Perché la sconfitta di Venezia diventa l’ennesimo autogol della sinistra: l’errore è di comunicazione

Il centro-sinistra, in particolare il PD, si è fatto un autogol clamoroso alle ultime elezioni comunali e naturalmente la destra ha festeggiato.

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Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Il centro-sinistra, in particolare il PD, si è fatto un autogol clamoroso alle ultime elezioni comunali e naturalmente la destra ha festeggiato.

Lo scorso weekend si sono svolte in diversi comuni italiani le elezioni per decretare il nuovo sindaco. A questa tornata le città principali del nostro Paese non c’erano, l’unica tra le “big” rimaste era Venezia. Naturalmente gli schieramenti hanno puntato forte per cercare di metterci le mani sopra. In particolare per il campo largo ha spinto tantissimo il PD, che si è presentato con Elly Schlein a fare un comizio per “sponsorizzare” il proprio candidato Andrea Martella, dato tra le altre cose da alcuni sondaggisti come il favorito.

Forse proprio spinti da questi risultati, la sinistra ha deciso di sbilanciarsi tanto su questo candidato. La Schlein in particolare, dal palco a Venezia ha dichiarato a gran voce: “Noi vi saremo accanto in questa sfida, perché è una sfida che riguarda anzitutto la qualità della dei veneziani, ma da qui può arrivare un segnale bello forte e importante, che è solo insieme che noi possiamo produrre il cambiamento che noi vogliamo nella società e io sono convinta, che Andrea Martella sindaco sia la risposta migliore per continuare in questa strada di partecipazione democratica che risvegli Venezia e che dia una spinta forte a vincere anche le prossime elezioni per mandare a casa il governo Meloni”.

Parole forti, che sono state seguite da una sconfitta abbastanza importante di Martella, che ha preso il 39,21% dei voti, contro il 51,03% dell’indipendente Simone Venturini, candidato per il centro-destra. Naturalmente la cosa è stata subito sottolineata dal governo Meloni che ci ha marciato sopra con tranquillità.

Qual è stato l’errore della sinistra

Si tratta dell’ennesimo autogol della sinistra, che non aveva alcuna esigenza nell’intestare a delle semplici elezioni comunali il futuro del nostro Paese. Inoltre, sondaggi a parte, Venezia era già della destra e non ha un sindaco di centro sinistra dai tempi di Giorgio Orsoni (2010-2014), che rassegnò le dimissioni prima della fine del proprio mandato. Anzi in realtà rispetto all’ultima tornata dove Baretta aveva raccolto solo il 29,27% di preferenze, il campo largo ha anche trovato quasi il 10% in più di voti. Parliamo inoltre di una regione che governata dalla Lega da anni ormai.

Insomma gli ingredienti per una sconfitta c’erano tutti e al PD avrebbe fatto più comodo defilarsi un po’ ed apparire solo in caso di vittoria, ma soprattutto non avrebbe dovuto rendere queste elezioni come una sorta di referendum popolare per dimostrare il dissenso del Paese verso il Governo Meloni. Lo stesso Giuseppe Conte, intervistato da Tagadà, ha subito puntualizzato di non aver mai fatto affermazioni del genere, prendendo in un certo senso le distanze da quanto fatto da Schlein.

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