Durante la trasmissione Dritto e Rovescio, Belpietro ha parlato dell’immigrazione utilizzando una frase molto forte.
Continua a destare scalpore quanto accaduto a Modena qualche giorno fa. Un atto gravissimo che fa paura e fa sentire tutti abbastanza impotenti. Un gesto improvviso, senza senso, che sembra essere stato partorito dalla lucida follia di un singolo uomo. Gli inquirenti continuano ad indagare, ma l’impressione diffusa pare sia quella che l’attentato (solo così lo si può chiamare) di sabato scorso sia un episodio isolato, senza alle spalle una cabina di regia.
Intanto però quanto accaduto continua a riempire anche i salotti buoni della TV italiana e nella serata di ieri è diventato uno degli argomenti centrali di Dritto e Rovescio, la trasmissione di Paolo Del Debbio, che ha ospitato alcuni esponenti della politica e diversi giornalisti. Il programma, con i suoi inviati, è andato sul posto per intervistare alcuni testimoni, che hanno raccontato di quegli agghiaccianti momenti.
Belpietro e lo scontro con Sukali
La situazione in studio però ad un certo punto si è fatta incandescente quando si è arrivati allo scontro tra la mediatrice culturale Evelyne Sukali e il direttore de La Verità Maurizio Belpietro. Quest’ultimo, infatti, nel commentare la situazione migranti in Italia ha usato una frase molto forte che ha subito fatto il giro dei social, affermando: “Stiamo importando criminalità”. Parole che hanno indispettito e non poco la Sukali che ha chiesto ha auspicato per l’Italia del futuro migliori politiche per l’integrazione. Lo scontro tra i due, infatti, è arrivato in seguito ad un servizio dove venivano mostrate le precarie condizioni di igiene e legalità in cui vivono alcuni migranti nelle principali città emiliane.
Il problema in tutta questa situazione probabilmente è che tutti gridano “a lupo, a lupo”, ma poi alla fine nessuno fa niente di concreto, finendo per addossare sempre colpe e responsabilità al Governo precedente. Se oggi ci troviamo in questa situazione è perché è sbagliata tutta la filiera, a partire dal filtraggio che facciamo quando queste persone arrivano in Italia, sino a finire alle varie politiche di integrazione che negli anni sono state attuate. Inoltre, nel caso specifico di quel di Modena, parliamo di un italiano di seconda generazione, che aveva manifestato già palesemente disturbi mentali, questo non fa altro che denotare un altro problema del nostro Paese: ovvero la mancanza di attenzione che abbiamo nei confronti di alcune problematiche come quelle mentali. Piangere sul latte versato e puntare il dito oggi non serve a nulla, piuttosto bisognerebbe analizzare con lucidità i problemi e offrire soluzioni concrete e preventive.




