Dopo l’attentato di Tel Avi si teme la reazione di Israele. Cerchiamo di capire nello specifico cosa potrebbe accadere.
La giornata di oggi è stata sconquassata dal terribile attentato avvenuto nel nord di Tel Aviv, che ha provocato un morto e 5 feriti. A compiere il gesto è stato un cittadino arabo-israeliano, che ha aperto il fuoco contro la folla prima di essere ucciso dalle forze di sicurezza. Hamas ha subito elogiato l’atto definendolo “eroico”.
Subito è arrivata la risposta di Netanyahu, che ha annunciato di aver colpito i centri di comando di terroristi nel quartiere di Dahiyeh, a Beirut. La sparatoria nel pomeriggio è stata rivendicata invece dalla brigata Qassem di Hamas. Dall’Iran, invece, è arrivata la ferma condanna per i raid di Israele e una minaccia in vista di stanotte di un possibile attacco. A scriverlo ci ha pensato sui social Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la Politica estera dell’Iran.
Come si muoverà ora Israele
A questo punto però cosa potrebbe accadere dopo l’attentato di oggi? Per prima cosa Israele probabilmente rafforzerà la propria presenza militare in Cisgiordania e aumenterà le incursioni antidisturbo della polizia e dello Shin Bet. Inoltre potrebbero essere revocati i permessi di ingresso di migliaia di palestinesi in Cisgiordania. Ci potrebbe poi essere un blocco della restituzione dei corpi dei palestinesi uccisi e un maggiore controllo dei valichi.
Questo attentato potrebbe fornire ulteriore giustificazione ad Israele per intensificare i propri attacchi militari in Cisgiordania, dove Netanyahu punta a guadagnare territorio. A questo punto nei prossimi giorni si cercheranno i complici dell’attentatore per evitare il ripetersi di un attacco. Verranno poi potenziati i posti di blocco in città.
Questo attacco, inoltre, vista anche la rivendicazione da parte di Hamas, mette in stand by qualsiasi tipo di trattativa diplomatica per acuire il conflitto che ormai da troppo tempo va in scena in quei luoghi. Insomma sembra esserci un’escalation senza fine e soluzione. La speranza è che tutto ciò non peggiori una situazione già delicata. Intanto dall’Italia sono arrivate le parole del vice-premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che su X ha condannato fermamente l’atto, definendo il terrorismo “mai giustificato”. Infine ha auspicato anche in questo caso la strada del dialogo tra le parti per arrivare ad una risoluzione del conflitto.




