La democrazia non è un piatto da portare in tavola. Cerchiamo di capire perché è praticamente impossibile da “esportare”.
Sempre più spesso sentiamo parlare di “esportazione” della democrazia. Quasi tutte le guerre ormai cominciano così, con questo giustificativo buttato lì a caso per disegnarsi come “buoni” agli occhi della gente, ma come stanno davvero le cose? Per prima cosa dobbiamo partire dal presupposto che non siamo tutti uguali ed il concetto che noi abbiamo di democrazia è quello Occidentale, che è ben diverso da altre forme di democrazia che si trovano in altre zone del mondo.
Siamo nel giusto? Siamo sbagliati? Non sta a noi dirlo, noi dobbiamo tenerci il nostro e casomai migliorarlo. Il fatto però che la democrazia non sia esportabile lo troviamo nella nostra storia. Non dobbiamo andare troppo lontani, ci basta studiare quello che è successo all’Italia negli anni per capire come nasce una democrazia.
Noi ne siamo un esempio lampante e attorno a noi praticamente tutti i Paesi europei hanno fatto più o meno lo stesso. La democrazia non s’impone, si vive, la si fa crescere, giorno dopo giorno, non è detto che non abbia anche qualche caduta e si forma in base ai fatti storici che quel determinato Paese vive sulla sua pelle. Prendiamo l’Italia, senza il ventennio Fascista probabilmente non sarebbe la Repubblica parlamentare che è oggi.
Democrazie europee: sono tutte nate dalla 2a Guerra Mondiale
La stessa Costituzione nasce dall’anti-fascismo e da ciò che aveva portato. L’Italia non a caso ha 2 camere e un Presidente della Repubblica che fa da garante della Costituzione. La nostra Repubblica è nata proprio sulla base di evitare che un singolo uomo possa accentrare nelle sue mani troppo potere. In generale quasi tutti gli assetti europei nascono come diretta conseguenza della Seconda Guerra Mondiale, un periodo in cui a macchia di leopardo si era diffuso il totalitarismo sul Vecchio Continente.
Volendoci spostare più indietro ancora, è facile notare come l’Italia, ma anche altri Paesi europei, abbiano vissuto storie tormentate, fatte di re, imperatori, dittatori e finte democrazie, un processo lungo e tormentato che ha portato a ciò che oggi abbiamo. La democrazia in Italia non è arrivata un giorno con le bombe e militari che ce l’hanno imposta, è arrivata perché negli anni il popolo italiano ha maturato che servisse un’altra forma di governo.
A sostenere questa teoria è anche il filologo classico, grecista, storico e saggista italiano Luciano Canfora, che ha più volte espresso la propria posizione sull’argomento. Lo studioso italiano inoltre sostiene che imporre la democrazia di tipo Occidentale che noi tutti conosciamo anche all’esterno, può solo portare al rigetto, all’instabilità e a conflitti. D’altronde chi è abituato a vivere in un certo modo, si ritroverà a respingere altre forme di governo. Citando Robespierre: “Nessuno ama i missionari armati”. Quindi quando sentiamo qualcuno parlare di esportazione della democrazia, probabilmente ha solo intenzione di importare qualcosa nel proprio Paese, in questo periodo magari del petrolio.




