L’uomo cerca un gemello della Terra: i motivi dietro tutto questo sono molteplici

L'uomo è da anni alla disperata ricerca di novità che arrivino dall'universo. Presto verranno fatti nuovi passi in questa direzione.

L’uomo è da anni alla disperata ricerca di novità che arrivino dall’universo. Presto verranno fatti nuovi passi in questa direzione.

Da anni l’uomo manda propri simili nello spazio e non solo, si fanno ricerche e si osserva con curiosità ciò che c’è intorno a noi. Gli strumenti a nostra disposizione sono limitati, ma progrediscono in fretta e stiamo cercando di capire tra le altre cose se esiste un pianeta simile alla Terra abbastanza vicino. Gli scienziati da tempo monitorano parte dell’universo alla ricerca di tutto ciò.

Il prossimo dicembre, se non ci saranno ritardi, partirà la spedizione spaziale di Plato. Si tratta di un osservatorio spaziale europeo, che avrà come obiettivo quello di trovare pianeti extrasolari. Le caratteristiche di questo strumento però gli permetteranno anche cercare pianeti rocciosi situati in zone abitabili rispetto alle proprie stelle. Insomma pianeti in un certo senso gemelli della Terra, capaci quindi di ospitare acqua liquida in superficie.

Universo, cosa stiamo cercando davvero

I 26 telescopi saranno tutti puntati verso 290.000 stelle dell’emisfero sud. Secondo le previsioni Plato riuscirà a scovare circa 5.000 nuovi esopianeti, di cui 500 di dimensioni simili alla Terra. Perché questa ricerca spasmodica direte voi? Per prima cosa per mera conoscenza, per capire se intorno a noi c’è qualcosa di più. In fondo per la legge delle probabilità è impossibile pensare in un universo così sconfinato che non esistano altri pianeti come il nostro e allo stesso tempo altre forme di intelligenza come la nostra.

Passano gli anni e il tempo corre più veloce
Pianeta Terra – Tuttonotizie.eu

C’è poi il problema energetico. Come sappiamo l’uomo sta esaurendo svariate fonti di energia del pianeta e mettere le mani su un esopianeta simile al nostro potrebbe voler dire in un futuro, molto lontano, riuscire ad avere nuove riserve energetiche. C’è poi la questione legata al Sole. Noi sappiamo che in un futuro lontanissimo (circa 1 miliardo di anni) l’aumento della luminosità solare renderà il nostro pianeta inabitabile, quindi visto che c’è un bel po’ di tempo davanti a noi, possiamo cominciare a fare ricerche per capire se eventualmente in futuro potremmo spostarci su altri pianeti abitabili.

Infine c’è la mera conquista politica. Per carità non siamo più in epoca di Guerra Fredda, dove Russia e USA rincorrevano il primato spaziale, ma per ogni Paese può essere importante scoprire nuovi pianeti e metterci sopra la propria “bandierina”.