Gli ultimi sondaggi sembrano dimostrare una situazione di grande incertezza nel Paese. Le intenzioni di voto sono in stallo tra destra e sinistra.
I sondaggi sulle intenzioni di voto diventano man mano sempre più importanti. L’anno prossimo infatti avremo le elezioni e queste rilevazioni possono cominciare darci l’esatta dimensione di ciò che ci aspetta in futuro. Naturalmente si parla per ora di oscillazioni sempre di poco conto, ma diciamo che si comincia ad intravedere qualcosa.
Nell’ultimo sondaggio condotto da SWG, è venuto fuori per prima cosa che Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, non arresta la sua corsa. I rilevamenti eseguiti dal 20 al 25 maggio, portano il Generale al 4,3% con un incremento di 0,2 punti. Si arresta, almeno per il momento, l’emorragia della Lega, che resta al 6%.
Nonostante le elezioni comunali abbiano premiato poco quel lato dello schieramento, la sinistra a livello nazionale sembra in risalita. Il PD si ferma al 22,5% con un +0,3% ed è al momento il secondo partito italiano, inseguito dai 5 Stelle molto più staccati al 12,7% con un +0,2%. Sempre a sinistra cresce anche Italia Viva, anche se solo dello 0,1%, mentre scende della stessa percentuale Verdi-Sinistra, fermi al 6,6%.
Come vanno le cose a destra?
A destra, a sorpresa, scende il gradimento per Fratelli d’Italia, che resta ancora stabilmente primo partito con il 28,1%, ma perde lo 0,4%. Perde poi qualcosa anche Forza Italia, che si attesta sul 7,4% con un meno 0,2%. Al momento la situazione tra destra e sinistra sembra abbastanza equilibrata, ma il vero problema è la frammentazione che si sta venendo a creare. Tolti Fratelli d’Italia e PD che conservano una buona fetta di voti, gli altri sono quasi sullo stesso piano, escludendo il Movimento 5 Stelle che in questo momento si trova nella terra di nessuno: non ha infatti abbastanza voti per potersi definire un partito forte, ma allo stesso tempo è staccato dagli altri che sono sotto.
L’impressione è che in ogni caso, almeno al momento, è che avremo una maggioranza molto labile e precaria, attaccata ai partiti più piccoli per sopravvivere, sia che vince la coalizione di destra che quella di sinistra. La partita è ancora lunga.




