Il petrolio è una ricchezza fondamentale e della quale si fa un gran parlare al giorno d’oggi, anche per via della crisi generata dalle guerre in Medio Oriente. Andiamo a scoprire la verità sui suoi padroni.
Quello che riguarda il petrolio è un tema sempre molto dibattuto, a causa dei continui cambiamenti del suo prezzo in base agli equilibri geopolitici che si instaurano nel mondo e che cambiano di giorno in giorno. Ad oggi, viviamo un’epoca in cui il prezzo dei carburanti è salito molto rispetto al passato, per via della guerra scoppiata in Medio Oriente alla fine di febbraio, che ha portato i prezzi di benzina e diesel oltre i 2 euro al litro in Italia ed in molti altri stati.

Una volta, a dominare la scena del petrolio, in solitaria, vi erano le famose 7 sorelle, che ad oggi sono ancora presenti, ma che devono confrontarsi con la crescita di altri giganti, provenienti soprattutto dalla Cina. Le 7 sorelle hanno dominato il mercato del petrolio dagli anni Quaranta agli anni Settanta, ed il loro nome era stato inventato da Enrico Mattei, colui che fondò la Eni. Pensate che, prima della crisi petrolifera del 1973, queste 7 aziende controllavano l’85% delle riserve di greggio mondiale.
Petrolio, tutto sul dominio delle 7 sorelle e dei cinesi
Le 7 sorelle originali erano le seguenti
- Anglo-Iranian Oil Company;
- Royal Dutch Shell;
- Standard Oil Company of California;
- Gulf Oil;
- Texaco;
- Standard Oil Company of New Jersey;
- Standard Oil Company of New York.
Solamente la Royal Dutch Shell si chiama così ancora oggi, mentre le altre sono passate attraverso fusioni e cambi di nome, ma sono ancora esistenti. Ad esempio, la Anglo-Iranian Oil si chiama oggi BP, mentre la Standard Oil Company of California ha rivisto la propria denominazione in Chevron, acquistando buona parte di Golf Oil. La Standard Oil of New Jersey si chiama oggi Exxon, e nel 199 ha comprato la Mobil.
Così come in campo automobilistico, anche in quello petrolifero è la Cina che oggi sta compiendo passi da gigante. Sinopec è infatti in testa alla classifica dei produttori di petrolio e gas per fatturato e per ricavi, e stiamo parlando della China Petroleum & Chemical Corporation, che nel 2020 ha toccato quota 323,6 miliardi di dollari. Al 75% è controllata dal governo cinese, ed al secondo posto si è posizionata la Petrolchina, con 226,3 miliardi di dollari. La prima azienda non cinese per fatturato al 2020 è la Saudi Aramco, che è di base in Arabia Saudita, con 229,7 miliardi di dollari di fatturato. In buona sostanza, anche sul fronte petrolio, la Cina ha imposto la propria legge superando le famose 7 sorelle.



