Sia a destra che a sinistra la situazione è abbastanza instabile per le prossime coalizioni. Proviamo a capirci qualcosa.
Il panorama politico italiano sembra già ben delineato per il prossimo futuro, ovvero l’anno prossimo, quando ci saranno le elezioni. Vedremo due schieramenti ben distinti con la sinistra che, almeno a parole, sembra intenzionata a mettersi insieme per provare a battere la Meloni. Ad oggi degli esperimenti di questa coalizione sono stati già fatti con risultati, spesso vincenti. Sia per la destra che per la sinistra però ci sono delle scheggiature che potrebbero far spaccare il vaso durante la legislatura, proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza.
Partiamo dalla destra, che al momento è al potere e nelle ultime settimane ha visto abbastanza vacillare il proprio vantaggio. Il problema principale per quel lato del Parlamento è rappresentato da Vannacci. La sua crescita esponenziale (viene dato già intorno al 4%) vuol dire una sola cosa: per governare la destra avrà bisogno anche di lui e dei suoi voti. Il problema però è che il Generale si sta spostando sempre più a destra, rincorso dal solo Salvini che vede il proprio partito perdere consensi proprio in favore di Vannacci.
Naturalmente la leader designata della coalizione sembra essere per forza di cose Giorgia Meloni, ma stavolta si ritroverà a dover mettere d’accordo non solo Forza Italia e la Lega, ma anche l’esuberanza di Vannacci che alla lunga potrebbe portare ad una spaccatura all’interno della destra.
Come stanno le cose a sinistra
A sinistra invece la situazione sembra di apparente calma, ma la verità è che a differenza della destra non hanno ancora un leader designato. Ci sono varie ipotesi sul piatto, ma nessuna è stata ancora decisa. A prescindere da chi guiderà la coalizione però ci sono alcuni problemi di fondo dovuti alla posizione di Matteo Renzi. L’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il PD sembra più solida, in fondo hanno già governato insieme in 2 Governi (Conte II e Draghi), inoltre da quando c’è Giuseppe Conte alla guida del Movimento, quest’ultimo si è spostato decisamente a sinistra, legandosi al Partito Democratico.
Non si può dimenticare però che fu proprio Matteo Renzi a far saltare il Conte II nato dall’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il PD. A questo punto bisognerà capire se il leader di Italia Viva, che spesso in passato ha attaccato soprattutto i pentastellati, questa volta si farà andare bene l’alleanza e durerà in un nuovo Governo di centro sinistra. Insomma la frammentazione del nostro Paese chiama gli schieramenti ad unioni molto larghe, che potrebbe portare anche a maggioranze più instabili, staremo a vedere.




