Chernobyl, c’è un fungo che cresce: potrebbe diventare fondamentale contro le radiazioni

Dal disastro nucleare di Chernobyl sono passati 40 anni eppure la vita in quel luogo sembra tornare con forme diverse.

Direttore

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica presso l’Università Federico II, giornalista pubblicista dal 2017, Antonio comincia a lavorare giovanissimo per Calciomercato.it, la sua passione per i motori però lo porta presto a cambiare rotta e ad approdare a Tuttomotoriweb.it. Negli anni collabora anche con FoxSports.it e Motorsport.com occupandosi di F1, MotoGP, Formula E, SBK, WRC, MXGP, Endurance e Automotive. Dal 2022 è direttore di TuttoMotoriWeb e a partire dal 2026 è direttore di Tuttonotizie.eu.

Dal disastro nucleare di Chernobyl sono passati 40 anni eppure la vita in quel luogo sembra tornare con forme diverse.

Il 26 aprile 1986 il disastro di Chernobyl colpì tutto il mondo, che rimase inerte ad osservare le terribili conseguenze di quell’esplosione. Un incidente che ebbe un notevole impatto sull’opinione pubblica anche italiana, in particolare sul tema del nucleare. Ebbene 40 anni dopo, c’è ancora della vita in quelle zone.

C’è, infatti, una zona di esclusione a Chernobyl dove ormai non possono più vivere essere umani e sembra di essere in The Last of Us. Alcune forme di vita però si sono adattate lì. Tra queste è diventata famosa la Cladosporium sphaerospermum, un fungo nero, che prolifera sulle pareti interne degli edifici che sono molto radioattivi. Addirittura nello stesso contenitore del reattore.

Un futuro scudo naturale contro le radiazioni?

Il suo colore nero è dovuto all’altissima concentrazione di melanina. Secondo la biologa ucraina Ekaterina Dadachova, questo pigmento gli permetterebbe di assorbire le radiazioni e sfruttarle così come fonte di energia. La cosa funzionerebbe un po’ in modo simile alle piante con la luce del sole per la fotosintesi. Effettivamente alcuni esperimenti avvenuti in laboratorio con il Cladosporium sphaerospermum, hanno dimostrato che le radiazioni ne favoriscono la crescita piuttosto che danneggiarla.

Chernobyl, c'è un fungo che cresce: potrebbe diventare fondamentale contro le radiazioni
Radiazioni – Tuttonotizie.eu

Manca però ancora una conferma definitiva, ovvero quella di trovare delle reazioni metaboliche alimentate dalle radiazioni. Ciò che è certo però è che la melanina gli da scudo, proteggendo le sue cellule. Nel 2022 il fungo è stato portato anche nella stazione spaziale e ha dimostrato di poter ridurre anche le radiazioni cosmiche. Queste scoperte hanno fatto pensare all’idea di poterlo usare in futuro come schermo protettivo per gli astronauti.

Non sappiamo se si nutre delle radiazioni o si difenda, ma è certo che questo fungo è la dimostrazione che la vita trova sempre il modo di adattarsi e rinascere. Una situazione affascinante che potrebbe portare dei benefici anche a noi, perché da esso si potrebbe ricavare qualcosa di interessare per il futuro.

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