Addio ai compiti per le vacanze a scuola? La proposta arriva da uno psicologo, rivoluzione possibile

Secondo lo psicologo Giuseppe Lavenia, i compiti per le vacanze andrebbero aboliti. Ecco tutti i dettagli sulla proposta.

Redattore senior

Laureato in scienze della comunicazione, sono giornalista pubblicista dal 2022, mi occupo di diverse tematiche e credo profondamente nel potere della comunicazione e del giornalismo.

I compiti per le vacanze sono da sempre uno degli spauracchi degli studenti, che vorrebbero sfruttare l’estate per rilassarsi e staccare la spina. Uno psicologo ha parlato del motivo per il quale andrebbero eliminati.

Chi non dovrà sottoporsi agli esami, che siano essi di maturità, di terza media o di riparazione, potrà godersi un meritato riposo di circa tre mesi, dato che la scuola si è ufficialmente conclusa in tutta Italia. L’anno scolastico 2025-2026 è andato in archivio, ed i più giovani potranno dunque staccare la spina, senza però dimenticare i compiti per le vacanze. Essi vengono assegnati da maestri e professori in vista delle “ferie”, e saranno controllati al rientro in classe.

I compiti per le vacanze sono sempre stati considerati una sorta di spauracchio, che costringe gli alunni a restare in allenamento, in vista dell’inizio di un nuovo anno scolastico. Ma è giusto che i professori li assegnino o sarebbe meglio concedere agli studenti, che sono pur sempre bambini o ragazzi di giovane età, un riposo completo? Sulle colonne di “Repubblica.it“, è stato pubblicato un interessante approfondimento, che riporta il parere dello psicologo Giuseppe Lavenia. Da parte sua, è stata avanzata una proposta che potremmo considerare rivoluzionaria, e che sarebbe accolta con sicura approvazione da parte degli studenti.

Compiti per le vacanze, il parere di Giuseppe Lavenia

A parere di Giuseppe Lavenia, i compiti per le vacanze andrebbero aboliti, almeno per come sono noti al giorno d’oggi. Stando al suo interessante punto di vista, ciò non si lega al fatto che lo studio faccia male o perché la conoscenza ed il sapere non siano importanti. Tutto è però legato al fatto che assegnare pagine da completare, esercizi da svolgere e capitoli da ripassare di continuo sia frutto di un modello educativo ormai ben distante dalla realtà che i più giovani vivono al giorno d’oggi. Ripetere, secondo Lavenia, non significa imparare, ed un aspetto fondamentale è giocato dal coinvolgimento emotivo, ma anche dalla motivazione e dall’esperienza nell’apprendimento.

Occorre cambiare qualcosa, perché gli studenti non devono più percepire i compiti per le vacanze, e lo studio in generale, come un obbligo, di cui liberarsi il prima possibile o da terminare così da evitare di scatenare la rabbia di genitori e professori. Lavenia ci ricorda come il mondo sia ormai cambiato, a causa dello sviluppo della tecnologia, dell’intelligenza artificiale, che può essere utilizzata come strumento per realizzare in automatico i compiti. Non è più possibile assegnare dei compiti che una macchina, un bot possono risolvere in pochi secondi. Ora occorre sviluppare un nuovo modello, basato su compiti che le macchine non possono svolgere per nessun motivo.

Tag:Compiti per le vacanze