Stando ad un’analisi resa nota dall’associazione Unicef, i bambini minorenni impegnati sul lavoro in Italia sono aumentati tra il 2024 ed il 2025. Andiamo a scoprire la verità su un tema sempre più scottante.
Per molti è un tema superato, quantomeno in riferimento ai paesi sviluppati ed occidentalizzati, ma la realtà è ben diversa, come snocciolato dai dati diramati dall’Unicef. Ci stiamo riferendo alla terribile piaga del lavoro minorile, che costringe milioni di giovani, in tutto il mondo, a lavorare invece che ricevere un’istruzione e la possibilità di scrivere un futuro diverso. Ieri, 12 giugno, si è celebrata contro il lavoro minorile, che accende i riflettori su una problematica ancora attuale ai nostri giorni.
Secondo quanto raccontato dai numeri, nel 2024 i lavori minorenni tra i 15 ed i 17 anni in Italia erano ben 80.991, ma nel 2025 si è registrato un ulteriore, inquietante aumento, che ha prodotto un numero complessivo di 81.565 lavoratori in questa fascia di età. I tempi duri che stiamo vivendo, dominati da inflazione, crisi economica e crollo del potere d’acquisto, senza dimenticare gli stipendi troppo bassi per arrivare a fine mese senza problemi, favoriscono l’aumento di questa terribile condizione, che negli ultimi anni ha subito un peggioramento nel nostro paese.
Lavoro minorile, tra 2020 e 2025 c’è stato un raddoppio
L’Unicef ha portato sotto gli occhi di tutti un dato inquietante, ancor più rispetto a quello che abbiamo analizzato in precedenza. Prendendo come riferimento il quinquennio 2020-2025, il numero dei ragazzi sottoposti al lavoro minorile è sostanzialmente raddoppiato, passando dai 35.505 del 2020 agli 81.565 nominati poc’anzi. L’Unicef ha ufficializzato questi dati in occasione della Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, presentando il quarto rapporto statistico nominato “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro“.
Durante l’ultimo quinquennio, si sono registrati, nel nostro paese, ben 7 infortuni mortali, e 18 complessivamente, che hanno provocato delle ferite nelle vittime. Attualmente, i settori in cui c’è maggiore impiego di ragazzi minorenni sono il lavoro dipendenti, escludendo però operai agricoli e domestici, ed il settore agricolo. Ad aumentare, nel corso degli ultimi anni, in termini di posizioni lavorative, sono stati i dipendenti, collaboratori e professionisti della Gestione separata e gli operai agricoli. La regione più colpita dal fenomeno è il Trentino-Alto Adige, con un indice del 22,54%, seguito dalla Valle D’Aosta al 17,46%. Le cinque regioni con più elevate percentuali di denunce da infortunio sono la Lombardia, il Veneto, l’Emilia-Romagna, il Piemonte ed il Trentino Alto-Adige. Dati a dir poco drammatici e che devono far riflettere la popolazione, soprattutto al giorno d’oggi.



