Fortissimo terremoto al Sud Italia: scopriamo perché la magnitudo di 6.2 non ha causato gravi danni

La profondità dell'ipocentro, pari a 250 km, ha evitato che il terremoto di 6.2 gradi Richter facesse gravi danni.

Redattore senior

Laureato in scienze della comunicazione, sono giornalista pubblicista dal 2022, mi occupo di diverse tematiche e credo profondamente nel potere della comunicazione e del giornalismo.

Nel corso della notte tra il primo ed il 2 di giugno, al largo della Calabria si è registrato un forte terremoto, con una magnitudo di 6.2 gradi. Andiamo a scoprire il motivo per il quale non ci sono stati danni a cose o persone.

L’Italia si conferma la patria europea dei terremoto, ed il tremore della terra è tornata a scuotere il Sud Italia nella nottata di ieri. Questa volta, l’area colpita non è quella già funestata dalle scosse da ormai diverso tempo, quella dei Campi Flegrei e della Campania, ma la Calabria. Il sisma si è diffuso a partire dalla costa tirrenica, con epicentro in mare di fronte ad Amantea, nella provincia di Cosenza.

Si è trattato di uno dei terremoti più forti dai tempi del sisma che devastò il Centro Italia nel 2016, colpendo Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto prima, Castelluccio di Norcia ed altri paesi di Umbria e Marche poi. La scossa è stata di intensità pari a 6.2 gradi della scala Richter, ed ha portato subito alla riunione dell’Unità di Crisi della Protezione civile con le regioni del Sud, i vigili del fuoco e l’ingv. Il terremoto è stato avvertito distintamente nel Sud del paese, ma non ha causato danni a persone o cose. Ci sono fondamentalmente due motivi alla base di questo colpo di fortuna.

Terremoto, la profondità dell’ipocentro ha salvato il Sud Italia

Alle ore 00:12 di martedì 2 di giugno, la terra ha tremato al largo della Calabria, di fronte ad AMantea. La scossa è stata di 6.2 gradi della scala Richter, ma nonostante questo, non ha prodotto danni. Il motivo principale sta nel fatto che il terremoto si è originato a 250 km di profondità, mentre quello di Amatrice, tanto per fare un confronto, aveva fatto registrare un ipocentro a 9,2 km di profondità. In tal senso, la Protezione civile ha commentato: “Se la scossa si fosse verificata a 30 km di profondità, avrebbe provocato dei danni molto importanti“.

Ciò rende bene l’idea di quanto sia fondamentale la profondità alla quale si verifica la rottura che dà il via al terremoto, oltre alla sua magnitudo. Inoltre, va ricordato che il sisma si è verificato in mare e non sulla terraferma, a circa 20 km dalla costa. Quando un sisma inizia in mare, le masse di acqua e la distanza stessa dalla terra operano un ruolo di cuscinetto naturale. In poche parole, il terremoto viene affievolito della sua energia cinetica proprio grazie alla presenza dell’acqua. Lo scenario sarebbe stato ben diverso qualora l’epicentro si fosse verificato sulla terraferma e con minore profondità, causando danni e distruzione sui centri abitati.

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