Di recente, Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense della storia, ha riprodotto il gesto delle mani tipico delle generazioni più giovanili. Andiamo a scoprire il significato dell’ormai ben noto Six Seven.
Era l’8 maggio dello scorso anno quando, a Città del Vaticano, si verificava un evento storico. Meno di tre settimane dopo la scomparsa dell’amato Papa Francesco, veniva eletto pontefice per la prima volta nella storia un cittadino statunitense. Robert Francis Prevost ha poi scelto il nome di Papa Leone, iniziando ufficialmente il proprio pontificato domenica 18 maggio, un’altra data che resterà per sempre scolpita nella storia della chiesa.
Di Papa Leone XIV verrà ricordato anche un gesto molto curioso, che lo avvicina ai giovani e che tanto ha fatto sorridere nei giorni scorsi. Prevost ha infatti replicato, di fronte ai fedeli, il Six Seven, vale a dire il meme del momento, che ha deciso di imitare in diverse occasioni. Chi non è parte della famosa Gen Alpha o della Gen Z potrebbe tuttavia non comprendere al meglio ciò a cui ci stiamo riferendo, ed è giusto, dunque, andare nel dettaglio di cosa si tratta per rendere tutti partecipi della nuova moda.
Papa Leone XIV, il significato del gesto Six Seven
Papa Leone XIV ha dunque mimato con le mani il gesto del Six Seven, che in inglese viene pronunciato Six-Seveeen, con la e molto allungata. Si tratta di un meme diffuso online, che ha avuto una notevole crescita grazie ai giovani ed ai social, soprattutto tra i nati tra il 2010 ed il 2025, gli appartenenti alla Gen Alpha. La pronuncia di questi due numeri in sequenza viene poi condita da un gesto delle mani, che partono affiancate e con il palmo rivolto verso l’alto. Inoltre, le mani fanno dei movimenti molto piccoli, una verso l’alto e l’altra verso il basso.
Ma cosa significa realmente il Six Seven che piace tanto a Papa Leone XIV? Fondamentalmente, non c’è una reale spiegazione, c’è chi ha fatto delle ipotesi, parlando dell’altezza di un giocatore di basket (6 piedi e 7 pollici). Inoltre, qualcuno pensa ad un codice radiofonico, ma la verità è che l’interpretazione è quantomai libera. La nascita risale al termine del 2024, quando fu pubblicato il brano Doot Doot del rapper Skrilla, a cui è attribuita, dunque, la genesi di questo nuovo tormentone.



