L’errore madornale di Donald Trump: questa volta lo pagherà carissimo

Donald Trump dopo l’ultimo attacco si ritrova questa volta in una posizione decisamente complicata. L’errore è sembrato grave stavolta.

Negli ultimi mesi Donald Trump ha dimostrato di non voler risparmiare nessuno dai suoi continui attacchi. Se in passato (soprattutto durante il suo primo mandato) aveva tenuto una linea univoca su determinati temi, oggi la situazione è ben diversa. A peggiorare le cose per lui sono le sconfitte che stanno arrivando in Europa da parte dei suoi maggiori alleati politici come Orban in Ungheria e la Meloni, che in Italia di recente ha perso la propria battaglia referendaria.

Ora però ha commesso un errore abbastanza importante, un errore che potrebbe costare davvero caro al presidente degli Stati Uniti. L’attacco di pochi giorni fa a Papa Leone XIV, infatti, sembrato gratuito e fuori tempo. Secondo i bene informati sarebbe arrivato per un moto di rabbia del tycoon, che avrebbe visto sulla TV americana alcuni alti prelati condannare le proprie azioni e parlare di pace. Tutto ciò ha spinto Trump ad attaccare frontalmente il Pontefice, un qualcosa di rarissimo nella storia e che potrebbe portare per lui a conseguenze devastanti.

Anche Giorgia Meloni stavolta non ci sta: Trump attacca

La Chiesa, infatti, con i suoi tantissimi fedeli ha un’influenza smisurata e soprattutto una cosa è attaccare un capo di stato che può sbagliare il giorno dopo e può perdere il proprio ruolo di leader da un momento all’altro, un’altra è scontrarsi con un uomo che è in carica sino alla propria morte e che predica pace e amore. Per questo motivo l’atto di Trump ha tutti i tratti del grosso autogol politico. Le conseguenze si sono viste nel breve termine. Persino Giorgia Meloni, che solitamente era sempre stata molto morbida nei giudizi sul presidente degli Stati Uniti è stata “costretta” a rispedire al mittente le parole del tycoon.

Naturalmente a tutto ciò Trump ha subito risposto attaccando anche la Meloni, che da bellissima e bravissima è diventata improvvisamente la pecora nera per il leader americano. Scene di un film già visto anche con altri premier, che in pochi giorni o addirittura ore sono scivolati nelle gerarchie di simpatia di Donald. L’attacco al Papa difficilmente verrà condiviso da altri leader politici vicini al numero uno degli Stati Uniti, nessuno è così “leggero” da mettersi contro un’intera comunità di fedeli (in fondo le elezioni arrivano per tutti).

A peggiorare le cose poi ci ha pensato sempre lo stesso Trump con un post apparso sul suo Truth dove appariva in vesti messianiche. Altra cosa che sicuramente non sarà piaciuta ai cattolici americani e non solo. Anche il vicepresidente degli USA Vance si è unito alle critiche contro il Papa. La scelta dell’amministrazione di Donald stavolta sembra decisamente fuori luogo, da un lato c’è un’istituzione come la Chiesa cattolica che riesce a preservarsi da circa 2.000 anni, dall’altro c’è un uomo che ricopre in totale la carica di presidente degli USA da circa 5 anni e in mezzo ha perso anche un’elezione in una democrazia che ha circa 240 anni. Sembra chiaro che la sfida sia già persa in partenza.