La Sacra Rota è uno degli organi più importanti della Chiesa cattolica. Proviamo a fare un po’ di chiarezza sul suo utilizzo.
In queste ore sta facendo molto scalpore la fine del matrimonio tra Emanuele Filiberto di Savoia e sua moglie Clotilde Courau. Non è tutto però perché il principe, come riportato da Oggi, ha anche chiesto ufficialmente l’annullamento alla Sacra Rota dell’unione con l’ormai ex moglie. Una scelta dolorosa, ma presa in maniera lucida e pacata dopo 20 di amore che ha dato vita a 2 ragazze: Vittoria e Luisa.
Proviamo però ora a fare un po’ di chiarezza sulla Sacra Rota. Si tratta di uno dei 3 organismi giudiziari della Curia romana. Tribunale ordinario della Santa Sede, ha sede a Roma, per la precisione nel Palazzo della Cancelleria, un palazzo costruito nel lontano 1331. In passato però la sua sede è stata anche presso Palazzo Farnese.
Il nome Sacra Rota, si ipotizza possa derivare da un recinto di forma circolare intorno al quale in origine si mettevano gli uditori per valutare le istanze ed emettere le sentenze. Il primo riferimento ufficiale alla Rota è datato intono al 1336. Il numero massimo dei cappellani uditori fu fissato a 12 da papa Sisto IV nel 1472 e la competenza del tribunale fu precisata nel 1747 da Benedetto XIV.
Sacra Rota, la sua giurisdizione e cosa fa
Nel 1870, dopo la presa di Porta Pia e l’occupazione di Roma, la Rota cessò le proprie attività. Nel giugno 1908 però, papa Pio X creò un nuovo tribunale e recuperò l’antica denominazione di Rota. La sua giurisdizione comprende sia i cittadini della Città del Vaticano che i fedeli di ogni parte del mondo. Tra le cose di cui si occupa ci sono: in primo grado le cause civili dove vi sono vescovi o altri entri immediatamente dipendenti dalla Santa Sede e in ogni caso qualsiasi causa il pontefice abbia accettato. In secondo grado nelle cause già decise dai tribunali diocesani e passate immediatamente al pontefice. In terzo grado nelle cause già decise in secondo grado da tribunali metropolitani e diocesani, e non ancora passate in giudicato.
Tra le sue attività maggiori ci sono quelle di nullità di matrimonio. Si tratta di unioni con rito cattolico tra due cattolici o un cattolico e un ateo o di altra confessione. Diventa obbligatorio rivolgersi alla Rota dal terzo grado in poi. Solitamente si parla di divorzio cattolico, ma in realtà è un riconoscimento di nullità. Nel nostro Paese la ricezione di nullità del matrimonio religioso non comporta l’immediato annullamento anche del matrimonio civile.
Lo Stato italiano infatti deve accogliere la sentenza ecclesiastica attraverso una procedura detta deliberazione. Le motivazioni per richiedere la nullità del matrimonio sono molteplici: simulazione, immaturità o incapacità psichica, errore sulle qualità del coniuge, violenza o timore reverenziale, impotenza coeundi, legame precedente, parentela o affinità, crimini, mancanza di fede, brevità della convivenza, aborto procurato e occultamento della sterilità. Vedremo quale motivazione utilizzerà alla fine Emanuele Filiberto e se questa verrà o meno accolta.



