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Due giorni di saccheggi a Milano, sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026, dopo il corteo contro il caro vita convocato dal movimento Italia in Piazza. Domenica la polizia ha portato in questura 271 persone: 220 sono minorenni. La premier Giorgia Meloni ha riunito lunedì 19 ottobre a Palazzo Chigi i ministri, tra cui il titolare dell’Interno Matteo Piantedosi. Si prepara un nuovo decreto.
La nostra posizione è semplice: non serve una stretta nuova. Il fermo preventivo che la Lega vuole «estendere ai minorenni» esiste da febbraio e domenica è stato già applicato a 174 persone. Dato che gli adulti accompagnati erano 51, almeno 123 di quei fermi hanno riguardato ragazzi sotto i 18 anni. La legge c’è. Quello che manca è la certezza che chi ha distrutto, e chi doveva sorvegliarlo, paghi davvero e in fretta.
Cosa è successo sabato e domenica nel centro di Milano
Sabato 17 ottobre, alle 15, circa 5.000 persone si sono ritrovate in piazza Duomo. La manifestazione contro il caro vita era stata lanciata soprattutto su TikTok. Nel pomeriggio gruppi di ragazzi con il volto coperto si sono staccati dal corteo e hanno colpito negozi, pensiline del tram e un’auto dei carabinieri. La polizia ha risposto con cariche, idranti e lacrimogeni. I negozi del centro hanno dovuto chiudere alle 17.
Domenica 18 ottobre la scena si è ripetuta poco prima delle 17, tra piazza Duomo, via Torino e il Castello Sforzesco. Secondo la questura i ragazzi si muovevano in piccoli gruppi: colpivano una vetrina, si disperdevano e lasciavano agire un altro gruppo sul lato opposto della piazza. Sono stati svuotati punti vendita di catene di abbigliamento e un supermercato. Gli investigatori hanno trovato sui social post e messaggi usati per organizzare gli assalti.
I numeri della questura: arresti, denunce e agenti feriti
Il bilancio di sabato, diffuso dalla questura di Milano, parla di 72 persone accompagnate in questura, 16 arrestate e 22 denunciate. Gli agenti che hanno avuto bisogno di cure mediche sono 104, i manifestanti 13, nessuno grave. Per 19 giovani è partita la procedura per il Daspo urbano, il divieto di accesso a certe zone della città.
Domenica, secondo i dati del Dipartimento della Pubblica sicurezza, le persone portate in questura sono state 271, di cui 220 minorenni. Gli arrestati sono 32, 23 dei quali minorenni, e i denunciati 28. Per 174 persone è scattato il fermo di prevenzione. I feriti tra le forze dell’ordine sono 14: 10 poliziotti e 4 agenti della polizia locale. In due giorni, dunque, 343 persone in questura e 48 arresti: quanti gli alunni di una scuola media.
Le accuse sono devastazione, saccheggio e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. La Procura di Milano ha chiesto il carcere per gli 11 maggiorenni arrestati domenica. Per i minorenni procede la Procura presso il Tribunale per i minorenni. Nessuno di loro è stato ancora giudicato: sono accusati, non condannati.
Chi sono i ragazzi fermati e quanto costano i danni
Secondo la questura, i gruppi violenti sono arrivati in centro senza una regia. Venivano dalle periferie, dall’hinterland e da altre province. Tra gli accompagnati ci sono bambini di 11, 12 e 13 anni. Tra gli arrestati di sabato ci sono italiani e stranieri: gli stranieri sono 5. Molti si sono filmati mentre rubavano e hanno pubblicato i video sui propri profili, a volto scoperto.
I danni li ha stimati Confcommercio Milano. Il segretario generale Marco Barbieri ha parlato domenica di oltre 500.000 euro per il solo sabato, tra vetrine, merce e incassi persi per la chiusura anticipata. Dopo la seconda giornata la stima è salita a oltre 700.000 euro, quanto costano circa 15 anni di stipendio di un commesso.
Il fermo preventivo esiste già: i numeri smentiscono la nuova stretta
Il fermo di prevenzione di polizia è l’articolo 11-bis del decreto-legge 59 del 1978. Lo ha inserito l’articolo 7 del decreto-legge 23 del 24 febbraio 2026, convertito in legge ad aprile. Permette di portare in questura e trattenere fino a 12 ore chi, durante una manifestazione, rappresenta un pericolo attuale per l’ordine pubblico, anche senza aver commesso reati. Il testo non fissa limiti di età.
Il 19 ottobre la Lega ha chiesto con un comunicato un decreto urgente per «il fermo preventivo anche per i minorenni». Nel pacchetto anche il divieto di aggregazione per chi partecipa a violenze di gruppo e il reato di danneggiamento di gruppo con arresto differito. Ma il 18 ottobre, a Milano, il fermo è stato applicato a 174 dei 271 accompagnati, e gli adulti erano solo 51. La misura sui minorenni, quindi, è già stata usata su larga scala nella stessa giornata dei saccheggi. Annunciarla come novità non aggiunge nulla, e non spiega perché domenica i gruppi abbiano agito a lungo indisturbati.
Il vertice di Palazzo Chigi, durato circa un’ora e mezza con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, si è chiuso con la promessa di una «risposta ferma» dello Stato. Il fenomeno è stato definito «complesso». Il decreto-legge è atteso in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni.
Sala contro Piantedosi: lo scontro sulle responsabilità
Il sindaco Beppe Sala, intervistato domenica 18 ottobre, ha condannato le violenze e poi ha detto: «Ho l’impressione che si sia sottovalutato il momento e che le forze dell’ordine non fossero adeguate, mi sembravano tanti contro pochi». Ha aggiunto di ritenere che al questore non fosse stato dato un numero sufficiente di agenti.
Piantedosi ha replicato nello stesso giorno parlando di «una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo». Ha sostenuto che le forze dell’ordine hanno garantito il diritto di manifestare «con la consueta professionalità». Sala ha risposto che «un po’ di decenza non guasterebbe». Il punto resta aperto: 104 agenti curati sabato e una seconda giornata di assalti domenica dicono che il dispositivo del primo giorno non ha retto. Rispondere a questa domanda spetta al Viminale, che dirige la polizia, non al sindaco.
Le leggi che già bastano: genitori, pene e tempi dei processi
L’articolo 97 del codice penale stabilisce che chi ha meno di 14 anni non è imputabile: per i bambini di 11, 12 e 13 anni portati in questura nessun fermo e nessun processo cambierà nulla. L’articolo 98 rende imputabili i ragazzi tra 14 e 18 anni se capaci di intendere e di volere. L’articolo 419 punisce devastazione e saccheggio con il carcere da 8 a 15 anni: non è una bravata, è uno dei reati più gravi contro l’ordine pubblico.
Sul fronte civile, l’articolo 2048 del codice civile rende i genitori responsabili dei danni causati dai figli minorenni che vivono con loro. Si liberano solo se dimostrano di non aver potuto impedire il fatto. Vuol dire che una vetrina rotta da un quindicenne la paga la sua famiglia, e i negozianti possono chiederlo in tribunale. I vestiti rubati e regalati per strada non rendono il furto una protesta: restano refurtiva.
Il problema vero è il tempo. Una sentenza che arriva dopo anni non insegna niente a un sedicenne. Nell’agosto 2011, dopo i saccheggi di Londra, i tribunali inglesi restarono aperti anche di notte e giudicarono centinaia di fermati in pochi giorni. Nelle rivolte francesi del 2023, dopo la morte del diciassettenne Nahel, il ministro dell’Interno Gérald Darmanin indicò in 17 anni l’età media dei fermati. Il fenomeno non è nuovo, e nessun paese lo ha fermato con un fermo in più.
Resta il motivo del corteo, che era vero. Secondo l’Istat i prezzi al consumo sono saliti dell’8,1% nel 2022 e del 5,7% nel 2023, e chi era in piazza Duomo per questo è stato derubato due volte: dei suoi soldi e della sua protesta.
Cosa deve fare chi comanda
- La Procura di Milano e la Procura per i minorenni usino i video pubblicati dagli stessi autori. Chiedano i riti più rapidi che la legge consente: giudizio direttissimo per i maggiorenni, udienze fissate in settimane per i minori.
- Il Comune di Milano apra uno sportello che assista i negozianti nelle cause di risarcimento contro le famiglie, in base all’articolo 2048.
- Il Viminale pubblichi quanti agenti erano schierati sabato e domenica e perché il secondo giorno i gruppi hanno agito a lungo senza essere fermati.
- L’Agcom, che vigila in Italia sul Digital Services Act europeo, pretenda da TikTok la rimozione immediata degli appelli al saccheggio e la conservazione dei dati per gli inquirenti.
- Il governo rinunci a un decreto che duplica strumenti già in uso e spieghi invece come userà quelli che ha.
Le vetrine di via Torino si riparano in una settimana. Un ragazzo che impara che saccheggiare in diretta non costa nulla, no.
Fonti
- Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 45 (2026). Decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica.
- Sistema Penale, T. Perrella (2026). Il nuovo fermo preventivo di polizia: sicurezza pubblica, diritti fondamentali e prospettive di riforma.
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