Un operaio di 62 anni è venuto a mancare tragicamente mentre si trovava nel cimitero a svolgere le proprie funzioni.
Dramma nel cimitero dei Rotoli a Palermo. Qui, Giovanni Faia, operaio di 62 anni della Reset, la società partecipata del Comune, è venuto a mancare in seguito a un malore che lo ha stroncato improvvisamente, mentre si trovava proprio nel cimitero a svolgere le proprie funzioni.
Appena ha accusato il malore sono subito scattati i soccorsi. A dargli una primissima assistenza ci hanno pensato i colleghi di lavoro. Pochi minuti dopo poi sono sopraggiunti anche gli uomini del 118. Purtroppo, nonostante i ripetuti tentativi, aiutati anche dal defibrillatore, per l’operaio non c’è stato nulla da fare.
La comunità si stringe intorno alla famiglia
Sul luogo dove è avvenuto il fattaccio, si sono precipitati a stretto giro anche gli agenti della Polizia di Stato e il medico legale, che ora dovrà effettuare tutti i rilievi di rito per accertare le effettive cause del decesso. La drammatica notizia ha raggiunto in poco tempo tutta la comunità, lanciando nello sconforto più totale chi lo conosceva.
Anche il sindaco e l’assessore ai Servizi cimiteriali hanno espresso il loro profondo cordoglio per una notizia tanto drammatica. Naturalmente lanciare accuse e fare ipotesi in questo momento è alquanto prematuro visto che non si sa praticamente nulla di quanto accaduto. Sicuramente nelle prossime ore, oltre agli esami medici sul corpo, verranno effettuate anche delle indagini approfondite per venire a capo alla questione e capire cosa sia andato storto.
Sarà fondamentale ascoltare anche la testimonianza di chi si trovava lì in quel momento. Questa va comunque ad ascriversi come l’ennesima morte sul lavoro. Al momento, stando all’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering, in Italia sono state registrate 482 vittime totali, di cui 350 proprio in occasione di lavoro. Numero pesantissimi. Nel 2025, invece, il bilancio era stato di 1.093 decessi complessivi di cui 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. Un vero e proprio bollettino di guerra che in questo momento non sembra conoscere ridimensionamenti. Speriamo che nei prossimi mesi e anni, strizzando maggiormente anche l’occhio alla sicurezza, si arriva ad una situazione migliore da questo punto di vista.




