Perché ora Trump attacca Netanyahu: cosa si nasconde davvero tra i due leader

Donald Trump e Netanyahu non sembrano più avere quel profondo legame che avevano denotato qualche mese fa. Cerchiamo di capire cosa succede.

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Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Donald Trump e Netanyahu non sembrano più avere quel profondo legame che avevano denotato qualche mese fa. Cerchiamo di capire cosa succede.

Sino a qualche settimana fa Trump e Netanyahu sembravano essere sulla stessa lunghezza d’onda, poi qualcosa si è rotto. Negli ultimi giorni sono arrivati diversi attacchi velati o meno del Presidente degli Stati Uniti al leader d’Israele. L’ultimo, in un’intervista ad Axios, è arrivato ieri, quando ha definito Netanyahu una persona senza giudizio e l’ha accusato palesemente di aver ritardato di qualche ora la firma della pace tra USA e Stati Uniti.

Israele è finita sul banco degli imputati per l’attacco a Beirut, ma sono settimane ormai che USA e Israele sembrano combattere in maniera completamente separata. Trump, stando almeno alle sue parole, avrebbe raggiunto un accordo ormai con l’Iran, i recenti bombardamenti israeliani sul Libano però hanno messo a serio rischio i negoziati. Ricordiamo, infatti, che l’Iran tra le sue richieste ha sempre fatto presente di voler arrivare ad una situazione di calma in tutto il Medio Oriente, facendo cessare i vari conflitti limitrofi.

Perché Trump e Netanyahu si allontanano?

Il problema è che lì gli attori in gioco sono diversi e non tutti sono d’accordo sul cessate il fuoco. Israele vuole smantellare tutte le infrastrutture terroristiche di Hezbollah nel Libano meridionale ed Hezbollah allo stesso tempo non accetta tregue non essendo stato coinvolto nei negoziati. Inoltre Netanyahu ha una buona fetta del suo Governo che spinge affinché si continui con il conflitto non restando vincolati agli accordi presi dagli USA. Mettiamoci poi che in autunno in Israele ci sono le elezioni e uno stato di guerra permanente potrebbe fare gioco a Netanyahu, che verrebbe visto come leader insostituibile.

Dall’altro lato Trump ha bisogno ora di stabilità in Medio Oriente per fare affari con i Paesi arabi e sbloccare finalmente lo Stretto di Hormuz che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale. Inoltre anche per il tycoon ci sono le elezioni di metà mandato, che anche se non lo riguardano direttamente, potrebbero avere un peso specifico importante sul suo futuro. Per questo motivo il Presidente degli Stati Uniti ha bisogno di arrivare in fretta ad una pace da mostrare agli elettori. Insomma gli interessi dei due leader non sembrano più combaciare.

A questo punto Trump cercherà di chiudere gli accordi in breve tempo, mentre Netanyahu ed Israele potrebbero anche proseguire con la propria offensiva. Un nuovo scenario geopolitico si potrebbe configurare a stretto giro. Sarà importante però a questo punto capire precisamente quali sono i termini dell’accordo firmato.

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