L’attacco alla Romania apre scenari da brividi per l’Europa che potrebbero portare alla Terza Guerra Mondiale. Cerchiamo di capire come.
Ha fatto discutere nella giornata di oggi l’evento che si è verificato in piena notte a Galati in Romania, dove un drone ha colpito il tetto di un condominio residenziale. Secondo le prime ricostruzioni si è sentito prima un enorme botto e poi sono venute fuori le fiamme che hanno messo in allerta tutti. Questo è successo a una 20ina di km circa dal confine ucraino. Proprio lì, infatti, era in corso un attacco russo.
Il bilancio è di 2 feriti, quindi tutto è bene ciò che finisce bene? Non proprio, secondo la Difesa romena, infatti, il velivolo per 4 minuti è entrato nello spazio aereo della Romania, un fatto gravissimo che potrebbe scatenare una vera e propria escalation. L’Europa intanto ha fatto subito quadrato, ma per ora si usa la prudenza.
La Russia, infatti, ha respinto le accuse al mittente riferendo di non aver inviato il drone in oggetto. Allo stesso tempo però non sono piaciute le dichiarazioni di Medvedev, che avrebbe dichiarato che per l’Ue sono finiti ormi i giorni tranquilli. Il problema di una possibile Terza Guerra Mondiale è serio più che mai.
La NATO e la paura per l’articolo 5
La Romania, infatti, è uno dei 32 Paesi che fa parte della NATO. Questa come sappiamo è un’alleanza militare intergovernativa nel settore della difesa, nata come diretta conseguenza della Seconda Guerra Mondiale. Grazie al Patto Atlantico firmato a Washington il 4 aprile 1949, i membri si impegnava a difendersi l’un l’altro in caso di attacco ricevuto da uno di loro.
Servì principalmente come deterrente a scoraggiare l’Unione Sovietica di compiere singoli attacchi agli stati membri durante il periodo della Guerra Fredda. Tale alleanza è poi proseguita anche dopo la fine di quegli anni bui ed oggi è ancora in vigore. Attaccare un singolo Paese della Nato vuol dire attaccarne 32 insieme, vuol dire scatenare un conflitto di proporzioni per l’appunto mondiali.
Per ora la Romania e il Cremlino si rimbalzano responsabilità per questo incidente. C’è da fare però una riflessione sotto questo punto di vista. Tecnicamente alla Russia non conviene aprire un conflitto contro uno dei Paesi della Nato, per prima cosa si ritroverebbe contro 32 Stati, dotati tra le altre cose di testate nucleari, inoltre si troverebbe ad affrontare un doppio conflitto visto che è impegnata anche in Ucraina. Secondo alcuni analisti però l’attacco della Russia all’Ue potrebbe fare da grimaldello ad una rottura della stessa NATO, che in fin dei conti ha attivato una sola volta l’articolo 5, ovvero il 12 settembre 2001, in seguito al terribile attentato alle Torri Gemelle. In quel frangente la NATO attivò diverse misure a sostegno degli Stati Uniti. In questo caso però sarebbe molto diverso, vorrebbe dire guerra contro una super potenza mondiale che richiamerebbe quasi sicuramente il coinvolgimento anche della Cina. Insomma una situazione da evitare assolutamente.




