Perché l’Europa non ha un unico esercito: ci sono diversi motivi

Spesso viene fuori l'idea della creazione di un esercito comune in Europa. Cerchiamo di capire quali sono i problemi per una sua costituzione.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Spesso viene fuori l’idea della creazione di un esercito comune in Europa. Cerchiamo di capire quali sono i problemi per una sua costituzione.

Le varie guerre che stanno scoppiando un po’ in tutto il mondo hanno spinto anche l’Europa ad investire nelle armi, ma c’è una domanda che in tanti si fanno: perché l’Ue non ha un esercito comune? I motivi sono molteplici. Per prima cosa bisogna dire che grazie al trattato di Lisbona firmato nel 2007, l’Europa si è impegnata ad operare una politica estera fatta di difesa comune. Si prevede una graduale definizione di politica di difesa comune.

Nel 2017 inoltre, è stato istituito il Fondo Europeo per la Difesa. L’Europa però continua a non avere un esercito comune perché la difesa resta una prerogativa di sovranità nazionale dei 27 Stati membri. Non è possibile la sua creazione al momento perché manca un governo unico, ci sono politiche estere differenti, c’è poi il vincolo di neutralità di alcuni Paesi e infine la storica delega della sicurezza alla NATO.

I problemi da affrontare per un esercito comune

In passato anche esponenti del nostro attuale Governo come Tajani avevano auspicato ad una politica difensiva unitaria con un esercito comunitario. Per quanto riguarda la sua ipotetica costituzione, ci sarebbero 2 opzioni: la fusione di tutte le 27 forze armate nazionali in un unica forza comune, il secondo modello invece potrebbe prevedere la creazione di un 28° esercito per permettere ad ogni Paese di mantenere le proprie forze armate e al tempo stesso si verrebbe a creare un organo armato separato con tutti i Paesi che contribuiscono. Naturalmente siamo nel campo delle ipotesi. Ad esempio un primo problema nascerebbe dalla neutralità di Austria, Irlanda, Malta e Cipro, che non potrebbero prendere parte ad alleanze militari.

Ci sarebbe poi un problema legislativo, chi prenderebbe le decisioni? Non tutti i Paesi operano allo stesso modo, una soluzione però in tal caso potrebbe essere quella auspicata da Tajani, di una Presidenza unica per tutta l’Europa, anche questa soluzione però potrebbe essere vista non consona da alcuni Stati. Inoltre ci sarebbe alla base anche un problema linguistico visto che come sappiamo in ogni Paese membro si parla una lingua diversa. Infine ci sarebbe la questione delle armi nucleari e la loro gestione, alcuni Paesi come la Francia le possiede, ci sono altri invece come l’Austria che ne vieta l’uso e il possesso.

Sicuramente la creazione di un esercito unico avrebbe dei risvolti positivi, andrebbe a creare una delle forze militari più potenti del mondo. Per i motivi enunciati qui sopra però ad oggi sembra un qualcosa di alquanto utopistico. Al momento prendere dei soldati e mettergli addosso una divisa unitaria sembra impossibile, possiamo però costruire un fronte difensivo comune, aumentando la cooperazione tra gli Stati membri.

Tag:Esercito europeo