Un driver di appena 40 anni con 3 figli è morto proprio nel giorno in cui gli scadeva il suo contratto a tempo determinato.
Una storia tragica ci arriva da Piacenza che riguarda un driver precario che ha perso drammaticamente la vita. Pasquale Andriotta, padre di 3 figli, era intento a fare una consegna nel suo ultimo giorno di lavoro, quando è stato colto da un improvviso malore mentre si trovava in servizio. Il suo contratto a termine, infatti, riportava proprio come scadenza quella del 31 agosto e stando a quanto riferito dal sindacato, aveva anche paura che non gli venisse rinnovato.
Il caso naturalmente ha riacceso subito le polemiche e il confronto sulle difficili condizioni in cui versano molti corrieri e sulla loro precarietà. In particolare si è posto l’accento sul fatto che una persona che ha il contratto in scadenza perenne non è libera di scioperare perché sa che questo potrebbe costargli il posto alla fine e quindi si ritrova ad accettare condizioni di lavoro scandalose.
Lo sciopero e i problemi del driver
Si punta il dito contro i ritmi di lavoro folli in particolare. Intanto il sindacato ha proclamato lo stato di agitazione nazionale nell’intera filiera Brt, con assemblee autoconvocate. Per la giornata del 1° settembre i lavoratori Brt di Caorso hanno già annunciato uno sciopero per tutto il giorno che verrà accompagnato anche da due presidi.
Pasquale Andriotta ha perso la vita alla fine di una consegna, stroncato da un malore improvviso. Stando a quanto indicato dalle fonti aveva solo 40 anni e lavorava come driver nell’appalto Brt di Piacenza-Caorso per Afs Service. A quanto pare l’uomo, non avrebbe aderito allo sciopero proprio con la paura di perdere il lavoro visto che già temeva non gli venisse rinnovato il contratto. Gli amici e i colleghi ora chiedono di fare chiarezza per capire cosa è successo di preciso in quelle tragiche ore e perché si è sentito male, anche per sapere se una tale tragedia poteva essere evitata in qualche modo.




