Il terremoto avvenuto a Napoli nelle scorse ore riaccende i riflettori su una situazione che potrebbe in futuro rivalersi disastrosa.
Sono ore concitate a Napoli e dintorni a causa della scossa di terremoto di magnitudo 4.4, che ha provocato anche danni ad alcune strutture. La paura è tanta e molte persone si sono già riversate per strada, ma perché fa così paura questo evento sismico? Per prima cosa quando parliamo di Campi Flegrei non si tratta di un semplice terremoto, ma di un evento che potrebbe preannunciare qualcosa di catastrofico.
Quell’area, infatti, è di natura vulcanica ed è attiva da più di 80.000 anni. L’ultima eruzione documentata è fissata al 29 settembre 1538. Si tratta di una grande caldera in stato di quiescenza, con un diametro di 15-18 km. I limiti sono dati dalla collina di Posillipo alla collina dei Camaldoli, dal monte di Cuma a quello di Procida. Inoltre buona parte della caldera si trova nel mare. Dal 2012 il livello di allerta per i Campi Flegrei è giallo, ovvero di attenzione.
Da anni scienziati provano a fare previsioni sulle possibili conseguenze di un’eventuale eruzione vulcanica. Stando alla storia, 40.000 anni fa vi fu un’eruzione di tale portata da modificare alcuni processi demografici delle popolazioni paleolitiche. Un remake di una situazione del genere quindi potrebbe portare a conseguenze disastrose non solo per Napoli e la sua provincia, ma per buona parte dell’Italia. Secondo alcune ricerche, infatti, in caso di eruzione potrebbero innescarsi una serie di fenomeni atmosferici, che metterebbero a rischio di vita centinaia di migliaia di persone.
Abusivismo edilizio: l’altra piaga che può essere disastrosa
Da anni esiste un piano di evacuazione che viene costantemente aggiornato, ma esistono ancora oggi alcune criticità che non vengono sanate. Per prima cosa la popolazione è spesso poco informata sui passi da compiere nel caso di un eventuale eruzione. Bisognerebbe, infatti, creare un programma capillare coinvolgendo magari anche le scuole, per istruire la popolazione tutta ad avere determinati comportamenti durante l’evento in questione. C’è poi la problematica legata all’abusivismo edilizio. Secondo esperti e associazioni tra cui Legambiente, circa il 20% delle abitazioni dei Campi Flegrei sarebbe irregolare. Parliamo approssimativamente di 40.000 persone che in questo momento vivrebbero in edifici costruiti senza rispettare le norme. Il problema però è che le demolizioni costano e vanno a pesare sulle casse dei comuni e questo porta spesso a soprassedere davanti all’abusivismo selvaggio degli anni scorsi.
Anche in queste ore stiamo avendo una prova dei pericoli che tutto questo può portare. Basti pensare che con una scossa di magnitudo 4.4 diversi edifici hanno risentito di danni strutturali. Quello dell’abusivismo e delle costruzioni non propriamente a norma però, bisogna dirlo, è un problema molto italiano. Basti fare il paragone con il Giappone e quello che loro patiscono. Se avessimo la quantità e l’intensità delle scosse che si verificano lì, probabilmente conteremmo ogni giorno migliaia di morti. Insomma, se non vogliamo piangere in futuro un disastro, bisogna intervenire quanto prima con una maggiore scolarizzazione della popolazione sull’argomento, e una riduzione drastica dell’abusivismo edilizio.




