha vinto più edizioni del Giro con 69 successi di 44 vincitori diversi. Dietro di noi il vuoto con il Belgio secondo a sole 7 affermazioni con 3 diversi corridori. Per quanto concerne invece il maggior numero di successi ci sono 3 ciclisti alla pari: Alfredo Binda, Fausto Coppi ed Eddy Merckx, tutti e tre con 5 vittorie.
Nella storia solo 8 ciclisti sono riusciti a vincere nello stesso anno Tour de France e Giro d’Italia, che sono poi le 2 gare a tappe più importanti: Merckx, Coppi, Hinault, Indurain, Anquetil, Roche, Pantani e Pogacar. Il vincitore più anziano della competizione è Fiorenzo Magni a 34 anni e 180 giorni nel 1955, il più giovane Fausto Coppi nel 1940 a 20 anni e 268 giorni.
Tutte le maglie dei vincitori del Giro d’Italia
Il simbolo più famoso della gara, la Maglia Rosa, in realtà fu introdotto solo nel 1931 dal giornalista sportivo Armando Cougnet. Naturalmente è un omaggio alla Gazzetta dello Sport che sin dagli albori organizza questa rinomata corsa a tappe. Al Giro però esistono anche altre maglie: quella Ciclamino, che viene indossata dal leader della classifica a punti che vengono ottenuti ai traguardi intermedi; c’è poi quella azzurra che viene data al leader della classifica di montagna; infine c’è la bianca, indossata dal miglior giovane (under 25) piazzato nella classifica generale. Naturalmente vige la regola del prestigio, ovvero se un corridore ottiene più maglie, deve indossare durante la gara quella più importante, quindi nell’ordine: Rosa, Ciclamino, Azzurra e Bianca. Le altre maglie però non finiscono nel dimenticatoio, ma vengono indossate in questo caso dal 2° classificato di quella particolare graduatoria.
In 117 anni di storia nessuno è mai riuscito a vincere tutte le maglie nella medesima edizione. C’è però da puntualizzare una cosa su questa cosa: la Maglia Bianca è stata introdotta solo nel 1975. Eddy Merckx ad esempio, nel 1968 conquistò tutte le maglie disponibili (all’epoca quella dello scalatore era verde). Allo stesso modo Coppi e Bartali, durante i loro anni, vinsero sia la classifica generale che quella scalatori a più riprese. All’epoca però non c’erano tutte queste Maglie.
Per alcuni anni ci fu anche la Maglia Nera data all’ultimo classificato, che non a caso è entrata anche nel gergo italiano proprio per indicare una persona che ha fatto un pessimo risultato. Questo “riconoscimento” fu in vigore dal 1946 al 1951 e prevedeva addirittura un premio di consolazione in denaro. Ci sono stati vari incidenti nella storia del Giro, uno dei più bizzarri però viene considerato quello della prima edizione occorso a Rossignoli, che fu investito da un cavallo. Infine, nelle prime edizioni, quando le telecamere non erano ancora ovunque come oggi, ci furono casi di ciclisti che baravano prendendo il treno o facendosi trainare da auto.



