BlackBerry per anni ha rappresentato il telefono di punta di tutti i business man. Vediamo oggi che fine ha fatto.
Chi ha vissuto i primi anni 2000 si ricorderà sicuramente dei BlackBerry, erano i telefonini più in voga tra gli uomini d’affari. Nell’immaginario collettivo venivano utilizzati da grossi manager per gestire la loro impegnata vita, infatti, spesso si vedevano nei film tra chi impersonava quei ruoli. L’azienda che li produceva era la canadese BlackBerry Limited, che precedentemente si chiamava Research In Motion o RIM, fondata dall’ingegnere elettronico Mike Lazaridis.
Uno dei punti forti dei telefonini BlackBerry era la loro tastiera fisica, molto precisa e quindi perfetta per i business man dell’epoca che volevano un mini computer in tasca per mandare messaggi ed email. Molto usati anche a livello governativo erano noti anche per la loro robustezza.
I primissimi modelli erano dei semplici cercapersone, poi con il tempo sono diventati dei veri e propri palmari. Erano tutti dotati di tastiera fisica e per lo spostamento tra un menù e l’altro in un primo momento si usava la rotellina, poi sostituita da una pallina e infine cambiata con un piccolo trackpad ottico. Il loro sistema di messagistica era unico e molto avanzato e per questo utilizzato da tanti manager.
Il declino definitivo di BlackBerry
Con l’arrivo dell’iPhone e dei telefoni con schermi touchscreen e i sistemi operativi iOS e Android, le cose si misero male per BlackBerry, che in poco tempo persero quote di mercato. Dopo l’uscita dello smartphone di Apple, anche BlackBerry provò a lanciarsi con i telefoni touch, in particolare con lo Storm. Negli anni successivi la Casa madre provò a lanciare nuovi modelli con tastiera touch, alcuni anche con entrambe le versioni di tastiera come il 9800 Torch.
BlackBerry provò anche a farsi un suo sistema operativo, ma schiacciato dalla supremazia di Android e Apple, dovette piegarsi al sistema di proprietà di Google nel 2015 con il Priv. Negli anni ha avuto varie crisi pesanti finché la cinese TCL, tramite un accordo, non si è offerta di produrre smartphone basati su Android.
L’accordo con TCL non ha portato i frutti sperati, al punto che nel 2020, l’azienda ha firmato un nuovo contratto con la OnwardMobility e la farm cinese, Foxconn, per produrre sempre smartphone con tastiera fisica. Dopo l’annuncio di diversi telefoni, nel 2021 però sono stati ceduti diversi brevetti e alla fine la OnwardMobility ha dovuto annunciare la conclusione dell’esperienza. Sulla storia dell’azienda è stato realizzato anche un film nel 2023 che si chiama proprio come l’azienda. Oggi l’azienda non produce più telefonini e si è riconvertita in un fornitore di software per la sicurezza informatica, l’AI e software per auto.



