Sentiamo parlare da diversi mesi dell’ormai famosa crisi dello Stretto di Hormuz e della sua chiusura. Nelle prossime righe, scopriremo il motivo per il quale è così importante e cosa c’è dietro alla vicenda.
Il 28 di febbraio scorso, il mondo intero è stato scosso dall’assalto che Israele e Stati Uniti d’America hanno avviato verso l’Iran, dando origine a nuovi conflitti in Medio Oriente che potrebbero ridisegnare, nuovamente, gli equilibri mondiali. Come risposta, il governo di Teheran ha avviato i bombardamenti con i droni in vari stati confinanti, e negli occhi di tutti ci sono ancora gli attacchi a paesi come il Bahrain e gli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, il primo di marzo si è scelto di bloccare il traffico marino nello Stretto di Hormuz, uno stretto di cui ormai sentiamo parlare quotidianamente.
Stiamo parlando di un passaggio di vitale importanza per i commerci globali, e che collega il Golfo Persico con il Mar Arabico e l’Oceano Indiano. Banalmente, l’esito è quello di un aumento globale dei prezzi del petrolio, così come del gas e dei fertilizzanti, e l’obiettivo di Teheran era proprio quello di disincentivare gli attacchi statunitensi con tale mossa. Nelle prossime righe, andremo a scoprire i motivi per i quali lo Stretto di Hormuz è così strategico e quanto può essere pesante una sua chiusura prolungata nel tempo.
Stretto di Hormuz, il centro mondiale di transito di energia
Il blocco dello Stretto di Hormuz dura ormai da oltre tre mesi, ed in molti si chiedono il motivo per il quale questo passaggio è così strategico. Esso viene definito il più importante “collo di bottiglia” del mondo a livello energetico, visto che dallo stretto in questione transita oltre un quinto del petrolio e circa la metà del gas naturale liquefatto che viene trasportato per View marittime. Come anticipato, il blocco ha già prodotto degli aumenti importanti sotto il profilo dei prezzi del petrolio e del gas, e la prima conseguenza, in Italia ed in altri paesi, è stato il rincaro sui prezzi di benzina e diesel.
Una gran parte del petrolio che attraversa lo Stretto di Hormuz è destinata a paesi asiatici come Cina, India e Giappone, ma anche a paesi occidentale. Inoltre, vi è anche la rotta del Golfo Persico, che collega i produttori di petrolio, come l’Arabia Saudita, l’Iran, il Kuwait e molti altri con gli altri stati del mondo. Hormuz è strategico anche sotto il profilo delle ritorsioni. Essendo uno snodo cruciale, che ha impatti diretti sui prezzi di petrolio e gas, la minaccia di una sua chiusura è spesso usata per scoraggiare determinati assalti armati. Attualmente, la chiusura, da parte del governo, è stata confermata, in attesa che tra le forze in campo si trovi l’agognato accordo.



