Renzi assente dal campo largo, ma serve davvero alla sinistra?

L'assenza di Renzi alla prima riunione del Campo Largo fa rumore. Proviamo a capire quanto peserebbe il suo partito nella coalizione.

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Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

L’assenza di Renzi alla prima riunione del Campo Largo fa rumore. Proviamo a capire quanto peserebbe il suo partito nella coalizione.

Nei giorni scorsi il centro-sinistra ha mostrato una foto dove erano presenti i leader di AVS, PD e Movimento 5 Stelle. Uno scatto che è stato fatto per dimostrare il lavoro che si sta mettendo in atto in vista delle prossime elezioni. D’altronde non è certo un mistero, quel lato dello schieramento politico vuole provare a mettere i bastoni tra le ruote alla destra che governa da 5 anni con Giorgia Meloni.

A fare rumore però è stata la totale assenza di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che almeno per il momento sembra fuori dai patti di coalizione. Lui ci ha scherzato un po’ su, ma la verità, probabilmente, è che vi sono ancora vecchie ruggini che non permettono un dialogo tra questi partiti e quello dell’ex sindaco di Firenze. D’altronde è stato proprio quest’ultimo che ha guidato la caduta del Conte II.

Renzi o Vannacci, chi sposta gli equilibri?

Renzi non desta molte simpatie sia tra i 5 Stelle che nel PD, dove tra le altre cose è stato segretario di partito. La domanda quindi sorge spontanea: il centro-sinistra ha davvero bisogno di lui? Naturalmente l’unico metro di paragone che abbiamo sono i sondaggi e quelli ci raccontano di una situazione sempre in divenire. Il destino di Renzi però non può essere paragonato a quello di Vannacci.

Si è vero entrambi sembrano posizionarsi fuori dalla coalizione che si formerà per le prossime elezioni, ma il Generale si piazza più a destra, mentre l’ex Premier è in una posizione più di centro rispetto al Campo largo. La differenza però la fanno soprattutto i numeri. Vannacci cresce a vista d’occhio, al punto che nell’ultima rilevazione di SWG per La7 risulta un clamoroso aggancio alla Lega, mentre Italia Viva resta stazionaria sul 2,4%.

Stando alle ultime intenzioni di voto, il centro sinistra si attesterebbe al 41,9% senza Renzi naturalmente, mentre il centro-destra viaggerebbe sul 40,4% senza Vannacci. Insomma senza i due “dissidenti” la sinistra vincerebbe le elezioni. Da notare però che a destra, qualora arrivasse l’appoggio anche del Generale, si arriverebbe ad un quasi inattaccabile 45,7%. La sinistra, infatti, per poter sopravanzare la coalizione di centro-destra con Vannacci dentro, avrebbe bisogno non solo di richiamare a sé Renzi, ma anche Calenda con Azione. Insomma, in questo momento, Renzi preso da solo sposta poco gli equilibri, mentre dall’alto lato muove tanto Vannacci. Quest’ultimo, infatti, cresce così tanto che l’anno prossimo potrebbe avere una grossa voce in capitolo con Meloni. Staremo a vedere.

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